Ecco tutti gli aerei coinvolti in pochi giorni
Qui un elenco dei vari aerei coinvolti negli allarmi bomba di questi giorni. La loro frequenza, rispetto al passato, sta aumentando tantissimo.
Giovedì 5 novembre 2026
- Aer Lingus EI402 – Dublino-Roma: dirottato sulla base militare di Évreux-Fauville, in Francia. Scortato da un caccia Rafale. A bordo 151 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio. Attivati gli artificieri.
- Finnair AY1761 – Helsinki-Roma: atterrato regolarmente a Fiumicino, scortato dai caccia italiani secondo le ricostruzioni riportate. Sottoposto a bonifica, con esito negativo. A bordo 144 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio.
- Finnair AY1471 – Helsinki-Vienna: atterrato regolarmente a Vienna. Allarme dichiarato infondato. A bordo 177 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio.
- Wizz Air W4 6387 – Milano Malpensa-Varsavia: dirottato a Vienna dopo una minaccia ricevuta durante il volo. Controlli senza ritrovamento di esplosivi.
- Wizz Air – Milano Malpensa-Bucarest: atterrato in sicurezza nella capitale rumena. A bordo 182 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio, fatti sbarcare per le verifiche.
- Aegean Airlines – Salonicco-Milano Malpensa: atterrato regolarmente a Malpensa. Attivate le procedure di controllo su passeggeri, bagagli ed equipaggio.
- Ryanair – Oporto-Milano Malpensa: atterrato regolarmente. Sottoposto alle verifiche di sicurezza.
- LOT LO235 – Varsavia-Bruxelles: atterrato a Bruxelles. Controlli di sicurezza senza individuazione di oggetti sospetti.
- LOT – Varsavia-Parigi: fermato sulla pista di rullaggio prima del decollo. Ispezionato senza trovare oggetti sospetti.
- Quattro voli diretti a Praga: ricevute minacce di bomba. Gli aerei sono stati sottoposti a controlli delle autorità ceche, senza ritrovamento di esplosivi secondo gli aggiornamenti disponibili.
- Volo Copenaghen-Sofia: atterrato a Sofia, scortato dai caccia MiG-29 bulgari. Attivate le verifiche.
- Volo Madrid-Sofia: atterrato a Sofia, anch’esso scortato dai caccia. Attivate le verifiche.
- Volo Londra-Plovdiv: atterrato a Plovdiv, in Bulgaria, dopo la segnalazione di una minaccia. Controlli di sicurezza.
Martedì 3 novembre 2026
- Ryanair – Lisbona-Roma: atterrato a Fiumicino, sottoposto a bonifica dopo una mail anonima. Nessun ordigno trovato.
- Ryanair – Dublino-Roma: scortato da due Eurofighter italiani decollati da Grosseto. Atterrato a Fiumicino e controllato, esito negativo.
- Ryanair – Manchester-Murcia: atterrato in Spagna. Evacuati 114 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio per i controlli, senza trovare esplosivi.
- Ryanair – Dublino-Sofia: interessato da una minaccia di bomba. Attivate le procedure di sicurezza in Bulgaria.
- SAS SK751 – Copenaghen-Varsavia: atterrato regolarmente a Varsavia-Chopin. Controllato dopo la segnalazione, con temporanea chiusura di una pista.
- LOT – Londra Heathrow-Varsavia: dirottato dall’aeroporto Chopin a quello di Varsavia-Modlin. Passeggeri evacuati, controlli negativi.
- Wizz Air – Bergamo-Sofia: coinvolto in un allarme bomba. Attivate le verifiche delle autorità bulgare.
Lunedì 2 novembre 2026
- Wizz Air – Londra Luton-Sofia: dirottato a Budapest per un atterraggio d’emergenza, scortato da due caccia ungheresi. Nessun ordigno segnalato.
Domenica 1° novembre 2026
- Austrian Airlines – Tel Aviv-Vienna: deviato verso la Bulgaria dopo una minaccia di bomba. Nessun esplosivo trovato a bordo.
