Quel Premio Nobel ignorato sul virus in laboratorio

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In questo periodo di pandemia mondiale le informazioni che si rincorrono sono così tante che, quando si scrive qualcosa che va ricollegata a una notizia passata, anche da poco tempo, è necessario, come negli sceneggiati degli anni ’70, fare il riassunto delle puntate precedenti. In un mio vecchio articolo avevo provato a mettere l’attenzione su alcuni particolari che stonavano in merito all’epidemia che stava in quei giorni dilagando in Cina, nella città di Wuhan e nella sua regione. In quei giorni avevo solo sospetti ma, considerando che il diavolo si nasconde nelle pieghe, già allora erano troppi i particolari che, a mio avviso, non raccontavano in maniera esaustiva ciò che stava veramente accadendo.

A rinforzare queste sensazioni c’erano anche le reazioni dislessiche dell’Organizzazione mondiale della sanità che aveva inizialmente considerato il Coronavirus come problema locale per poi cambiare repentinamente idea e trasformarlo da locale a mondiale. In quel periodo il governo cinese aveva messo milioni di persone in quarantena, eppure, nonostante le drammatiche immagini che arrivavano dalla regione di Wuhan e le grida di allarme dei medici cinesi, subito censurate dal regime comunista di Pechino, che avevano fatto di tutto per avvertire il mondo dello Tsunami che stava per colpire, tranne qualche rara eccezione la maggior parte delle nazioni più progredite si sono fatte trovare impreparate. Se per stoltezza o per incapacità sarà poi la storia a spiegarcelo.

Nel mio articolo avevo anche sottolineato che il 25 gennaio 2020 sul quotidiano Il Mattino di Napoli, era stata pubblicata la notizia, ripresa da un’intervista rilasciata al Washington Times, di Dany Shoham, biologo ed ex ufficiale dell’Intelligence militare israeliana, esperto di armi batteriologiche in Medio Oriente e Asia, dove affermava la possibile creazione artificiale in laboratorio del virus. L’ipotesi era decisamente azzardata e all’epoca non aveva prove tangibili, considerando però il calibro del personaggio che l’aveva messa allo scoperto, una rapida inchiesta oltre ad essere doverosa e necessaria, avrebbe magari permesso la conoscenza di dati che se usati con tempestività avrebbero forse salvato molte vite umane. Invece le dichiarazioni di Dany Shoham, che non hanno mai avuto smentite, sono purtroppo passate sotto silenzio.

Pochi giorni fa, dopo migliaia di morti in tutto il mondo e studi approfonditi, Luc Montagner, Professore presso l’Istituto Pasteur di Parigi, Premio Nobel per la medicina 2008 per aver scoperto, insieme alla dottoressa Françoise Barré-Sinoussi e al dottor Robert Gallo, il virus dell’HIV, durante un’intervista televisiva è andato controcorrente rispetto a ciò che dichiarano la quasi totalità dei virologi, e ha apertamente affermato che, secondo le sue ricerche e studi, il Coronavirus è stato progettato in laboratorio. Nella fattispecie nel laboratorio di Wuhan. Sito che, almeno inizialmente, era stato costruito anche con fondi francesi. Durante l’intervista rilasciata ad una trasmissione che tratta tematiche mediche, Montagnier ha dichiarato che il virus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia da COVID-19, è stato originato in un laboratorio di ricerca della città cinese di Wuhan durante studi sulla possibile creazione di un vaccino contro il virus HIV.

A riprova di ciò, Montagnier ha citato uno studio pubblicato nel gennaio 2020 dall’università di Nuova Delhi, secondo il quale il genoma del SARS-CoV-2 conterrebbe alcune sequenze presenti anche in quello del virus HIV. Questo studio, considerando che la storia del pipistrello sembra ormai scritta nella pietra e non ammette variazioni, aveva ottenuto diverse critiche da parte della comunità scientifica mondiale a causa di imprecisioni teorico-tecniche, Per questo è stato ritirato dagli stessi autori meno di due giorni dopo la sua pubblicazione. Secondo Montagnier però la somiglianza tra i due genomi virali sarebbe stata confermata da ulteriori ricerche condotte da lui in prima persona e dal ricercatore Jean-Claude Perez. Inutile dire che non è bastato il Nobel di cui si fa giustamente vanto, a salvarlo dalla raffica di critiche che si è abbattuta come una mannaia.

