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Quirinale: Mattarella ha un piano per far subentrare Draghi? - Seconda parte

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Stavolta il wishful thinking è stato ritenere che ormai la pandemia fosse sconfitta: bisognava solo vaccinare, l’uscita dell’emergenza sarebbe stata un gioco da ragazzi, e dare il merito a Draghi gli avrebbe aperto le porte del Quirinale. Senonché ci si è dovuti confrontare col fatto che… beh ve la faccio breve, anche perché lo sapete: Super Mario anziché farci uscire dall’emergenza l’ha egli stesso prorogata. Insomma, Super Mario super non è. Men che meno lo è il manipolo dei suoi pasticcioni ministri.

Insomma, Draghi al Colle avrebbe implicato la caduta inevitabile del governo che tutto è fuorché “dei migliori”. E, quasi sicuramente, avrebbe implicato il voto, che per i grillini (e non solo per essi) è peggio della terapia intensiva per covid.

Ma Draghi doveva andare al Colle. Così era stato deciso nel luogo ove sono decisi i destini dell’Italia, e quel luogo non è l’Italia. Solo così mi spiego:

a. Perché il Pd non faceva nomi se non quelli di Draghi e Mattarella (credo si siano ingoiata la lingua sùbito dopo che si fecero scappare quello di Casini).

b. Perché il centrodestra non ha accolto il nome di Casini che, pur avanzato dal Pd, sarebbe stata una mezza sconfitta per costoro.

c. Perché i grillini hanno respinto i nomi di Carlo Nordio e di Elisabetta Casellati.

d. Perché Draghi non ha mai compiuto un gesto analogo a quello compiuto da Silvio Berlusconi, prima, e da Pierferdinando Casini dopo. Sul punto d. deve aver giocato anche il fatto che l’interessato non è il genio che per qualche misteriosa ragione tutti continuano a ripetere che è.

Diventerà Presidente della Repubblica? Direi di sì: finita la legislatura, Sergio Mattarella, è la mia previsione e vale quel che vale, si dimetterà barattando le proprie dimissioni con la rassicurazione che Mario Draghi sia il nuovo padrone di casa al Quirinale. D’altra parte è, questo, come s’usa dire, un atto dovuto. “A chi?”, chiederete. Ma a chi guida in Italia, no? Che non è certo il Parlamento, che ha dimostrato di non guidare neanche un risciò.

Franco Battaglia, 31 gennaio 2022