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Peggio di Salvini al citofono c’è la sinistra in fuga dalle periferie

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«Scusi, lei spaccia?». La citofonata del leader leghista al tunisino accusato di essere un pusher è, evidentemente, una «salvinata». Uno scivolone, una caduta di stile. Forse figlia di questo tempo, forse dell’immaturità politica di un «Capitano» bravissimo in campagna elettorale, ma ancora poco a suo agio nei panni dell’istituzione. Per citare un ex premier, Matteo Salvini è solo un «senatore semplice». Ma da un ex ministro dell’Interno, che aspira a diventare presidente del Consiglio, ci si aspetterebbe un po’ più di contegno.

C’è persino chi – sul Sole 24 Ore – si è divertito a elencare tutte le potenziali violazioni commesse dal capo del Carroccio. Per carità, critiche sacrosante: se uno pensa a uno statista, persino nell’era dei social e dei tweet al vetriolo, non immagina un politico che fa sceneggiate del genere. Sarebbe troppo pure per personaggi notoriamente sopra le righe, come Boris Johnson o Donald Trump. Detto questo, però, non vorremmo che ci si soffermasse sul dito della «salvinata» e si ignorasse la luna dell’emergenza periferie.

In un quartiere di Bologna, il Pilastro, nel 2020 accade che la brava gente viva in mezzo agli spacciatori (non sarà il caso del tunisino, ma non cadiamo dal pero, fingendo che in quei posti non si si smerci droga). Accade che le classi sociali più disagiate condividano i loro spazi con i criminali, che le zone popolari siano diventate zone delinquenziali. Accade che una signora, magari un tantino sanguigna, dichiari candidamente di girare armata per timore di aggressioni. Accade che un mix letale tra buonismo e immigrazione abbiano trasformato certe aree urbane in luoghi senza legge, senza ordine, senza Stato, in cui gli abitanti convivono con il terrore e le intimidazioni. E tutto questo non succede solo a Castel Volturno, la terra di nessuno dove la camorra è stata scalzata dai clan nigeriani. Anche quello è un orrore inaccettabile, ma in un certo senso, ci abbiamo fatto il callo.

Scopriamo invece che il degrado alberga nella civile Emilia Romagna, quella che «non si lega», quella che le sardine vogliono difendere dalla barbarie sovranista. E ci accorgiamo che proprio questa sinistra ricolma di coscienza civile, per cui la vera urgenza, il vero dramma sociale, è il fantomatico ritorno del fascismo, ai citofoni delle borgate non suona da un bel po’.

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anna
anna
25 Gennaio 2020 16:39

buona parte della gente, dopo il 68′ è stata geneticamente modificata! non è piu’ in grado di comprendere cio’ che è morale e giusto da cio’ che non lo è : è piu’ grave che una mamma perda il figlio a causa di overdose e quando lo denuncia, le spaccano la macchina con pistola e mattoni, oppure il gesto saggio di Salvini che citofona a quei delinquenti? che il giorno dopo si sono vendicati su quella mamma? dovremmo tutti, strada per strada citofonare agli spacciatori!

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IL CITOFONO, SALVINI, E LE ANIME BELLE | ilblogdibarbara
25 Gennaio 2020 3:48

[…] «Scusi, lei spaccia?». La citofonata del leader leghista al tunisino accusato di essere un pusher è, evidentemente, una «salvinata». Uno scivolone, una caduta di stile. Forse figlia di questo tempo, forse dell’immaturità politica di un «Capitano» bravissimo in campagna elettorale, ma ancora poco a suo agio nei panni dell’istituzione. Per citare un ex premier, Matteo Salvini è solo un «senatore semplice». Ma da un ex ministro dell’Interno, che aspira a diventare presidente del Consiglio, ci si aspetterebbe un po’ più di contegno. C’è persino chi – sul Sole 24 Ore – si è divertito a elencare tutte le potenziali violazioni commesse dal capo del Carroccio. Per carità, critiche sacrosante: se uno pensa a uno statista, persino nell’era dei social e dei tweet al vetriolo, non immagina un politico che fa sceneggiate del genere. Sarebbe troppo pure per personaggi notoriamente sopra le righe, come Boris Johnson o Donald Trump. Detto questo, però, non vorremmo che ci si soffermasse sul dito della «salvinata» e si ignorasse la luna dell’emergenza periferie. In un quartiere di Bologna, il Pilastro, nel 2020 accade che la brava gente viva in mezzo agli spacciatori (non sarà il caso del tunisino, ma non cadiamo dal pero, fingendo che in quei posti non si smerci droga). Accade che le classi sociali più disagiate condividano i loro spazi con… Leggi il resto »

Laval
Laval
23 Gennaio 2020 22:32

Matteo Salvini ha incontrato una donna che gli chiede aiuto e lui nel suo modo di essere cerca di farlo anche se potrebbe demandare il compito ad altri.

