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Pusher e migranti: che cuccagna il reddito di cittadinanza

Dilagano le truffe e i furbetti del Reddito di Cittadinanza. Questa volta è il caso di un pusher e di 24 africani in un centro d’accoglienza

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Nonostante uno dei primi interventi del governo Meloni sia stato proprio sul Reddito di Cittadinanza, volto a circoscriverne l’erogazione con parametri più restrittivi, il balletto dei furbetti non sembra giungere a termine. Dopo i 127 milioni di euro, che lo Stato ha dovuto sborsare tra il 2020 ed il 2021 per i falsi percettori, un’altra notizia bomba è l’indagine dei Carabinieri di Roma, che in un centro d’accoglienza di Tiburtina hanno scoperto una maxi-truffa di 200mila di euro.

24 africani, infatti, avevano dichiarato di essere residenti in Italia da oltre dieci anni, ma risultavano aver dimorato solo permanentemente in un centro d’accoglienza, riuscendo ad ingannare lo Stato. Come riportato dall’agenzia Agi: “Su 36 istanze presentate negli anni dalle persone denunciate, 5 non sono mai state erogate grazie agli accertamenti dell’Inps, ma altre 11 sono state erogate e interamente percepite per 18 mesi, mentre 20 sono state revocate o sospese”.

A ciò, si è affiancata la clamorosa indagine della Guardia di Finanza, che poco tempo fa ha accertato un dato clamoroso: solo un percettore di RdC su quattro sarebbe in regola. “Circa i tre quarti dei controlli di legittimità che abbiamo fatto sul reddito di cittadinanza hanno dato esito positivo. Sappiamo, ovviamente, anche scegliere da chi andare, ma sono numeri abbastanza consistenti, che anche in questa regione (Sardegna) hanno una manifestazione numericamente significativa”, ha riferito il comandante interregionale della Guardia di finanza dell’Italia centrale, il generale di corpo d’armata, Bruno Buratti, che conclude: “Miriamo a colpire soprattutto i fenomeni di frode strutturale, cioè quelli realizzati da professionisti – ha puntualizzato – che vanno dall’evasione fiscale internazionale, cioè dalla delocalizzazione all’estero da parte di grossi gruppi industriali economici di attività prodotte in Italia”.

Per approfondire:

Casi di frode che si sono estesi anche a Napoli, dove addirittura un pusher 33enne risultava essere percettore del Reddito di Cittadinanza, ora in carcere preventivo dopo aver rinvenuto in suo possesso 4 dosi di crack ed altre 226 dosi della medesima sostanza presso la sua abitazione.

Storie incredibili che, alla fine, gravano sempre sulla popolazione italiana, che in questo triennio ha visto spendere 26 miliardi di euro delle proprie tasche per sovvenzionare la misura grillina. Una cifra che sarà ulteriormente incrementata per il prossimo anno, visto che il governo Meloni ne ha disposto una soppressione solo a partire dal primo gennaio 2024.

Eppure, come ben sappiamo, questi non sono i primi casi di frode. Verso fine di dicembre, sette Procure del Nord Italia hanno arrestato più di 200 cittadini che percepivano illegalmente il Reddito, fino ad arrivare a scovare una maxi-truffa, questa volta da circa un milione di euro, da parte di un cittadino bengalese, titolare di un internet point, successivamente fermato dai carabinieri di Milano. Tutto questo sotto il naso di una politica che dichiarava di aver abolito la povertà.