Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul Ddl antisemitismo e non avete mai osato chiedere. In 8 domande e risposte.
1) LA LEGGE INTRODUCE UN NUOVO REATO ?
No.
2) E ALLORA A CHE SERVE?
A promuovere e disciplinare azioni per contrastare il fenomeno dell’antisemitismo.
3) E CE N’È BISOGNO ?
Mah, vedi tu.
Negli ultimi due anni stiamo assistendo a fenomeni che non si vedevano dagli Anni 30.
Bambini che devono andare a scuola scortati, rabbini picchiati, persone aggredite per strada.
Se c’è qualcuno che pensa che questi episodi siano normali ed espressione di un sano confronto tra idee, prenda una macchina del tempo e torni nella Germania del 1938. Perché è quello il suo posto.
4) MA IO TEMO CHE OGNI COSA POSSA ESSERE DEFINITA “ANTI-SEMITISMO”.
È proprio per evitare possibili ambiguità che si è deciso di adottare per legge una definizione chiara di anti-semitismo.
5) AH, CE NE SIAMO INVENTATI UNA?
No.
Si è preso la definizione più adottata a livello internazionale, quella dell’Alleanza Internazionale per la Memoria dell’Olocausto, un’organizzazione intergovernativa composta da 35 stati.
Questa definizione è stata poi adottata dal Parlamento europeo con una risoluzione votata il 1 giugno 2017.
Una risoluzione votata anche da partiti italiani che oggi invece sembrano aver cambiato idea, perché hanno annunciato voto contrario o di astensione su questo progetto di legge.
6) MA QUESTA DEFINIZIONE PREVEDE CHE IO POSSA ESSERE ACCUSATO DI ANTISEMITISMO SE CRITICO IL GOVERNO DI ISRAELE?
No.
Nella legge è espressamente ricordato (all’articolo 1, comma 1) che è fatta salva “la libertà di critica politica e di espressione del pensiero”.
7) SI MA IL TERRENO È SCIVOLOSO. FAMMI CAPIRE MEGLIO, PERCHÉ PER UN LIBERALE QUESTE SONO COSE IMPORTANTI.
Non è antisemitismo criticare ogni aspetto della politica o del governo israeliano, sembra anche assurdo doverlo ricordare.
Non è antisemitismo pensare che fu un errore da parte dei britannici e degli occidentali impiantare in quella posizione uno stato ebraico dopo la Seconda guerra mondiale.
Non è antisemitismo pensare che Israele a Gaza abbia sbagliato tutto, abbia commesso crimini, abbia fatto le peggiori nefandezze.
Non è antisemitismo voler boicottare Israele come forma di protesta non violenta contro le politiche di quello stato. E così via.
È antisemitismo, invece, pensare che l’esistenza dello stato di Israele sia in sé un atto di razzismo.
È antisemitismo considerare gli ebrei, collettivamente, come responsabili delle azioni del governo di Israele (non fosse altro che in Israele ci milioni di musulmani e cristiani, molti in posizioni di potere apicali).
Ed è ovviamente antisemitismo insultare la memoria dell’Olocausto e di tutto ciò che ha comportato.
È antisemitismo considerare gli ebrei come “target” solo in quanto ebrei.
8) E IL RESTO DELLA LEGGE CHE FA?
Attua quello che prevedeva la Risoluzione approvata dal Parlamento europeo quasi dieci anni fa, di cui parlavamo prima (sì, quella che votarono anche i partiti che oggi hanno magicamente cambiato idea). Cioè definisce una strategia nazionale per la lotta all’antisemitismo, agendo ad esempio nelle scuole, nei luoghi di cultura e di aggregazione, per combattere il pregiudizio e l’ignoranza e diffondere consapevolezza, dialogo, confronto, capacità critica, coesione tra religioni e opinion diverse.
Luigi Marattin, 2 ottobre 2026
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