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La guerra del gas

Nord Stream 2, lo strano (auto)sabotaggio di Putin

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Dunque, i russi si sarebbero autoinflitti un danno di oltre 21 miliardi al solo scopo di dare la colpa a Biden. Non solo. L’acqua di mare, entrata nelle falle dei due tubi, li danneggerà per anni. E a quella profondità le eventuali riparazioni sono proibitive. Ovviamente, da qui ad allora, la situazione politica internazionale si incaricherà di rendere inutili economicamente quelle condotte. Il politico polacco Sikorski ha esultato sul web: «Grazie Usa!». Strano, nessuno gli ha detto che, anche qui, è stato Putin? Forse è stato depistato dal fatto che nei giorni del sabotaggio una squadra anfibia americana è stata vista transitare da quelle parti.

Ma no, fake news. I russi sono i cattivi e gli americani (e i soliti inglesi) i buoni. Come ho già scritto su questo sito fin dall’inizio della guerra in Ucraina, quando l’Urss implose e Gorbaciov prima e Eltsin poi fecero il giro del mondo col cappello in mano, logica voleva che l’«alleanza difensiva» Nato smobilitasse, invece no. Anzi, sempre la Nato approfittò della guerra contro la Serbia del 1999 per piazzare una base americana – americana, non Nato – nel Kossovo, la più grande d’Europa. Di basi americane – americane, non Nato – è letteralmente farcita la Germania, e l’Italia pure. Come tutti sanno (sempre che vogliano fare la fatica di guardare una cartina geografica), Putin ormai ha la Nato fin sotto il naso. Circondato. Impedire a tutti i costi e fino all’ultimo ucraino una liaison economica tra Federazione Russa ed Europa, soprattutto Germania.

Vitale per Usa e Uk. Bene, missione compiuta. Ormai le cose sono avviate e vanno avanti da sole. Chi conosce la storia sa che quando alla Casa Bianca va un democratico il resto del mondo è bene che si metta le mutande di ferro. Unica eccezione Bush, ma i legami della sua dinastia col complesso militar-petrolifero erano noti. Trump e Nixon, repubblicani, cercarono appaisement con Cina, Vietnam e Nord Corea. E si scavarono la fossa da soli. Il solo povero Nixon si è scatenato addosso ben tre film hollywoodiani e relativi Oscar, più una tonnellata di libri da Pulitzer, così che la damnatio memoriae sia perenne. Idem – tra parentesi – il povero McCarthy, il cui nome la propaganda sinistra è riuscita a far diventare un modo di dire («maccartismo», che il Miller marito di Marilyn tradusse con «caccia alle streghe»).

A proposito di propaganda, in casa nostra la parabola della Meloni è analoga a quella ungherese di Orban. La discesa in campo di nani&ballerine è già cominciata. A breve le truppe cammellate in toga. Sulla stessa falsariga, auguro a Bolsonaro di non vincere le elezioni, perché in caso contrario dovrà camminare con una mano davanti e l’altra dietro. Io, lo sanno tutti, sono un cattolico e al tempo del Risorgimento tifavo per Pio IX. Ed è curioso il ripetersi di una legge storica che suona così: i nemici di oggi sono gli alleati di domani. Ebbene, al tempo di Garibaldi i cattolici erano contro i liberali. Poi, al tempo di Giolitti, i liberali divennero gli alleati contro i socialisti. Saltando le due guerre mondiali, eccoci al tempo di Craxi alleati dei socialisti contro i comunisti.

E veniamo all’oggi, epoca in cui – chi l’avrebbe mai detto? – mi ritrovo ad essere d’accordo con Rizzo e Santoro, comunisti duri&puri contro il nuovo ordine mondiale woke. Mah, spero di trapassare prima di ritrovarmi come alleato il woke contro chissà cosa.

Rino Cammilleri, 1° ottobre 2022