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26 Commenti

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  1. ma mi chiedo come mai e’ cosi impossibile che questo virus sia stato creato in laboratorio ogni anno si creano dei virus chimera piu’ aggressivi di quelli che arriveranno per poter creare i vaccini che siano efficaci e poi mi chiedo come mai ci sia questa durezza nell’imporre che sia impossibile che questo virus sia sfuggito da un laboratorio ogni anno le fughe di materiale pericoloso nei laboratori del mondo sono migliaia la stessa sars e’ sfuggita per due volte da un laboratorio di Pechino , ebola da un laboratorio inglese anrace da laboratori americani quindi perche’ questo non puo’ essere sfuggito da quel famoso laboratorio di cinese.

  2. Luc Montagnier chi? Quel vecchio rincoglionito che dice che il Parkinson si cura col succo di Papaya? Quello che i vaccini causano l’autismo? Ma per favore…

    Informatevi seriamente, non dare retta ai vari Porro, Meluzzi & co.

    –> https://www.ilpost.it/2020/04/21/montagnier-coronavirus-hiv/

  3. Sinceramente quando ho visto sulla tv nazionale, pagata dai cittadini, il dott Burioni da Fazio, paragonare il nostro sistema immunitario ai partigiani ho spento la televisione .

  4. Vorrei tornare sullo studio indiano e sulle ipotetiche “imprecisioni teorico-tecniche”.
    Ora, lo studio è disponibile coi commenti, che sono importanti per valutarlo.
    https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2020.01.30.927871v1?versioned=true

    Uno degli autori, nel dichiarare il ritiro, dice questo:
    “This is a preliminary study. Considering the grave situation, it was shared in BioRxiv as soon as possible to have creative discussion on the fast evolution of SARS-like corona viruses. It was not our intention to feed into the conspiracy theories and no such claims are made here. While we appreciate the criticisms and comments provided by scientific colleagues at BioRxiv forum and elsewhere, the story has been differently interpreted and shared by social media and news platforms. We have positively received all criticisms and comments. To avoid further misinterpretation and confusions world-over, we have decided to withdraw the current version of the preprint and will get back with a revised version after reanalysis, addressing the comments and concerns. Thank you to all who contributed in this open-review process.
    : Authors of the Manuscript”

    Non vedo quindi quali sarebbero queste “imprecisioni”.
    Dice che lo ritirano perchè non sia “mal interpretato”.
    Ricordiamo che Montagnier afferma che lo hanno ritirato per *pressioni* in tal senso.

    Circa le “imprecisioni”, se leggete i commenti capite il problema, che mi sembra prevalentemente statistico/probabilistico: quale è la probabilità che quelle sequenze, corrispondenti a quelle dell’HIV, siano lì “per caso”?
    Se la probabilità è alta (ma bisogna calcolarla!) è verosimile sia una evoluzione naturale, se invece è bassa, è verosimile sia artificiale.
    Ma attenzione, su questi “alta” e “bassa” bisogna discutere, e forse non è possibile avere valori conclusivi in un senso o nell’altro.
    Bisogna, inoltre, capire anche *quali* siano queste sequenze: se sono in posizioni casuali, o in posizioni specifiche con una certa logica.
    Anche questo è importante per un’analisi probabilistica.

    Il problema principale è descrivibile da uno dei commenti:
    “I see several commenters have asked about the COMPOUND probability of ALL FOUR sequences occurring naturally in what would seem to be a section of nCoV that affects what kind of cells that can infect. I have seen no answers to that question. Someone, preferably several someone’s, please answer it. If I had the skills I would do so myself, but I don’t think any of the posts have even stated the exact individual probabilities so I can’t multiply them together for myself.”

