Milano Quotidiano

Se a Milano saranno primarie, almeno a doppio turno. Parla l’Avs Rosati

Il consigliere lombardo di AVS apre alla proposta di inserire il tema Israele-Tel Aviv nel programma del centrosinistra e detta la linea sulle primarie: "In testa a tutto deve esserci il programma"

Foto presa dal profilo Facebook di Onorio Rosati
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“Alleanza Verdi e Sinistra è d’accordo nel porre questo tema in occasione della definizione del programma della coalizione”. Così il consigliere lombardo di Avs Onorio Rosati a proposito dell’iniziativa promossa dai dem Pierfrancesco Majorino e Paolo Romano. Ovvero la proposta di chiedere ai candidati alle primarie del centrosinistra di condannare le politiche del premier israeliano Benjamin Netanyahu promuovendo in particolare lo stop al gemellaggio di Milano con Tel Aviv.

Con Rosati lo sguardo si allarga anche alla questione primarie: “Non sono innamorato delle primarie quale metodo di selezione del candidato sindaco o sindaca, in quanto non rendono esplicito il confronto sui programmi. Le primarie permettono sì di conoscere le loro biografie, ma non sono elementi certo sufficienti per far cogliere le proposte di governo della città. In testa a tutto insomma ci deve essere il programma”.

 

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Su cosa farà Alleanza Verdi e Sinistra in caso di primarie, Rosati è stato chiaro. “Se dovessero essere a turno unico, a mio avviso, l’orientamento dovrebbe essere quello di sostenere un candidato con il profilo politico più vicino al nostro. Se a doppio turno, AVS potrebbe anche proporre una propria candidatura. Di fronte a regole non ancora definite, al momento attuale l’orientamento è di non esprimere alcuna candidatura. Al tavolo del centro sinistra noi abbiamo comunque proposto le primarie a doppio turno”.

“Milano deve tornare ad essere vivibile per tutti”

“La forte urbanizzazione avvenuta nelle zone centrali di Milano ha determinato l’allontanamento dalla città di una fetta consistente di popolazione, sia dei ceti meno abbienti sia del ceto medio impoverito. In questa polemica, personalmente rivendico il diritto di critica. Milano deve tornare ad essere una città inclusiva e vivibile da parte di tutti. Il sindaco va anche detto – ha concluso Rosati – non ha governato da solo, ma l’ha fatto con il sostegno di una maggioranza politica”.

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