Perché il decreto fiscale non aiuta imprese e partite Iva

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Nella zuppa di questa mattina vi ho parlato del decreto fiscale del governo giallorosso.

Tra le tante cose negative ne avevo trovata una sola positiva: il bonus di 600 euro alle partite Iva. Ma sono costretto a rimangiarmela…

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5 Commenti

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  1. Voglio commentare e chiarire circa lo slittamento di 2 mesi per noi p.iva, io sono agente si commercio, bene si sa la maggior parte dei deputati e senatori che siedono in parlamento non hanno mai lavorato e non sanno che significa incassare, mi spiego: io prendo le provvigioni al maturato trimestralmente e semestralmente, sono un plurimandatario, qui diciamo che a fine marzo incasserò le provvigioni fatturate ultimi mesi 2019 e forse qualche ft d Gennaio, poi però più in là, siccome io e tantissimi miei colleghi siamo fermi da 40 gg e non si Sto arrivando! Per quando ancora, che vantaggio avremo pagare a maggio, sarà peggio, non avremo soldi a maggio, perché non stiamo fatturando!!!! Qui si creerà un buco di qualche mese, ora abbiamo le provvigioni ultimo trimestre 2019 , e poi a Giugno e Luglio e tutte le scadenze di Agosto, ma con 5/600€ come possiamo coprire tasse e bisogni primari???

  2. Sono una commercialista, devono dare almeno 1000 euro a tutte le partite iva di singoli imprenditori e lavoratori autonomi. Ci hanno sempre detto che un singolo immigrato accolto costa 35 euro al giorno allo stato italiano, quindi 1050 euro al mese. Chi nel mese di marzo non ha avuto corrispettivi, incassi e compensi deve essere messo in grado di pagare mutuo, affitto, bollette, spese condominiali e cibo. Alcuni miei clienti stanno già per finire i pochi risparmi.

  3. Ma trovo strano che il presidente dell’ empam sottolinei le tasse pagate dall ente. Tutti paghiamo le tasse sui redditi, sulle case, sui titoli, azioni, fondi, addirittura anche sui locali o fabbricati dove svolgiamo le nostre attività. Così come trovo strano che non faccia riferimento al patrimonio dell’ ente stimato tra i 18 e i 23 miliardi che oltre a non essere bruscolini,sono difatti soldi della categoria che dovrebbe tutelare, aprisse il portafoglio e aiutasse i medici in difficoltà senza aspettare “pantalone”. E non per ultimo potrebbe dare un bel segnale riducendosi lo stipendio suo e di tutto il carrozzone. Per due tre mesi possono campare anche con la metà.

  4. Il decreto dei 25 miliardi contiene misure spot a vantaggio di un certo elettorato, senza vantaggi reali per l’economia. Altri soldi buttati nel calderone della demagogia.

  5. Riporto quanto scritto sul sito ENPAM ( ente nazionale previdenza assistenza medici e odontoiatri:

    “I medici e i professionisti sanitari sono stati mandati in prima linea senza le dotazioni indispensabili, e il decreto legge Cura Italia li considera al massimo da tutelare in ‘ultima istanza’. L’ultimo atto uscito dal Governo, malgrado l’impegno di alcuni rappresentanti politici, è uno schiaffo a chi sta mettendo a rischio la propria vita per arginare la pandemia”. È questo il commento di Alberto Oliveti, presidente dell’ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri (Enpam) e dell’associazione delle casse dei professionisti (Adepp).

    Mentre agli autonomi e ai professionisti iscritti all’Inps il decreto legge Cura Italia ha assegnato 600 euro già per il mese di marzo, per tutti gli altri iscritti a Ordini e collegi (compresi medici, odontoiatri e sanitari liberi professionisti e convenzionati), è stato istituito un ‘Fondo per il reddito di ultima istanza’, con una dotazione pro-capite molto inferiore e con tempi, criteri e modalità di attribuzione lasciati all’incertezza. [La norma è quella contenuta nell’articolo 43 del decreto legge esaminato dal Consiglio dei ministri il 16 marzo].

    “I professionisti sconteranno inoltre una discriminazione fiscale visto che dovranno pagare le imposte sui sussidi ricevuti dalle Casse, mentre le indennità che saranno distribuite dall’Inps saranno esentasse”, aggiunge Oliveti.

    “Il colmo è che non solo ci vengono negati gli stessi diritti riconosciuti a tutti gli altri contribuenti, ma addirittura agli Enti previdenziali dei professionisti viene impedito di utilizzare risorse proprie per fronteggiare l’emergenza ­– lamenta il presidente dell’Adepp –. Al Governo avevamo infatti chiesto di poter impiegare una parte delle nostre riserve che eccedono i requisiti di legge per aiutare gli iscritti in questo momento di necessità, ma non abbiamo avuto risposta”.

    “Sembra che lo Stato consideri il patrimonio delle Casse intoccabile solo dai legittimi proprietari, mentre è toccabilissimo quando si tratta di sottoporlo a tassazione – aggiunge Oliveti –. Solo l’Enpam l’anno scorso ha pagato 180 milioni di euro di imposte sul proprio patrimonio. E ci vengono a dire che ai sanitari in prima linea non possiamo dare nemmeno una frazione di questi importi?”.

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