Sarebbe stato identificato e fermato l’uomo accusato di aver violentato una studentessa tedesca di 21 anni, a Milano per un periodo di Erasmus, nella notte del 15 ottobre nei pressi del parco Trotter. Si tratta di Richard William S.J., 31enne di origine peruviana, senza fissa dimora in città e con precedenti, rintracciato dai carabinieri nella zona di via Padova. L’uomo è stato interrogato in carcere dal giudice Fabrizio Filice, chiamato a pronunciarsi sulla convalida del fermo.
A permettere agli investigatori di risalire alla sua identità è stato soprattutto uno zainetto abbandonato in via Giacosa, nel luogo in cui si è consumata l’aggressione. All’interno, i carabinieri della compagnia Duomo, coordinati dai pubblici ministeri Alfonso Serritiello e Letizia Mannella, hanno trovato alcuni elementi decisivi per le indagini: la tessera di una scheda sim e lo scontrino di un acquisto effettuato in un supermercato poche ore prima della violenza.
Milano, decisivi lo zainetto e le immagini delle telecamere
Proprio lo scontrino ha consentito agli investigatori di individuare il negozio e acquisire le immagini del sistema di videosorveglianza. I filmati sono stati quindi confrontati con quelli delle telecamere presenti nella zona di via Giacosa, che avevano ripreso gli ultimi spostamenti della studentessa prima dell’aggressione.
Secondo quanto ricostruito, la giovane stava rientrando all’alba nello studentato in cui alloggiava, dopo aver trascorso la serata insieme ad altri sette studenti Erasmus nella zona del Policlinico. Mentre camminava da sola lungo il parco Trotter, un uomo avrebbe iniziato a seguirla, dapprima procedendo sul marciapiede opposto e poi avvicinandosi progressivamente, senza che la ragazza si accorgesse della sua presenza.
Le telecamere avrebbero documentato i movimenti del presunto aggressore, consentendo ai militari di confrontarne l’aspetto con quello dell’uomo ripreso nel supermercato. La corrispondenza tra le immagini avrebbe così permesso di identificarlo.
Il racconto della vittima e l’intervento di un passante in bicicletta
Agli investigatori la studentessa ha raccontato di essere stata sorpresa alle spalle, scaraventata a terra e aggredita sessualmente. «Mi ha preso da dietro e mi ha buttato a terra. Poi mi ha sfilato i pantaloni», ha dichiarato la giovane nella testimonianza raccolta dai carabinieri.
A interrompere la violenza sarebbe stato il passaggio casuale di un ragazzo in bicicletta. Accortosi della presenza del testimone, l’aggressore avrebbe interrotto l’abuso, fingendo di prestare soccorso e conforto alla vittima. Una circostanza che ha permesso alla ventunenne di osservarlo in volto e fornire successivamente agli investigatori una descrizione: un uomo di circa trent’anni, dalla carnagione olivastra.
Proprio durante quei concitati momenti il presunto responsabile avrebbe lasciato sul posto lo zainetto, successivamente recuperato e sequestrato dai carabinieri. Un elemento rivelatosi fondamentale per ricostruirne gli spostamenti e arrivare al fermo. La posizione del trentunenne è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti sull’aggressione.
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