Sabato e domenica, a Milano, Giuseppe Conte ha chiuso Nova 2026 come un notaio chiude un rogito: firme raccolte, timbro apposto, copia consegnata ai 3 acquirenti, Elly, Angelo e Nicola. I numeri della consultazione hanno la concinnità del plebiscito: 94,1% contro ReArm Europe,
91,8% contro l’aumento della spesa per la difesa, 91,7% per il blocco delle armi verso Kyjiv. Percentuali da Bulgaria in epoca URSS.
Conte parte da lontano, avendo aperto il cantiere in primavera, con 17mila persone ai tavoli territoriali, poi ha fatto votare gli iscritti. Al tavolo del Campo Largo si presenta con un mandato ineludibile. “Non pensate che sia disposto a diluirlo”. tuona dal palco.
La democrazia partecipata diventa così un simulacro perfetto.
– Il capo scrive i quesiti
– La base li ratifica.
– Il capo si presenta agli alleati come esecutore di una volontà che lui stesso ha confezionato. Geniale, nella sua cinica semplicità.
E mentre a Milano si votava, in quel di Parma, Francesca Albanese si diceva d’accordo con chi vuole fermare le armi all’Ucraina. Due palchi, un solo spartito, Francesca pronta per un posto da capolista in quota M5S, magari a Modena dove zittì il sindaco.
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Il pacifismo connivente con Mosca si rovescia in furore verso Gerusalemme. “Chi compie un genocidio non sarà mai nostro amico”, ha scandito Conte, promettendo di stracciare gli accordi di cooperazione militare con Israele e colpirlo con sanzioni, togliendo a Israele lo status di partner commerciale privilegiato dell’UE. Fino a trascinare Nethanyahu e i vertici conniventi davanti alla Corte penale internazionale. Sanzionare l’unica democrazia del Medio Oriente è la soluzione che punta lontano dall’Occidente.
Sulla giustizia, il giustizialismo grillino esce dal letargo con i cavalli di battaglia di sempre, relegando il Garantismo a inutile orpello.
– Ripristino dell’abuso d’ufficio,
– Cancellazione della riforma della Corte dei conti,
– Via ai limiti a intercettazioni
A Contorno:
– Reddito 2.0,
– Salario minimo indicizzato,
– Opzione Donna,
– IVA sui carburanti al 10%,
– Reddito creativo da 1.000 euro al mese.
Ma la ciliegina sulla torta arriva dal del Patto generazionale approvato dagli iscritti e si chiama CAPITALE 18: 15mila euro a ogni diciottenne di famiglia con reddito sotto i 300mila euro, cioè quasi tutti. Con circa 590mila neomaggiorenni l’anno, fanno 8,8 miliardi da trovare. È il novello SUPERBONUS ANAGRAFICO! Coperture? Non pervenute.
E Schlein? Da Mentana, al Festival di Open, ha trovato nelle proposte pentastellate molte cose “condivisibili, se non sovrapponibili” e, citando Daniele Silvestri, ne ha contate “4.850 in comune”. Sull’Ucraina, bontà sua, glissa: “troveremo un compromesso”. Ma compromesso con chi? Giuseppe ha appena proclamato “non c’è possibilità di compromesso“? Trattasi di abduzione senza premesse. Si scambia il desiderio per un fatto. Nel frattempo i riformisti del suo partito ribollono, e lei governa il dissenso interno con citazioni cantautorali.
Il Pd ha votato i decreti di aiuti militari a Kyjiv e, almeno a parole, non rinnega la lezione garantista. Negoziare questi punti con chi ne ha fatto una bandiera identitaria significa ammettere che la linea del primo partito d’opposizione è una variabile dipendente degli umori di una piattaforma online.
Il sondaggio Ipsos-Doxa misura l’esito: primarie di coalizione con Conte al 38%, Schlein al 22%. La segretaria ripete il mantra, prima il programma e poi la leadership, e in caso di stallo evoca le primarie: proprio il terreno su cui il sondaggio la dà per sconfitta. Peccato che il programma l’abbia già scritto Conte, e che la sua leadership ne diventi l’epifenomeno naturale.
Nel 2022 Conte non esitò a negare la fiducia a Draghi, mandando in frantumi il campo largo di Letta. Oggi non ha neppure bisogno di rompere: gli basta attendere che Schlein, terrorizzata dalla rottura, accetti le sue condizioni una alla volta, come si sfoglia un carciofo. Elly crede di sedersi a un tavolo di trattativa. In realtà è accomodata in sala d’attesa, con il numerino in mano, mentre Giuseppe è già accomodato in studio sulla poltrona in pelle (ecologica di intende).
Giulio Galetti, 21 settembre 2026
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