    ATTENZIONE, perchè Montagnier ci dice di averlo studiato insieme a Jean-Claude Perez, definito “biomatematico”, quindi immagino una persona qualificata per valutare proprio questo specifico aspetto, date le sue competenze quantitative (che sicuramente i bubu non hanno).
    Indico anche un suo studio sulla questione, che potrebbe essere interessante:
    https://zenodo.org/record/3724003

    • Alcuni punti a caso:

      – “Alta” e “bassa” dipende dall’ipotesi nulla e dal test statistico effettuato. Qui più che similarità (che guarda solo a quanto simili sono le sequenze) forse servirebbe omologia (che implica che esista una relazione di tipo evolutivo).

      La “certa logica” segue la conservazione evolutiva delle sequenze. Posizioni essenziali per il funzionamento di una proteina manterranno la stessa sequenza tra ceppi / specie, mentre quelle meno “importanti” potranno variare o addirittura perdere pezzi (“gap” rispetto alla sequenza ancestrale). A volte i cambiamenti sono “cosmetici”, nel senso che il cambio di una base di DNA/RNA non cambia il risultato finale (le cosiddette “mutazioni silenti”) e quindi può fissarsi lo stesso.

      Per fare un esempio, alcune proteine del cervello sono così essenziali da essere conservate in uomo, topo, e persino nel moscerino della frutta. Ovviamente non l’intera sequenza, ma solo quello “che conta”.

      > https://zenodo.org/record/3724003

      L’ho letto, e specialmente nella parte dei metodi ho più domande che risposte. Avrei chiesto all’autore chiarimenti e formule, perché mi riesce veramente difficile capire il perché di tutti quei riaggiustamenti.

      • Per la probabilità, prima di fare test statistici, bisognerebbe cominciare a calcolare qualcosa :).
        Tale studio sinceramente non ho gli strumenti per giudicarlo, ma una cosa la dico: è scritto ed organizzato in modo confusionario e pasticciato, non sembra neanche una cosa seria.
        Puntini di sospensione e punti esclamativi come se piovesse, neanche in una chat con gli amici, figurarsi in uno studio.
        Per quel che può importare, si intende.
        Alla fine comunque il concetto principale è che, secondo lui, le sequenze di presunto HIV sono tra loro molto vicine (entro 300 coppie di basi su 30000 circa).
        Quindi concentrate e non sparse, e questo sarebbe poco probabile.
        Poi, non so, non ho conoscenze sufficienti.

        Questo forse non è stato detto:
        https://cordis.europa.eu/article/id/90846-new-approach-to-vaccine-for-aids/it
        “Un’iniziativa dell’UE ha progettato un nuovo vaccino anti HIV utilizzando vettori coronavirus per esprimere gli antigeni HIV”

        • I metodi sembrano numerologia, e purtroppo mi ricordano una persona che riuscì a far salire d’impatto le riviste su cui pubblicava spazzatura mettendosi d’accordo con alcuni suoi colleghi per citarsi a vicenda.

          Qui non postulo la malizia, beninteso. Ma non vedo niente di biologico nel dividere il DNA in unità più o meno casuali per trovare “forme d’onda”. Anche i risultati sono scritti in modo un po’ approssimativo, commentando poco quello che ha osservato.

          > Un’iniziativa dell’UE ha progettato un nuovo vaccino anti HIV utilizzando vettori coronavirus per esprimere gli antigeni HIV”

          E’ una cosa molto diversa da quello che dice Montagnier che sia stato fatto per il SARS-CoV-2, per la cronaca.

          Di questo ho un’esperienza simile diretta perché ho fatto qualcosa del genere anni fa (nel topo, erano retrovirus, e servivano a tutt’altro). In questo caso si prende un pezzo (relativamente piccolo) di DNA / RNA e si fa produrre un virus che ha sulla sua superficie la proteina (o solo una parte di essa), lo stesso principio del vaccino di Oxford. E’ una procedura che può essere complicata per mille motivi, ma è mille volte più semplice di quello che si dice sia stato fatto per il SARS-CoV-2.

          • >”E’ una cosa molto diversa da quello che dice Montagnier che sia stato fatto per il SARS-CoV-2, per la cronaca.”