Il bilancio: almeno 25 voli coinvolti tra il 1° e il 5 novembre, considerando separatamente i quattro collegamenti diretti a Praga. Il numero resta provvisorio. Non tutti gli aerei sono stati dirottati o scortati dai caccia: molti sono atterrati regolarmente e sono stati sottoposti soltanto a controlli di sicurezza. Finora non è stata confermata la presenza di ordigni esplosivi a bordo dei velivoli ispezionati.
Ipotesi "swatting"
Dietro la raffica di allarmi bomba potrebbe nascondersi un’operazione coordinata di «swatting», una pratica che consiste nell’inviare false segnalazioni di emergenza per provocare l’intervento delle forze dell’ordine e dei servizi di sicurezza. È una delle ipotesi avanzate dagli esperti, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera.
A insospettire è soprattutto la frequenza degli episodi: nei primi quattro giorni di novembre sarebbero stati registrati oltre una dozzina di falsi allarmi, contro una media storica di appena due al mese. Una concentrazione anomala che alimenta il sospetto di una campagna organizzata per creare disagi al trasporto aereo europeo.
Non ci sono tuttavia prove definitive di un’unica regia. Le autorità stanno cercando di stabilire se le diverse comunicazioni siano riconducibili agli stessi autori. Sullo sfondo resta la crescente preoccupazione per le operazioni ibride che negli ultimi tempi hanno interessato infrastrutture e servizi europei, anche se non è stato dimostrato alcun collegamento con gli allarmi bomba.
La mail di minaccia
Una mail scritta in italiano e firmata dai sedicenti «combattenti dello Stato Maschile» sarebbe all’origine degli allarmi bomba scattati sui voli Helsinki-Roma e Dublino-Roma. Il messaggio è stato inviato nelle prime ore della mattinata agli indirizzi di Aeroporti di Roma e di altre società dello scalo di Fiumicino.
Il testo, con oggetto «segnalazione minacca», annunciava la presenza di ordigni esplosivi sui due aerei e minacciava un’esplosione entro 60 minuti. «Vogliamo annientarvi», scrivevano gli autori, aggiungendo: «Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre». La comunicazione si concludeva con un’altra frase inquietante: «Oggi il vostro cielo sarà rosso».
Gli investigatori stanno cercando di risalire ai responsabili e di verificare l’autenticità della rivendicazione. Al momento non è accertato che dietro la sigla utilizzata esista effettivamente un’organizzazione strutturata.
Altri allarmi
La situazione nei cieli europei continua a destare preoccupazione. Secondo gli ultimi aggiornamenti delle agenzie internazionali, sono ormai oltre una dozzina i voli coinvolti negli allarmi bomba che nelle ultime ore hanno interessato diversi Paesi europei. Fortunatamente, i controlli effettuati finora non hanno portato al ritrovamento di ordigni esplosivi, ma la raffica di segnalazioni ha costretto le autorità a mobilitare artificieri, forze di polizia e persino aerei militari.
In Repubblica Ceca, la polizia ha completato le ispezioni su quattro velivoli all’aeroporto di Praga, senza individuare materiali sospetti. Altri due allarmi hanno interessato voli diretti a Milano Malpensa, entrambi atterrati regolarmente. Particolare attenzione anche al volo Finnair partito da Helsinki e diretto a Roma Fiumicino: l’aereo è stato scortato dai caccia dell’Aeronautica Militare italiana e, dopo l’atterraggio, sottoposto ai controlli degli artificieri. Anche in questo caso, esito negativo.
In Austria, un volo Wizz Air diretto a Varsavia è stato dirottato su Vienna, dove le verifiche non hanno rilevato esplosivi. Successivamente il velivolo ha potuto riprendere il viaggio. In Belgio, un aereo della compagnia LOT Polish Airlines proveniente da Varsavia è atterrato a Bruxelles senza problemi, mentre un altro volo della stessa compagnia, diretto a Parigi, è stato fermato prima del decollo.
Resta aperto, intanto, l’interrogativo sull’origine delle minacce. Gli investigatori stanno cercando di capire se si tratti di episodi isolati oppure di una campagna coordinata per destabilizzare il traffico aereo europeo. L’ipotesi di una strategia deliberata non può essere esclusa, ma al momento non esistono elementi sufficienti per confermarla. Una certezza, però, c’è: anche senza bombe, queste minacce stanno provocando disagi e mobilitando imponenti apparati di sicurezza.
