Per troppo tempo una parte della politica europea ha scambiato il buonismo per governo. In nome di un multiculturalismo senza regole, ha rinunciato a pretendere integrazione, rispetto delle leggi e condivisione dei valori che hanno costruito le nostre democrazie. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: quartieri sempre più difficili da governare, tensioni sociali crescenti e cittadini che si sentono ignorati ogni volta che chiedono sicurezza, controllo delle frontiere e regole uguali per tutti.
Leggi anche:
- Il problema dell’immigrazione spiegato in cinque parole
- Dal business degli aiuti all’immigrazione di massa il passo è breve
Difendere l’identità europea non significa odiare chi professa una religione o proviene da un altro Paese. Significa affermare con chiarezza che libertà, uguaglianza tra uomo e donna, laicità dello Stato e rispetto delle leggi non sono negoziabili. Chi continua a liquidare ogni critica come “intolleranza” evita il confronto sui problemi reali e finisce per alimentare proprio quella sfiducia che dice di voler combattere. Governare l’immigrazione significa decidere, non subire.
Massimo Micheli, 30 luglio 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


