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Quirinale, settima votazione. Ecco la lista di nomi di Letta (DIRETTA VIDEO)

Ieri la bocciatura di Casellati e la mossa di Lega e M5S su Belloni si riparte. Si va verso fumata nera

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Diretta canale satellitare della Camera dei deputati

Settima votazione avvolta nella nebbia. Ieri sera è cambiato tutto nel giro di un “amen”. La mattina il fallimento della candidatura di Maria Elisabetta Casellati da parte del centrodestra aveva portato a immaginare un Salvini pugile suonato pronto a convergere su un nome del centrosinistra. Ipotesi rilanciata anche dagli incontri (due) svoltisi tra lo stesso leader della Lega, Enrico Letta e Giuseppe Conte. Il parlamento intanto stava riservando a Sergio Mattarella una valanga di voti. Poi, il colpo di scena: Salvini annuncia ai cronisti di essere al lavoro per “un presidente donna”, versione confermata poco dopo pubblicamente anche da Conte e infine bollinata da Beppe Grillo col nome di Elisabetta Belloni. Apriti cielo. In pochi minuti si scatena il putiferio. Italia Viva e Matteo Renzi alzano un muro (“il capo dei servizi segreti non può salire al Colle”), Forza Italia spacca col centrodestra e va per il conto suo. I centristi lo stesso. Leu boccia il capo del Dis. E la certezza di un “presidente donna” crolla così rapidamente come era nata.

Quali sono a questo punto i nomi in campo? Salvini sostiene di avere tre idee, ma per ora non le comunica perché – dice – altrimenti

“me le bocciano”. Forza Italia, l’Ud, Noi per L’Italia e Coraggio Italia dopo un vertice notturno dei “centristi” conclusosi alle 2 sembrano pronti a convergere su Pier Ferdinando Casini, che ora riprende quota (“il mio nome solo se unisce”, fa sapere lui). Sulla carta questo gruppone vale 180 grandi elettori, anche se c’è da capire quanto siano uniti: sono stati proprio loro, è l’accusa di Lega e Fratelli d’Italia, ad impallinare la “loro” candidata Casellati.

Enrico Letta, invece, all’assemblea del Pd ha comunicato che le ipotesi in campo sono almeno sette: Draghi, Mattarella, Cartabia, Severino, Belloni e altri come Amato e Casini. Checché ne dica il segretario, anche i dem sono spaccati. Mentre Letta trattava su Belloni gli ex renziani, capitanati dal senatore Andrea Marcucci, facevano spallucce. In realtà c’è la sensazione che il Pd punti ad arroccarsi su Mattarella, l’unico nome che terrebbe insieme i pezzi del partito e una larga fetta di grillini. “Siamo pronti a sostenere la saggezza del parlamento”, ha detto Letta, facendo riferimento ai 336 voti finiti ieri nell’urna del presidente uscente. Ai grandi elettori il segretario del Pd ha confessato di aver fatto tattica sull’elezione di Casellati “perché il risultato di ieri mattina andasse lì dove doveva andare” e si tornasse “alla casella di partenza”. Cioè al bis del Capo dello Stato.  “Avanti su Mattarella”, ha ribadito chiaramente il senatore M5S Primo Di Nicola. “Sono i grandi elettori che continuano a ritenere che questa sia la stella polare da seguire, anche andando oltre gli steccati partitici”.

Su SuperMario Draghi, invece, sembra esserci l’opposizione netta dei centristi: “È giusto che rimanga a palazzo Chigi – ha detto Tajani – È l’unico garante dell’unità di una coalizione che non costituisce una maggioranza politica ma una maggioranza che ha l’obiettivo di sconfiggere il coronavirus sul fronte sanitario ed economico”.

In mattinata era previsto un vertice di maggioranza, con tutti i partiti che sostengono il governo, ma quando tutti erano nella stessa stanza ci si è accorti dell’assenza del M5S. “Avevamo appuntamento alle 8,30. c’eravamo tutti: io, Letta, Speranza, Salvini, Tajani, ma Conte non si è presentato”, ha spiegato Renzi. “Quindi ci siamo aggiornati a più tardi”. Nel M5S è in corso una spaccatura, tra contiani e dimaiani. Ma c’è maretta tra Lega e Salvini.  “Letta è arrivato in una settimana a bocciare almeno 10 personalità di altissimo livello, mettendo in discussione perfino un profilo da lui proposto come quello da tutti stimato della direttrice del Dis – hanno fatto sapere fonti leghiste – le incertezze, le fughe e i no di Letta sono un problema per l’Italia”.

Articolo in aggiornamento