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Putin vuole infiammare il mondo - Seconda parte

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Manifestazioni anche in Colombia, a cui il Presidente Iván Duque ha reagito con il coprifuoco. In Perù il Presidente Martín Vizcarra ha direttamente sciolto il Parlamento, in lite sulla legge che cambia le modalità di elezione dei giudici del Tribunale. Benzina nel fuoco anche in Ecuador, dove la riduzione dei sussidi al diesel sta scatenando la guerra civile e il Presidente Lenín Moreno è fuggito. Così come il Presidente boliviano Evo Morales è dovuto scappare in Argentina. Ma chi se la passa peggio di tutti è il Presidente del Brasile Jair Bolsonaro, partito con grande slancio ma presto inciampato sull’Amazzonia in fiamme. E con l’ex Presidente Lula, molto amato da Putin, pronto a riprendere la scena dopo un periodo in carcere.

In questa folle politica estera potranno essere delle “ampolle di pipì” a scatenare un nuovo conflitto? Allo zar Vladimir non è mai andato giù che il grande accusatore fosse Grigory Rodchenkov, 61 anni, direttore del laboratorio antidoping di Mosca fuggito a Los Angeles e inserito sotto il programma di protezione dei testimoni con decine di federali che gli assaggiano perfino il cibo. Nei prossimi tempi, quindi, per Putin niente bicchieri di vodka per festeggiare medaglie e vittorie sportive. Speriamo che, anziché decidere di mostrare i muscoli a tutti, si accontenti di tifare per qualche squadra amica sudamericana, sorseggiando rum. Prosit!

Luigi Bisignani per Il Tempo 15 dicembre 2019