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Risparmi a rischio, quanto ci costa il welfare - Seconda parte

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“Non si sa mai”. È questa la risposta che più frequentemente gli italiani forniscono quando gli si chiede perché risparmino e questo concento del “non si sa mai” difficilmente è associato ad aspetti positivi della vita futura. Insomma si tengono i soldi da parte, magari in conto corrente, proprio per far fronte ad eventuali situazioni di difficoltà che dovessero capitare. Ma il tenere denaro da parte per affrontare problemi di questa natura è poco efficiente. Investendo meglio i risparmi, infatti, si possono ottenere margini di guadagno sempre maggiori, utili che potrebbero servire per coprire spese assicurative che oggi vengono viste come un costo e non come una tutela di noi stessi e delle nostre famiglie.

Invece una copertura assicurativa, grazie alla mutualità, consente, con piccole cifre, di ottenere coperture importanti, di pianificare anche gli imprevisti, evitando squilibri economici all’interno della famiglia stessa e liberando quel denaro, che adesso è bloccato per il “non si sa mai”, ma che, invece, potrebbe essere speso o investito, senza creare vincoli e paure dettate dalle eventuali necessità che dovessimo avere in futuro. La pianificazione è questa in realtà: è utilizzare le risorse adeguate per ciò di cui abbiamo veramente bisogno e liberare le altre per rendere migliori le nostre vite.

Leopoldo Gasbarro, 31 dicembre 2019