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Obbligo vaccinale, lo scandalo della multa “dall’alto”

Per i 50enni che non si vaccinano arriva la sanzione: 100 euro inflitti con l’incrocio dei dati

agenzia entrate vaccino

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La multa arriverà dall’alto, catapultata dallo “Stato” da cui nessuno potrà sfuggire. Eccolo il radioso risultato del decreto con cui Mario Draghi ha imposto le sanzioni per tutti i 50enni d’Italia che non intendono vaccinarsi. Una discrezionalità così ampia, la possibilità cioè di incrociare i dati della popolazione con le anagrafe vaccinali, non si vedeva dai tempi del prelievo forzoso sui conti correnti di Giuliano Amato (altro candidato al Colle: sarà un caso?).

Come noto l’ultimo decreto del governo, che introduce il sudoku normativo che in teoria (?) dovrebbe sconfiggere Omicron e il coronavirus, prevede l’obbligo vaccinale per chiunque abbia compiuto e compierà entro il 15 giugno i 50 anni. Visto che non esiste mai imposizione senza sanzione, il Consiglio dei ministri ha fissato anche i paletti delle multe da irrogare: 100 euro per chi non si piegherà all’obbligo di Pfizer&co., dai 600 ai 1.500 euro per chi andrà al lavoro senza un super green pass valido.

E qui occorre far notare alcune questioni spinose.

1. L’utilità di infliggere solo 100 euro di multa a chi non si immunizza appare decisamente risicata. Ci sono migliaia persone di 50, 60 o 70 anni disposte a prendersi una malattia potenzialmente mortale pur di non vaccinarsi: cosa saranno per loro 100 euro? Ancor più se la sanzione, come spiega Palazzo Chigi, sarà solo una tantum. Non è che ogni volta che ti pizzicano per strada ti multano: fatto una volta, pagati i 100 euro, ecco comprata a poco prezzo la possibilità di essere “no vax” (e pensare che andare in autobus senza mascherina o al bar senza green pass base può costare dai 400 ai 1000 euro…).

2. Fa impressione la decisione di far irrogare la sanzione direttamente dall’Agenzia delle Entrate, che incrocerà i dati della popolazione residenti con quelli dell’anagrafi regionali e provinciali. Una sorta di enorme Grande Fratello, da cui non si potrà scappare manco rinchiudendosi in casa con le serrande abbassate. Il vaccino si fa tassa.

3. L’obbligo vaccinale varrà dal 1 febbraio 2022. Cioè tra una ventina di giorni. Come abbiamo già fatto notare nella Zuppa di ieri, ci chiediamo: se davvero l’imposizione serve a salvare vite e tutto il resto, che senso ha aspettare così tanto? Ci prendete per i fondelli?