Primo colpo per Sigfrido Ranucci. La Rai ha infatti comminato una sospensione di 10 giorni all’ex conduttore di Report, come riporta il Fatto Quotidiano.
Cosa gli contesta la Rai? Secondo quanto si apprende: per prima cosa, una cinquantina di ingressi di Laura Cianfoni, amica di Ranucci, all’interno dei palazzi della Rai; poi l’aver pubblicato alcune conversazioni private con il deputato del movimento 5 stelle Dario Carotenuto; l’aver inviato, come dimostrato dalle indagini sul caso della bomba, diverse comunicazioni aziendali a Valter Lavitola; infine Ranucci è stato addebitato un comportamento scorretto rispetto alle regole Rai per aver denigrato pubblicamente i colleghi di Report appena nominati, Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti.
Il provvedimento prevederebbe l’allontanamento dalla redazione e la sospensione dallo stipendio.
“Tuttavia, sabato sarò a Bologna al Duse a presentare la mia storia, #DiarioDiUnTrapezista, alle ore 20.45. Il 17 ad Albenga al teatro Ambra tra gli amici, i Fieui di Caruggi, il 24 ottobre Reggio Calabria, 29 ottobre Calcinato”, replica sui social Ranucci . “Sempre e per sempre dalla vostra parte mi troverete”. Duro anche l’avvocato di Ranucci, Roberto De Vita: “Proprio mentre il tribunale del lavoro di Roma sta decidendo sul ricorso cautelare di Sigfrido Ranucci nei confronti del provvedimento di rimozione da Report, la Rai gli comunica una nuova sanzione: dieci giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. Una decisione che interviene a pochi giorni dalla presentazione di articolate difese, con le quali sono state contestate nel merito e nel metodo le accuse formulate dalla Rai. In attesa della decisione del giudice non commentiamo la coincidenza temporale. Il provvedimento sarà impugnato.”
Oggi era anche arrivata la stilettata del direttore degli Approfondimenti Corsini: “Ranucci reintegrato alla conduzione di Report? Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere, è ucronia. Io quello che dovevo fare l’ho fatto”, aveva detto alla presentazione del programma 2 di Picche condotto da Tommaso Cerno. “Stiamo lavorando serenamente, pensiamo di essere nel giusto e di avere fatto tutto quello che doveva essere fatto, correttamente”.
Immediata era arrivata la protesta del M5S. “Corsini ha giurato fedeltà alla causa. Lo ha ammesso lui stesso: è un militante di Fratelli d’Italia. Ma questo non gli consente di augurarsi pubblicamente che Sigfrido Ranucci non venga reintegrato alla guida di Report“, hanno detto gli esponenti M5s in commissione di vigilanza Rai. “Un’uscita del genere, in scia a ciò che ha detto nelle settimane scorse Ignazio La Russa a cui il militante Corsini è evidentemente obbediente, è indegna di qualsiasi ruolo che richieda un minimo di imparzialità, posto che in Rai ne esista ancora – dicono – . Ormai a TeleMeloni vige una totale, sfacciata impunità. Il vero vangelo citato da Corsini è quello secondo Matteo Salvini: sputa veleno contro Ranucci proprio mentre presenta l’ennesimo mega-flop della stagione, sponsorizzando quel Tommaso Cerno che nessuno guarda, incubatore di fake news contro Ranucci. Anche questa sarebbe una questione da sottoporre al comitato etico, o le regole valgono solo quando si tratta di fare fuori Ranucci?”.
Articolo in aggiornamento
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