Milano Quotidiano

Milano città di famiglie? No, il 57% delle case è abitata da single. La falsa retorica sul mattone

All'assemblea di Assimpredil Ance, il presidente Giovanni Deleo ha lanciato l'allarme: a Milano servirebbero 35mila abitazioni, ma quelle previste nei permessi di costruire e nelle SCIA sono crollate da 4mila nel 2022 a mille nel 2024

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Il problema della casa torna al centro del dibattito milanese. Il 28 settembre, durante l’assemblea generale di Assimpredil Ance al Teatro Manzoni, il presidente Giovanni Deleo ha messo in evidenza la distanza tra il fabbisogno abitativo della città e il numero di nuove abitazioni previste, mentre il sindaco Giuseppe Sala, intervenuto all’assemblea, ha rilanciato la necessità di un intervento nazionale sull’urbanistica e di una soluzione bipartisan al cosiddetto “Salva Milano“. Secondo Sala, l’attuale quadro normativo finisce per disincentivare nuove iniziative edilizie.

È proprio nella sua relazione all’assemblea che Deleo ha parlato anche del fattore tempo, sottolineando come il costo della casa non sia soltanto quello dell’affitto o del mutuo, ma comprenda anche gli spostamenti e il tempo sottratto alla vita quotidiana: “La casa è un’infrastruttura sociale ed economica di libertà, come una scuola o una strada: definisce la possibilità concreta di accedere al lavoro, costruire una famiglia e partecipare alla vita collettiva. C’è poi un valore che spesso non misuriamo: il tempo. Una casa lontana da servizi e luoghi di lavoro impone ore quotidiane di spostamenti. Il costo dell’abitare è fatto dal canone o dal mutuo, ma anche dall’energia, dai trasporti e dal tempo sottratto alla vita”.

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Ci sono poi, nella sua relazione, dei dati su cui bisogna riflettere, e molto bene.

A Milano il 57% delle famiglie è composto da una sola persona

“La domanda di abitazioni cambia forma, di pari passo con la trasformazione demografica. A Milano il 57% delle famiglie è composto da una sola persona e i residenti stranieri superano il 21%. Una città può perdere abitanti e avere comunque bisogno di più case, perché la domanda si misura nei nuovi nuclei familiari e nelle diverse dimensioni degli alloggi. Per chi arriva da altre città e Paesi, la casa sarà il primo strumento di integrazione. La richiesta di case a Milano oggi è stimata in 35.000 unità, ma abbiamo evidenza che le abitazioni previste nei permessi di costruire e nelle SCIA ritirate a Milano sono passate da 4.000 nel 2022 a 1.000 nel 2024. Quasi tre quarti in meno in due anni. Ma come pensiamo di risolvere il problema casa a Milano se i numeri sono questi? È evidente che il sistema fatica a trasformare domanda, progetti e investimenti in nuova offerta”.

Dunque: la retorica di Milano città di famiglie è quantomeno azzardata. Milano è una città di single: i nuclei familiari fatti da una persona sono la maggioranza assoluta. La retorica che a Milano si costruisce troppo è falsa: a Milano i permessi per costruire sono crollati da 4000 di quattro anni fa a mille del 2024. Poche case, costi alti. E intanto una flat tax molto favorevole porta nuovi ricchi e nuovi ricchissimi, che non hanno problemi a comprare. E infatti comprano, e tanto. E a prezzi altissimi. Chi prende questi soldi? Dei milanesi, ovviamente. Rimangono? Non lo sappiamo. Ma se rimangono, sono più ricchi, e comprano altre case, sempre da ricchi.

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