Milano Quotidiano

Sicurezza a Milano, Tajani visita i militari in Duomo e conferma i 500 rinforzi: “Resteranno finché sarà necessario”

Il vicepremier in giro per caserme, questura e comandi cittadini dopo le tensioni degli ultimi giorni: “Il diritto di manifestare è sacro, non quello di distruggere”

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I 500 militari aggiuntivi schierati a Milano nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure” non lasceranno la città a breve, almeno finché le condizioni di sicurezza ne richiederanno la presenza. A confermarlo è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che lunedì 26 ottobre, durante una visita in piazza Duomo, ha ribadito la volontà del Governo di mantenere alta l’attenzione sul capoluogo lombardo dopo le tensioni e i disordini delle ultime settimane. “I militari resteranno a Milano finché sarà necessario per garantire la sicurezza, il commercio e la libera circolazione“, ha dichiarato il ministro, indicando nel presidio rafforzato uno degli strumenti per prevenire nuovi episodi di violenza e tutelare le attività cittadine.

Militari a Milano, Tajani difende il rafforzamento di “Strade Sicure”

La decisione di incrementare la presenza dell’Esercito si inserisce nella risposta dell’Esecutivo ai recenti disordini che hanno interessato Milano. “La presenza dei militari ha di fatto impedito che il weekend del 24 e 25 ottobre si trasformasse in giornate come quelle della settimana precedente”, ha sostenuto il vicepremier, rivendicando la fermezza dell’intervento governativo.

Nel corso dell’incontro in piazza Duomo, Tajani si è soffermato con i militari impegnati nel dispositivo di vigilanza e si è congratulato con il generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario. Ha inoltre ringraziato il sottosegretario Matteo Perego di Cremnago, indicandolo come promotore dell’iniziativa di rafforzamento del presidio.

Il ministro ha ricordato come la presenza dell’Esercito abbia una funzione di supporto all’attività quotidiana di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia locale, in un sistema di controllo del territorio che coinvolge diverse istituzioni.

Il vicepremier sui disordini: “Manifestare è un diritto, distruggere no”

Accanto alla conferma del presidio militare, Tajani ha affrontato il tema delle proteste e dei recenti episodi di violenza, distinguendo il diritto a manifestare dai comportamenti che mettono a rischio l’ordine pubblico. “Il diritto di manifestare è sacro, ma non è sacro il diritto di distruggere quello che ci si trova davanti“, ha affermato il ministro. “Abbiamo dovuto agire in maniera determinata per far capire che non si può mettere a ferro e fuoco una città come Milano, ne va dell’immagine del nostro Paese”, ha aggiunto.

Per Tajani, la tutela della sicurezza non riguarda soltanto la prevenzione delle violenze, ma anche la possibilità per cittadini, lavoratori e imprese di svolgere regolarmente le proprie attività. Da qui il richiamo alla necessità di assicurare libertà di movimento e continuità alle attività commerciali nella capitale economica del Paese.

Dalla caserma Montebello alla Prefettura, la giornata di Tajani tra le forze dell’ordine

La presenza del vicepremier a Milano è stata accompagnata da una serie di incontri istituzionali dedicati alla sicurezza. La giornata è iniziata alla caserma Montebello, dove Tajani ha incontrato i vertici dell’Arma dei Carabinieri, per poi proseguire in Prefettura con il prefetto Claudio Sgaraglia. Il ministro ha successivamente visitato la Questura, il comando regionale della Guardia di Finanza e quello della Polizia locale, prima di raggiungere i militari dell’operazione “Strade Sicure” in piazza Duomo.

Durante gli incontri ha espresso riconoscenza al personale impegnato nella prevenzione e nel controllo del territorio, assicurando il sostegno dell’Esecutivo anche attraverso le prossime scelte economiche. “La vostra presenza è preziosa, perché prevenite e garantite la libertà di tutti i cittadini. Cercheremo di essere sempre più al vostro fianco”, ha dichiarato, facendo riferimento anche agli interventi previsti nella prossima manovra.

Dalle proteste alle misure per gli under 30: le anticipazioni sulla manovra

Il rafforzamento della sicurezza, nelle parole di Tajani, deve essere accompagnato da provvedimenti capaci di affrontare le difficoltà economiche e sociali delle nuove generazioni. Il vicepremier ha anticipato che la prossima manovra economica conterrà misure per ridurre la pressione fiscale sui giovani fino a 30 anni, oltre ad agevolazioni destinate alle famiglie, ai congedi parentali e alla natalità.

 

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