In merito alla sconcertante soliloquio di Andrea Sempio, che sarebbe stato oggetto di una intercettazione da parte degli inquirenti, proprio non tornano le spiegazioni, abborracciate a caldo, tanto dai suoi legali – che ovviamente svolgono il loro ruolo – che dai soliti adoratori della sentenza di Garlasco che ha condannato Alberto Stasi.
Tutti hanno adottato la linea della riduzione del danno, contrariamente a ciò che fu fatto sulla testa di Alberto Stasi per molti anni, sostenendo in sintesi che la spiegazione è che l’indagato, che sapeva di esserlo da circa un mese, stava semplicemente ricostruendo qualcosa che aveva sentito o in qualche programma televisivo, o letto in un post sui social.
“Quanto alla captazione ambientale di Andrea Sempio, di cui oggi trovo ampia eco sui giornali, lui ce ne ha dato una spiegazione molto convincente. Dobbiamo però raccoglierne il riscontro documentale prima di rendere pubblica la sua versione”, ha detto l’avvocato Liborio Cataliotti in un video. “Nella mattina di oggi io e l’avvocato Angela Taccia, che tuteliamo Andrea Sempio, pure lui presente, ci siamo riuniti col pool difensivo, ossia con tutti i consulenti già nominati e quelli ancora da nominare, abbiamo fatto il riassunto delle risultanze istruttorie per come ci sono state rappresentate ieri dalla Procura e abbiamo ripartito i ruoli a seconda delle varie tematiche ai consulenti per fronteggiare le consulenze depositate dalla Procura”. Da quanto si è saputo, i legali stanno cercando di risalire al podcast che Sempio stava ascoltando in macchina quel giorno.
Ora, c’è però un piccolo dettaglio: l’intercettazione in oggetto risale al 14 aprile del 2025 e da quanto risulta in quel periodo nessuno parlava del presunto contenuto delle tre telefonate fatte da Sempio a casa Poggi e dei famosi video intimi della vittima che oggi, secondo la Procura di Pavia, l’indagato avrebbe visto.
Ciò troverebbe conferma in un post di Albina Perri, direttrice di Giallo, che su Facebook scrive: “I primi a parlare dei video intimi siamo stati noi ed era il 29 maggio 2025. L’intercettazione è di aprile! Aggiornate la Taccia, deve trovare un’altra scusa”.
Ma non basta, anche durante la puntata di Storie Italiane del 7 maggio, in onda su Rai1, è emerso chiaramente che alla data della citata intercettazione i media non trattavano gli argomenti oggetto dell’indiscrezione trapelata. Indiscrezione che ha letteralmente sconvolto un quadro che già in precedenza pareva abbastanza problematico per l’amico di Marco Poggi.
A questo proposito, rilevando la stranezza del comportamento di Sempio che, se si dimostrasse la sua colpevolezza oltre ogni ragionevole, potrebbe rivelare oscuri aspetti di una problematicità caratteriale oscuri e quasi imperscrutabili, vorrei concludere con una domanda rivolta ai citati adoratori del giudicato: se queste frasi “dal sen sfuggite” le avesse pronunciate a suo tempo Alberto Stasi, vi sarebbe le stessa indulgenza che oggi rileviamo nei confronti di Sempio? A lettori l’ardua sentenza.
Claudio Romiti , 7 maggio 2026
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