Si torna a parlare a Milano del progetto del Paifang di via Paolo Sarpi, che fa discutere e questa volta dividere direttamente il quartiere. Tra residenti, commercianti e frequentatori della zona c’è chi guarda con favore all’idea di un grande portale all’ingresso della Chinatown milanese e chi, invece, teme che un’opera fortemente legata alla tradizione cinese finisca per rappresentare il quartiere in modo troppo esclusivo.
A raccogliere le posizioni dei residenti è l’associazione ViviSarpi, che nelle ultime settimane ha avviato una consultazione e una raccolta firme. L’obiettivo è portare all’attenzione dell’Amministrazione il punto di vista di chi vive quotidianamente la zona, chiedendo che il progetto non venga deciso senza un confronto con il quartiere.
Il quartiere si divide sul Paifang
Le ragioni del dissenso non riguardano soltanto l’estetica dell’opera. Per alcuni residenti il rischio è che il portale finisca per identificare un’intera zona con una sola componente culturale, mentre via Paolo Sarpi è il risultato di una convivenza tra storie, attività e comunità differenti. C’è anche chi considera il Paifang un possibile ingombro per una strada già caratterizzata da spazi ridotti e forte afflusso di persone. Al contrario, tra i favorevoli c’è chi vede nell’arco un simbolo di accoglienza e inclusione, capace di rendere ancora più riconoscibile un quartiere che è ormai uno dei luoghi più conosciuti della Milano contemporanea.
La discussione, quindi, non è semplicemente tra favorevoli e contrari a un elemento architettonico. Al centro c’è una domanda più ampia: che cosa deve rappresentare oggi via Paolo Sarpi? Una Chinatown riconoscibile anche attraverso un simbolo della tradizione cinese oppure un quartiere multiculturale la cui identità nasce proprio dalla mescolanza?
Il progetto del Comune
Palazzo Marino ha intanto aperto la strada alla realizzazione dell’opera attraverso un avviso pubblico per raccogliere proposte relative alla progettazione, al finanziamento e alla realizzazione del Paifang. Il termine per presentare le proposte è fissato al 16 novembre 2026. La procedura non significa però che l’arco verrà automaticamente costruito: la partecipazione al bando non dà diritto all’approvazione della proposta e lascia al Comune la valutazione successiva dell’interesse pubblico e della fattibilità dell’intervento.
L’obiettivo dell’Amministrazione è valorizzare via Paolo Sarpi come luogo rappresentativo dell’identità multiculturale di Milano, dando un riconoscimento visibile alla presenza della comunità cinese in città. Milano conta circa 30 mila residenti cinesi ed è, secondo i dati richiamati dal Comune, la seconda città italiana per consistenza della comunità dopo Prato.
Un progetto che arriva da lontano
L’idea del Paifang non nasce oggi. Il primo tentativo risale al 2015, quando, in vista di Expo, alcuni commercianti di via Paolo Sarpi proposero di realizzare un portale tradizionale cinese all’ingresso della strada per accogliere i visitatori. Quel progetto non arrivò alla realizzazione, anche a causa dei costi e dell’opposizione di una parte dei residenti. A distanza di oltre dieci anni, il Comune ha deciso di riaprire il dossier attraverso una nuova procedura pubblica.
Oggi, però, la questione non riguarda soltanto la possibilità di costruire un arco. Il vero confronto è sull’identità di via Paolo Sarpi e sul modo in cui Milano vuole raccontare la propria dimensione multiculturale. E mentre il bando resta aperto, nel quartiere il dibattito è già cominciato.
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(da wikipedia)