            Mi perdoni ma, da ignorante, non capisco la differenza.
            Montagnier dice:
            “Forse volevano fare un vaccino contro l’Aids utilizzando un Coronavirus come vettore di antigeni.”
            Il sito della commissione UE dice:
            “Globalmente i dati indicano che un vaccino HIV efficace dovrebbe colpire e attivare le cellule dendritiche (DC), le cellule del corpo ufficialmente preposte all’esposizione degli antigeni, e dovrebbe contenere antigeni che attivino i linfociti T citotossici e inducano anche anticorpi neutralizzanti.
            Alla luce di tutti questi elementi, il progetto AIDS-COVAC dell’UE mirava a generare un nuovo vettore del vaccino per l’HIV basato sui coronavirus, che colpisse le DC”

            Montagnier non dice appunto che hanno preso un pezzo piccolo di HIV ed inserito nel coronavirus di base?
            Appunto quelle 6 sequenze, localizzate in una piccola zona, di cui parla l’altro studio (che, concordo, sebbene ignorante non mi fa affatto una buona impressione).

          • Un problema nel “fare” i virus (vale anche per i vaccini di questo tipo, e per la terapia genica, quindi è abbastanza comune) è che lo spazio a disposizione nella capsula di proteine che avvolge il codice genetico è minuscolo (fa eccezione solo il virus del vaiolo, praticamente, perché è enorme rispetto agli altri) quindi qualunque operazione di “taglia e cuci” deve essere molto precisa per non occupare troppo spazio e allo stesso tempo non segare via quello che serve per farlo funzionare.

            Di solito quel che si fa è tagliare qualcosa di “accessorio” che serve per qualche cosa sulla superficie, per rimpiazzarlo con altro. In questo caso i cambiamenti però non sono eccessivi.

            Se così fosse però l’origine…esterna salterebbe all’occhio subito per analisi di sequenza (i genomi dei virus sono minuscoli, quindi è molto facile fare questi confronti) visto che non possiamo semplicemente “crittografare” quello che mettiamo (o meglio, possiamo, ma non produrremmo poi una proteina funzionante).

            C’è poi il problema “caso” (virgolettato d’obbligo). Parti delle sequenze possono essere a cosiddetta “bassa complessità”, nel senso che sono fatte da basi ripetute, piccoli tandem, ecc. Queste possono essere simili fra diversi organismi ma solo per un effetto casuale, senza rappresentare un nesso evolutivo o di similarità. Persino il genoma minuscolo dei virus ne possiede (proprio l’HIV ne ha, per esempio).

            Un “intruso” sarebbe saltato all’occhio subito in questo caso (per esempio tra i gruppi indipendenti che tracciano i ceppi del SARS-CoV-2). In questo senso il lavoro che lei ha indicato ci arriva appunto con quest’approccio “magico” proprio perché una tradizionale analisi di sequenza non è molto certa su questa somiglianza.

            Quindi se postuliamo l’ipotesi arma batteriologica, è più probabile che un ipotetico laboratorio abbia preso qualcosa di naturale, e fatto “evolvere” artificialmente fino ad ottenere il “risultato”. Anche perché costa molta meno fatica fare così (l’inserire e togliere pezzi di genoma è diventato facile solo negli ultimi due anni, prima è sempre stato un macello).

          • La sua risposta porta inevitabilmente ad altre domande:
            1) Dicono che le sequenze HIV siano molto “concentrate” (in circa l’1% dello spazio totale disponibile, cioè in 300 bp): questo non è “molto preciso”?
            2) Sono o non sono sequenze come quelle dell’HIV? Perchè mi pare nessuno abbia contestato questo. Lei dice che non sono sicuri di tale somiglianza, ma davvero non mi pare questo venga contestato (dicono che sono poche, piccole, insignificanti, frutto del caso, ecc.).
            Certo, il caso non è affatto da escludere, così come l’evoluzione/selezione (anche fatta in laboratorio) ma stiamo su questa linea di analisi.
            Montagnier alla fine dice proprio che queste sequenze saltano all’occhio.
            Lo studio che ho indicato è “curioso” e discutibile sotto diversi punti di vista, tutta la parte sui numeri di Fibonacci non capisco che senso abbia, ma la breve parte che in realtà ci interessa mi pare abbastanza “normale” nel mostrare le somiglianze, o sbaglio?
            3) Domanda mia (da ignorante): in base alla posizione nel genoma, è possibile capire le funzioni delle sequenze?
            In altre parole: siamo in grado di sapere dove si trovino le sequenze che codificano le proteine di cui parla?
            Tra le bp 21672 e 21972, cosa dovremmo trovarci?