Salvini promette e al suo pensiero segue l’azione, per me è encomiabile mentre per alcuni come *****la e seguito diventa motivo di polemica.

La signora a cui è morto il figlio e adesso gli hanno rotto la macchina dovrebbe andare la solidarietà dei compagnucci che invece come solito si schierano dalla parte sbagliata.

Da non credere.

Sal
Sal
23 Gennaio 2020 22:31

Pronto lei è uno spacciatore?

No.

Scusi ho sbagliato numero.

claudio zanella
claudio zanella
23 Gennaio 2020 21:16

Quello che è sconcertante è Brumotti che va con la bicicletta e fa vedere capannelli di spacciatori indisturbati ai giardini pubblici in mezzo ai bambini. Questo dovrebbe essere impossibile se la polizia fosse efficiente. Ma mancano i poliziotti, mancano i giudici e quelli che ci sono lavorano poco, mancano le carceri, quella gente in TV non doveva entrare in Italia perché ora che deve nutrirsi l’unica loro risorsa è la criminalità dato che il lavoro non c’è ….E’ tutto collegato, è una società con una parte sana ed una parte malata. Senza meritocrazia e preparazione, con i venditori di patatine, la battaglia non si vince. Gravissimo l’episodio in cui Conte, primo ministro del Paese con la quarta economia Europea, è stato messo in seconda fila dietro personaggi non meglio identificati. L’Italia che è divenuta l’italietta. E’ assurdo che una potenza economica come l’Italia non abbia la forza, la capacità di costruire un paio di chilometri di ponte per unire una regione grande come la sicilia. Se le industrie non vogliono andare nel sud italia (hanno le loro buone ragioni) perché non creano là una zona defiscalizzata come si fa in altre parti del mondo? Ah già, non si può fare : “tutti uguali ! “

Alessandro
Alessandro
23 Gennaio 2020 20:31

Una ventina di anni fa uno spot televisivo della presidenza del consiglio suggeriva di bere molta acqua a chi assumeva sostanze stupefacenti.

Qualcuno se li ricorda?

Ognuno affronta il problema a modo suo no?

Laval
Laval
23 Gennaio 2020 19:15

Matteo Salvini ha incontrato una donna che gli chiede aiuto e lui nel suo modo di essere cerca di farlo anche se potrebbe demandare il compito ad altri.

Salvini promette e al suo pensiero segue l’azione, per me è encomiabile mentre per alcuni come *****la e seguito diventa motivo di polemica.

La signora a cui è morto il figlio e adesso gli hanno rotto la macchina dovrebbe andare la solidarietà dei compagnucci che invece come solito si schierano dalla parte sbagliata.

Da non credere.

Davide V8
Davide V8
23 Gennaio 2020 18:32

La citofonata “sopra le righe” non è altro che ciò che fanno giornalisti di ogni parte da anni ed anni, quando indagano su fenomeni non raccomandabili.

Magari ricevendo in cambio violenze intimidatorie, come in questo caso la violenza contro l’auto della signora.

Nell’inazione di chi sarebbe deputato ad evitare il degrado, altri soggetti si preoccupano di denunciare (NB: solo denunciare, fermo restando che sul resto ci sarebbe da discutere) ciò che non viene risolto.

Quindi no, non c’è proprio niente di male nel farlo, anzi: è precisamente il modo per dare la giusta attenzione a certi fenomeni, che altrimenti vengono ignorati costantemente, lasciando le persone normali (i veri “deboli” da difendere, oggi), alla mercè di prepotenti di ogni genere.

La sinistra non è solo colpevole di “stare lontana dalle periferie”: è colpevole di difendere questa degenerazione di molti luoghi del paese.

Perchè non solo se ne frega, ma non manca di stare sempre dalla parte sbagliata.

L’esempio lampante di tale modo di fare, anche se non italiano, è quello delle gang di stupratori pedofili pakistani in UK, coperti e non perseguiti dalla polizia per non creare “tensioni razziali” e scemenze simili.

Serve un gran bel casino contro questo atteggiamento, altrochè.