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Pensieri seri, semiseri, osceni sul virus totalitario

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1. O si risolve o ci pensa la vita (che ne sa più di noi, fortunatamente)

2. Prove tecniche di regime totalitario di massa autoimposto.

3. Tombati in casa.

4. Ci sono due modi di morire: da vivi e da morti.

5. Tappati in casa per paura che il sistema sanitario statale non ce la faccia a curarci, ma poi crediamo che la soluzione sia un gran sistema sanitario monopolistico. La malattia come cura.

6. Ipotesi 1: il ministero della salute conosce la dinamica dell’epidemia (come deve essere normale per un ministero della Salute). Allora, perché non ha agito tempestivamente?

7. Ipotesi 2: il ministero della salute non conosce la dinamica dell’epidemia. Allora, è inutile e dannoso?

8. Progressisti. Volevano accogliere tutti e abbattere tutti i muri: si sono murati vivi in casa.

9. Sovranisti. Volevano essere sovrani in casa loro: sono stati accontentati, ma per muovere una sedia devono chiedere il permesso alla moglie.

10. Milioni di famiglie italiane trasformate per decreto in Casa Vianello.

11. La politica va a rimorchio della comunicazione. La comunicazione veicola un solo concetto: la sicurezza. Ossessionati da questa immunizzazione (impossibile) si diventa insicuri, fino al punto di perdere la libertà d’azione e credere di conservare la libertà di pensiero mentre si affoga nel lavandino di casa.

12. Il mondo non è immune, la vita non è immune. La vita è libera proprio perché è pericolosa, rischiosa, dolorosa.

13. Il più grande pericolo non è la malattia ma l’idea di immunizzarsi totalmente.

14. Vale più la sicurezza o vale più la libertà? È una domanda mal posta: non c’è sicurezza senza libertà, non c’è libertà senza sicurezza. La sicurezza totale è insicura, la libertà totale è un controsenso.

15. Che fine hanno fatto i coraggiosi, i superomisti, i dionisiaci? Sono negli ospedali.

16. La società fondata esclusivamente sul benessere nasconde il malessere.

17. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, non fidarsi totalmente è impossibile.

18. Un paese che non ha paura del virus, ha paura di vivere.

Giancristiano Desiderio, 13 marzo 2020