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Philip Morris investe sulla formazione 4.0

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È il terzo gesto concreto di Philip Morris nel nostro Paese in poco più di un mese e nel pieno dell’emergenza del Covid: dopo il centro servizi Disc a Taranto e il rinnovo dell’accordo con il ministero dell’Agricoltura per il sostegno della filiera del tabacco made in Italy, la multinazionale tende la mano all’Emilia Romagna e all’Italia intera avviando la costruzione a Bologna del Philip Morris Institute for Manufacturing Competences (Imc), il nuovo centro del gruppo per l’alta formazione delle competenze legate a Industria 4.0. Obiettivo dell’iniziativa è dare vita a un punto di riferimento, a livello regionale e nazionale, a supporto dello sviluppo delle competenze avanzate per le professioni del futuro nel mondo manifatturiero. Un settore quest’ultimo, insieme a quello del digitale, fondamentali per la competitività del made in Italy sui mercati mondiali e che rende ancor più prezioso un investimento che Philip Morris effettua nel pieno della pandemia, dimostrando così ancora una volta la propria vicinanza al territorio.

Il centro – finalizzato allo sviluppo delle competenze per la formazione continua e il trasferimento tecnologico – sorgerà a Crespellano, accanto allo stabilimento produttivo di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna. Il cronoprogramma dei cantieri prevede il termine dei lavori già la prossima estate.

“Celebrare l’avvio di un progetto per lo sviluppo delle competenze e del capitale umano è motivo di grandissimo orgoglio per me e per le oltre 30 mila persone che lavorano nella filiera di Philip Morris in Italia. La manifattura e le competenze digitali sono il presente, ma soprattutto il futuro dell’Italia e pertanto siamo fieri di poter contribuire allo sviluppo del tessuto produttivo del nostro Paese, anche grazie al coinvolgimento di Istituzioni, Università, Politecnici, Istituti tecnici, start-up e imprese. Inauguriamo due cantieri: uno fisico, per la costruzione del Philip Morris Institute for Manufacturing Competences; e uno di idee, per definire nei prossimi mesi, insieme a tutti i soggetti ad oggi coinvolti in questa importante iniziativa e agli altri che vorranno aderirvi, il Piano di attività del nuovo Pm Imc.”, ha sottolineato Marco Hannappel, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia presentando l’iniziativa durante l’evento digitale ‘Competenze e innovazione: le chiavi per la ripartenza dell’Italia’.

La realizzazione del Philip Morris Imc vede infatti il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna e di importanti realtà del mondo accademico e della formazione, tra cui l’Università di Bologna, il Politecnico di Bari e ITS Maker, e dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo delle competenze, tra cui il consorzio BI-Rex e ART-ER.

Ma la decisione di Philip Morris, come già il Disc di Taranto, è anche volta al rispetto dell’ambiente e alla sostenibilità. La nuova struttura di Crespellano sarà infatti realizzata secondo i più avanzati standard di sostenibilità ambientale, in linea con i requisiti identificati per la certificazione Leed del Green Building Council Italia e la certificazione WELL livello Gold. Il progetto diventerebbe quindi uno dei primi casi in Italia a ottenere tali certificazioni, mirate a premiare gli edifici pensati per soddisfare il benessere delle persone, con un’attenzione particolare all’efficienza energetica, all’utilizzo di risorse rinnovabili, alla sostenibilità ambientale e alla tutela del paesaggio. L’edificio sarà inoltre munito di un parco fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.

Nel dettaglio le attività del Philip Morris Institute for Manufacturing Competences saranno organizzate attorno a tre aree fondamentali per l’industria 4.0: Formazione e professionalizzazione; Trasferimento tecnologico e open innovation; Ricerca applicata e rapporto università-impresa.

Il Pm Imc nasce come sistema aperto, le cui attività saranno rivolte alle persone di Philip Morris e della sua filiera, così come a tutto il mondo economico, imprenditoriale, dell’istruzione e della formazione, a livello regionale e nazionale. Con questo nuovo centro, Philip Morris conferma il proprio impegno sul capitale umano, con un’attenzione particolare alla valorizzazione dei talenti, alla formazione e alla professionalizzazione. Con un importante investimento sui giovani, che rappresentano oggi il 30% degli occupati di Philip Morris in Italia, quasi il doppio della media nazionale. Inoltre, Philip Morris Italia e Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna sono state le prime aziende a ottenere in Italia la certificazione Equal Salary, che attesta la parità salariale tra uomo e donna a parità di lavoro svolto.

“Philip Morris ha dimostrato una grande capacità di innovare – hanno commentato il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccino e l’assessore Vincenzo Colla – e con la nascita del Philip Morris Imc il gruppo consolida il suo impegno in ricerca e sviluppo, nell’ottica di dare un futuro sostenibile alla filiera italiana e al settore, con l’obiettivo di promuovere produzioni e consumi che possano avere anche un minore impatto sulla salute”. Il progetto, non sarà inoltre dedicato solo alle esigenze del gruppo – proseguono Bonaccini e Colla – “grazie alla disponibilità di Philip Morris, l’Istituto sarà una grande opportunità per tutto l’ecosistema manifatturiero del nostro territorio, perché accoglierà sperimentazioni nella formazione, da quella terziaria alle lauree. Qui può trovare applicazione quell’operazione condivisa, che sarà valorizzata nel nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima, che mira a promuovere processi produttivi sostenibili attraverso le competenze, creando così buona occupazione. Rafforzare l’investimento nella cultura tecnica e scientifica è una risposta indispensabile per incrociare domanda e offerta, un tema che si evidenzierà anche dopo il Covid”.

Il Philip Morris Imc rappresenta un ulteriore importante passo nella costruzione della filiera integrata d’eccellenza di Philip Morris in Italia. Un impegno che ha generato investimenti agricoli per circa 2 miliardi euro complessivi a partire dal 2000, con una forte attenzione per l’innovazione e la sostenibilità agricola assieme al Mipaaf e a Coldiretti. L’impegno di Philip Morris ha anche coinvolto l’indotto manifatturiero italiano, grazie all’investimento da oltre 1 miliardo sempre nel bolognese per la prima fabbrica al mondo per i prodotti del tabacco senza combustione: il più grande investimento greenfield degli ultimi decenni in Italia, che ha portato all’assunzione di più di 1.200 persone e che oggi rappresenta il centro di eccellenza mondiale nella produzione e prototipazione dei prodotti innovativi senza combustione. Inoltre, da ultimo, a completamento della filiera italiana, si è aggiunto il recente investimento per la realizzazione del Philip Morris Digital Information Service Center (Disc), centro dedicato ai servizi digitali al consumatore che prevede la creazione di 400 posti di lavoro entro il 2021 nella città di Taranto, con un investimento di circa 100 milioni di euro in cinque anni.