Politica

Chi è la “donna dei miracoli” dietro il fenomeno Occhiuto

Non ama apparire. Alla ribalta preferisce la riservatezza, che è un paradosso per chi si occupa di comunicazione politica

Roberto Occhiuto, Silvio Berlusconi e Rigoni Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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C’è chi la chiama “la donna dei miracoli”. Veronica Rigoni è la donna dei social, non ama apparire. Alla ribalta preferisce la riservatezza, un paradosso per chi si occupa di comunicazione ogni giorno. Da anni segue Roberto Occhiuto, il Presidente della Regione Calabria. È grazie a lei se il forzista cosentino è cresciuto sui social ed è il secondo presidente di Regione più amato dagli italiani.

I dati lo danno in crescita, e di non poco. Il segno “+” precede ovunque il nome di Occhiuto quando si parla di social. Un elemento importante, anzi importantissimo, nel 2026, dove la politica (piaccia o no) si fa sui social network. Uno strumento necessario, soprattutto se si punta a vincere le prossime elezioni.

La politica è in fermento in vista del 2027, c’è chi parla di elezioni anticipate ad aprile e i partiti si riorganizzano. La Lega ha fatto cambiamenti importanti, sostituendo tutta la squadra della comunicazione. Anche Forza Italia si è mossa, Marco Ventura ha preso le redini in mano, ma i cambiamenti pare non siano finiti.

I tasselli da riempire in molti partiti sono tanti. I comunicatori (quelli bravi) in questo periodo vanno a ruba, sono fondamentali per alimentare la “propaganda” e umanizzare i leader. Veronica Rigoni ha avuto un bravo “maestro”: Silvio Berlusconi. È da lui che ha carpito i “segreti” della comunicazione, e si vede.

Negli ultimi quindici anni ha attraversato alcune delle stagioni più significative della politica italiana, affiancando leader, ministri, parlamentari e presidenti di Regione e contribuendo a trasformare il modo di comunicare delle istituzioni in consenso nel mondo digitale. Veneta, classe 1989, è entrata nel mondo della politica a diciotto anni.

È l’inizio di una lunga gavetta costruita sul campo, tra territori, sezioni di partito, strategie elettorali e comunicazione. Negli anni ha partecipato all’organizzazione e alla gestione di centinaia di campagne amministrative, regionali e nazionali, sviluppando un’esperienza maturata più tra piazze e comitati che nelle aule universitarie. La strada, come insegnano molti maestri.

Prima di Roma c’è il Veneto di Luca Zaia. Una vera palestra politica nella quale, poco più che ventenne, ha coordinato e firmato una campagna dopo l’altra, affinando quella capacità di leggere il territorio e trasformarlo in consenso. Uno dei tratti distintivi del suo lavoro. L’approdo nella Capitale segna il passaggio alla politica nazionale. Alla Camera dei Deputati ha assunto la responsabilità della comunicazione digitale del Gruppo Forza Italia, coordinando le attività online del gruppo parlamentare.

Negli stessi anni ha lavorato a stretto contatto con alcuni dei principali protagonisti del centrodestra italiano. Ha curato la comunicazione social dell’allora capogruppo di Forza Italia Mariastella Gelmini e successivamente di Roberto Occhiuto, collaborando con i ministri del partito azzurro.

Parallelamente ha affiancato il presidente Silvio Berlusconi nella creazione e nella produzione di contenuti digitali destinati ai canali online. Una stagione che coincide con una profonda evoluzione della comunicazione politica italiana e con la sperimentazione di nuovi linguaggi capaci di parlare direttamente agli elettori.

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Un percorso costruito lontano dai riflettori, ma sempre nei luoghi dove si prendono decisioni e si costruiscono strategie. Dalle campagne elettorali nei territori alle stanze del Parlamento, fino alle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale, Veronica Rigoni rappresenta una generazione di professionisti che hanno accompagnato il passaggio dalla politica tradizionale a quella dell’algoritmo e dei contenuti.

Senza mai cercare il centro della scena. Perché, come dimostra la sua storia, spesso sono proprio le persone che lavorano dietro le quinte a lasciare il segno più profondo.

Michel Dessì, 21 giugno 2026

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