            In ogni caso, continuo a non capire la differenza tra quanto afferma Montagnier e quanto pubblicizzato dalla commission ue.
            Che negli ultimi 2 anni fare “taglia e cuci” sia “facile” è un’informazione interessante.

  5. Dall’India c’è anche altro ossia che gli stessi studi sul coronavirus si stavano facendo anche in un laboratorio americano… se ritrovo il nome lo pubblico….
    Un virus manipolato in laboratorio è semplice verifica per un virologo anche poco esperto ma sapere se quella manipolazione è cinese o ameriicana, ossia di laboratorio scinese o americano diventa un problema, soprattutto perchè sin dall’inizio la Cina rimbalzò la colpa ad una visita di americani in quel periodo sia perchè i laboratorio americano è militare…

    Quindi il giochino si complica notevolmente

    Quando si attuano manipolazioni genentiche su virus vi sono tecniche e procedure da seguire per la combinazione e permutazione con innesti…. questo schema suggerisce da dove è arrivato ma bisognerebbe leggere con attenzione le ricerche pubblicate in merito, ma i laboratori militari hanno data base un tantino top secreet…

    Ovvio che le considerazioni arrivano da una complottista scema, mah… comunque l’intelligence americana continua a fare il tegame non dice ne si ne no, eppure i titoli , strumenti finanziari, legati a virus per le speculazioni, sono stati venduti con successo di plusvalenza qualche mese prima che scoppiasse il coronavirus e da detentori americani vicini all’intelligence?

    • https://youtu.be/RsoG7pZifTw
      sta qui il nome de laboratorio americano militare e molto altro…
      Ognuno si faccia l’opinione che gradisce.

    • Penso non sia così “semplice” capire se sia naturale o no, alla fine, a quel che leggo.
      Sulle possibili origini americane, c’è da dire che c’è la questione del ban di studi su virus “potenziati” negli Usa nel 2014 o 2015, perchè pericolosi (credo ne parlino anche nel suo video).
      Usa che poi hanno finanziato proprio i cinesi (questo lo ha dichiarato Trump).
      Avranno “delocalizzato” tali ricerche?
      Poi ci sono anche episodi di traffici di virus scoperti tra nordamerica e Cina, dell’importante professore di Harvard arrestato:
      https://it.businessinsider.com/harvard-in-carcerecharles-lieber-della-biochimica-usa-al-soldo-dei-cinesi-laboratorio-a-wuhan-coronavirus/
      Poi chiaro sia difficile distinguere le storie reali dalle costruzioni di fantasia.

  6. Un Premio Nobel che non viene ascoltato da Giuseppi?

    Ma Giuseppi è un notissimo avvocato e conosce molto bene il principio del contraddittorio che va sempre rispettato, soprattutto quando si è di fronte ad un Premio Nobel

    Evidentemente, Giuseppi lo esclude dal contraddittorio perché ha altri interessi, che ritiene superiori, da trarre da questa politica (??) confusionaria, incostituzionale e dilatoria che sta portando avanti

