Un’operazione antiterrorismo condotta dalla DIGOS di Milano e Como (con il coordinamento del Servizio per il Contrasto all’Estremismo ed al Terrorismo Esterno) e coordinata dalla Procura per i Minorenni di Milano ha portato all’arresto di un 16enne italiano di origine straniera, finora incensurato. Il minorenne, residente in provincia di Como, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale per i minorenni con le accuse di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
L’operazione è scattata in provincia di Grosseto, dove il giovane si trovava in vacanza con i familiari, dopo una segnalazione dell’AISI su un utente attivo nell’instant messaging con diversi profili. L’indagine della Polizia di Stato ha svelato l’uso costante di VPN e strumenti di offuscamento dei dati per accedere ai portali di DAESH e l’interazione diretta del giovane con soggetti organici allo Stato Islamico, confermando un avanzato stadio del percorso di radicalizzazione.
Cristina Almici (FdI): “Internet alimenta odio e violenza, servono prevenzione e scuola”
A consolidare il quadro investigativo è stato l’esito di un decreto di perquisizione informatica e personale eseguito nelle scorse settimane. Gli agenti della DIGOS hanno scoperto un ingente quantitativo di file digitali in più lingue dedicati all’ISIS: video di esecuzioni, sessioni di addestramento, canti di propaganda anasheed e contenuti suprematisti e neonazisti. Tra il materiale sequestrato figura un video in lingua russa recante il marchio dello Stato Islamico con le istruzioni per fabbricare un ordigno esplosivo artigianale (IED) con materiali di facile reperibilità. Nelle chat di messaggistica il 16enne sosteneva di aver collaborato direttamente alla creazione di materiale propagandistico.
L’arresto per terrorismo ha scatenato un ampio dibattito politico. Il vicepremier Matteo Salvini ha attaccato: “Un altro ragazzo ‘italiano’ di origine straniera pronto a costruire bombe nel nome del terrorismo islamico”. La deputata di Fratelli d’Italia Cristina Almici ha evidenziato il pericolo del web: “Vedo ogni giorno quanto internet possa essere utilizzato per alimentare odio e radicalizzazione nei più giovani. Lo Stato deve continuare a investire nelle capacità investigative, ma anche nella collaborazione con famiglie e scuola”. Nel dibattito si registrano anche le dure prese di posizione di Riccardo De Corato (FdI), Fabrizio Cecchetti (Lega), Eugenio Zoffili, Emanuele Loperfido e della senatrice Raffaella Paita (Iv).
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