Gli allarmi bomba
Una raffica di allarmi bomba sta mettendo in agitazione i cieli europei. Aerei di linea costretti a cambiare rotta, atterraggi d’emergenza, interventi dei caccia militari e squadre di artificieri mobilitate negli aeroporti. Dopo i numerosi episodi registrati martedì 3 novembre, anche questa mattina, giovedì 5, sono arrivate nuove segnalazioni che hanno coinvolto diversi voli internazionali. E cresce l’interrogativo su cosa si nasconda dietro questa insolita successione di minacce.
Il caso più eclatante riguarda un Airbus A320 della compagnia Aer Lingus, partito da Dublino e diretto a Roma Fiumicino. Durante il viaggio è scattato un allarme bomba che ha costretto i piloti a modificare la rotta e a dirigersi verso la base militare francese di Évreux, in Normandia. Il velivolo, identificato come volo EI402, è atterrato in sicurezza intorno alle 10.
A bordo si trovavano 151 passeggeri e sei membri dell’equipaggio, trasferiti in una zona sicura dopo l’atterraggio. Le autorità francesi hanno disposto l’intervento degli artificieri per controllare il velivolo. Secondo quanto riportato da Le Figaro, durante l’avvicinamento alla base l’aereo sarebbe stato scortato da un caccia Rafale dell’aviazione francese. L’ufficio del primo ministro Sébastien Lecornu ha confermato di seguire direttamente la situazione.
Ma non è finita. Secondo gli aggiornamenti riportati dal Guardian, altre minacce hanno interessato diversi voli europei. Un aereo Wizz Air partito da Milano Malpensa e diretto a Varsavia sarebbe stato costretto ad atterrare a Vienna. Un’altra segnalazione avrebbe riguardato un volo Finnair da Helsinki a Roma Fiumicino. In Belgio è stato segnalato un allarme su un volo della compagnia polacca LOT proveniente da Varsavia e atterrato a Bruxelles-Zaventem.
Situazione analoga in Bulgaria, dove tre voli Ryanair provenienti da Copenaghen, Madrid e Londra Stansted sono stati interessati da segnalazioni di possibili ordigni. Due aerei sono atterrati a Sofia, mentre il terzo è stato dirottato verso Plovdiv.
I precedenti: sette allarmi in un solo giorno
Quello di oggi non è un episodio isolato. Martedì 3 novembre erano già stati segnalati sette allarmi bomba su voli europei, tutti successivamente risultati falsi. Due avevano interessato direttamente l’aeroporto di Roma Fiumicino, con altrettanti voli Ryanair provenienti da Lisbona e Dublino.
In quell’occasione una mail anonima aveva annunciato la presenza di esplosivi a bordo degli aerei. Per il volo proveniente dall’Irlanda erano decollati immediatamente due Eurofighter del 4° Stormo dell’Aeronautica Militare, partiti dalla base di Grosseto per intercettare e scortare il velivolo fino all’atterraggio. I controlli successivi non avevano individuato alcun ordigno.
Altri episodi avevano coinvolto voli diretti in Polonia, Spagna e Bulgaria. Un aereo Wizz Air partito da Londra Luton era stato inoltre costretto a un atterraggio d’emergenza a Budapest a seguito di un’analoga minaccia.
Chi c’è dietro gli allarmi?
La domanda, a questo punto, è inevitabile: si tratta di una serie di scherzi criminali oppure di un’azione coordinata per mettere in difficoltà il traffico aereo europeo? Per il momento non esiste una risposta definitiva.
Le autorità stanno effettuando verifiche sulle singole segnalazioni. In Italia, dopo gli episodi del 3 novembre, erano state avviate indagini della Polizia di frontiera e della Polizia postale per identificare gli autori delle comunicazioni anonime. Non erano però emersi collegamenti accertati tra i diversi casi.
Un dato resta evidente: anche quando l’allarme si rivela infondato, le conseguenze sono tutt’altro che trascurabili. Basta una minaccia per mobilitare apparati di sicurezza, costringere un aereo a cambiare rotta, interrompere operazioni aeroportuali e coinvolgere centinaia di passeggeri. E ora l’Europa si trova a fronteggiare una nuova sequenza di episodi che impone una domanda: chi sta facendo scattare tutti questi allarmi, e perché?