  7. E’ più che evidente che ci sono due tipi scienziati: il primo, come Montagner, che scala le vette della ricerca scientifica con le proprie gambe, altri come B… che in cima ci arrivano con l’elicottero. La differenza non è banale, spero sia evidente a tutti. Che il nobel non sia ascoltato in Francia, mi fido di lei Sfaradi, ma forse non è il momento. Adesso è il momento di prendere fiato, rimettere l’esercito in marcia (economia), la Cina non scappa. Putin ha spedito in Usa una vagonata di aiuti medici, in cambio Trump ha avvallato una riduzione senza precedenti sulla produzione del greggio. Anche in Germania ci sono state prese di posizione importanti da parte della stampa contro la Cina (non smentite dal governo, almeno a mia conoscenza). Per me il mondo occidentale sta focalizzando il nuovo nemico. Cito Di Battista (perché nessuno come lui è vicino a Pechino) “La Cina vincerà la terza guerra mondiale senza sparare un colpo”… un po’ come la pensavano a Berlino negli anni 40, rispondo io… sappiamo come è andata.

  8. Non lo sapremo mai. Quando c’è di mezzo qualcosa di comunista è tutto permesso,nascosto ,scusato e fin giustificato.Se il virus fosse partito da un paese di destra sarebbe successa una rivolta mondiale. Le porcherie rosse sono sempre giustificate.

  9. Mentre non si può escludere al 100% che sia un virus naturale scappato da un laboratorio (io non ci credo, personalmente, ma non c’è modo di provarlo), io lo contesto dal punto di vista della biologia.

    L’HIV è un retrovirus, che ha caratteristiche molto diverse biologicamente da un coronavirus (non ultimo il ciclo di infezione), in comune ha solo di usare l’RNA come codice genetico. L’HIV si annida nelle cellule del sistema immunitario (letteralmente: integra il suo genoma in quello della cellula ospite) ed alterna fasi di quiescenza a fasi di replicazione esplosiva.

    Il SARS-CoV-2 ha un ciclo riproduttivo estremamente veloce e interagisce con la cellula ospite solo per obbligarla a riprodurlo. Inoltre, infetta altri tipi di cellule (epitelio respiratorio essenzialmente).

    La “pista del pipistrello” viene dall’analisi comparata di sequenza, che rispetto ad altri modelli meno precisi esiste dagli anni 70 del secolo scorso ed è una disciplina molto ben affinata. Ci sono somiglianze fino al 90% con i coronavirus di pipistrelli a livello dell’RNA virale. Questo non è perché sia magia, ma perché l’evoluzione, attraverso la selezione naturale, “fissa” caratteristiche essenziali nei genomi, anche quelli semplici come quelli di un virus. Quindi la “base ancestrale” (ignota, ma sicuramente più primitiva) da cui si sono evoluti è essenziale perché il virus faccia il virus.

    Non è impossibile che sia ingegnerizzato ma è altamente improbabile, visto che bisognerebbe essere capaci non solo di ricostruire un virus (che è forse fattibile con un bel po’ di impegno) ma anche essere così bravi da farlo sembrare un virus naturale simile a quello dei pipistrelli. Un lavoro del genere richiederebbe di sicuro un bel po’ di anni (e già mutare di proposito un singolo sito è complicato, anche se non impossibile).

    Inoltre, e questa è forse già la terza o la quarta volta che lo scrivo, questo non è un virus magico. Per molte cose è veramente simile agli altri coronavirus, compreso il modo di replicare il suo RNA.

    All’inizio dell’epidemia, forse era più credibile perché la sequenza del virus aveva dei buchi (una storia lunga da spiegare), ma di recente gli inglesi hanno prodotto una sequenza completa al 100%.

    Se vogliamo postulare l’ipotesi di fuga da un laboratorio, potrebbe essere stato selezionato lì (via trasferimento da un animale all’altro) e poi scappato.

    Per la cronaca, è possibile confrontare il genoma del SARS-CoV-2 con quello dei pipistrelli con una semplice applicazione via web. Non serve avere un supercomputer.

    • >”Non è impossibile che sia ingegnerizzato ma è altamente improbabile, visto che bisognerebbe essere capaci non solo di ricostruire un virus (che è forse fattibile con un bel po’ di impegno) ma anche essere così bravi da farlo sembrare un virus naturale simile a quello dei pipistrelli. Un lavoro del genere richiederebbe di sicuro un bel po’ di anni (e già mutare di proposito un singolo sito è complicato, anche se non impossibile).”

      Perdoni l’intrusione nella sua materia (ovviamente rischio di dire castronerie, essendo ignorante), ma le chiedo se invece non si possa fare esattamente come indicato nel famoso episodio del TGR Leonardo:
      https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2020/03/25/coronavirus-il-caso-del-video-del-tgr-leonardo-2015-sul-supervirus-creato-in-cina_7adf8316-6ca5-42cd-96de-c18f7fb53595.html
      “un gruppo di ricercatori cinesi innesta una proteina presa dai pipistrelli sul virus della Sars”
      “un esperimento realizzato in Cina, dove un gruppo di studiosi è riuscito a sviluppare una chimera, un organismo modificato innestando la proteina superficiale di un coronavirus trovato nei pipistrelli della specie piuttosto comune, detta ‘naso a ferro di cavallo’, su un virus che provoca la Sars”

      A me, da profano, sembra esattamente la procedura descritta da Montagnier: prendo un virus naturale, e ne cambio alcuni pezzi con altri presi da altri virus naturali.
      Non vedo alcuna necessità di “ricostruire” tutto il virus.
      Si parlerebbe di prendere il virus del pipistrello, e di cambiarne alcuni pezzi, prendendoli dall’HIV.
      Ed avremmo, ovviamente, una notevolissima somiglianza col virus usato come base. Quindi nessun problema col 90%.
      Avrebbe senso anche l’ipotesi vaccinazione: scegliendo accuratamente le sequenze da cambiare, il sistema immunitario imparerebbe a riconoscerle, per poi essere in grado di difendersi quando le reincontra sul virus da cui sono state prese in origine.
      Sbaglio?

      Altra domanda: il genoma umano che % di somiglianza ha con lo scimpanzè?
      Sbaglio o ci sono % di coincidenza superiori al 50% anche tra uomo e banana e moscerino della frutta (e chissà cos’altro)?
      Ok, è diverso, un virus ad RNA è un’altra cosa, però attenzione a pensare che “corrispondenza al 90%” voglia dire che sono quasi lo stesso.
      NB: ovviamente chiedo e butto lì, non avendo alcuna formazione in materia.

  10. Burioni viene ascoltato da quella massa del 54% che, come Giuseppi, similis cum similibus, è un fenomeno da baraccone costituito da narcisisti presuntuosi autoreferenziali….
    E come tutti i presuntuosi, non ha avuto, insieme all’altro fenomeno da baraccone giuseppi, nemmeno l’umiltà di chiedere scusa agli Italiani per gli errori macroscopici che ha fatto e detto e per il terrorismo psicologico che continua a fare..

    Come tutti i narcisisti, anche lui vive di apparizione e di approvazione.
    Il Vuoto Assoluto

  11. E che facciamo? Adesso crediamo agli scienziati? (quando dicono quello che ci fa comodo ovviamente)
    Non s’era detto che la scienza non serve a niente? Che la comunità scientifica è formata da 4 scemi che dicono tutto e il contrario di tutto?

        • Boia dé, sei riuscito a infilarti perfino tra genomi e retrovirus per propinarci anche oggi le tue quattro righe di minchiate alla voglio dire qualcosa anch’io. Ma rileggiti, che sembri un lampredottaio che si vuole sparare le pose da informato a costo zero!

        • Accetta un consiglio: quando si parla e si scrive di cose nelle quali si è ignoranti, fai come me: leggi e basta ed evita di intervenire scrivendo le solite idiozie precostruite.
          Leggi e non farti domande su quello che ti è ignoto; limitati a leggere quello che scrivono gli altri che alla fine rispondono su eventuali panzane che scrivono.
          Troppo difficile eh resistere alla tentazione di scassare i maroni sempre e comunque ?

          • Se non scrivi a chi ti rivolgi non si capisce con chi ce l’hai.
            Ovviamente se ce l’hai con me vai a fare in c u l o.

        • Glielo dico di nuovo: metta il mio nome su Google Scholar. Le costa meno del tempo che ci mette a scrivere la risposta, e così si fa un’idea.

          Ma ovviamente “non gliene frega nulla”, vero?

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