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Salumificio Fratelli Beretta: pura qualità, filiera e lotta alla plastica

Non solo salumi 100% made in Italy, ma sempre meno plastica negli imballaggi e una intera filiera – dalla stalla al supermercato – tracciata e sostenibile: l’attenzione al consumatore e all’ambiente è radicata profondamente nella filosofia industriale del Salumificio Fratelli Beretta, che infatti è ambasciatore del cibo di qualità nel mondo grazie alle sue 19 produzioni Igp e Dop. In particolare, Beretta è da oltre due anni impegnato su un percorso disegnato su due diverse direttrici: riduzione dell’impatto ambientale a monte e a valle della filiera, aumentando, inoltre, la sicurezza dei prodotti, ben al di là dei termini di legge; coinvolgimento degli stakeholder esterni, specialmente quelli tecnico-scientifici, e gli interni, in particolare il top management.

 

Lotta all’antibioticoresistenza: l’esempio Puro Beretta

Se un consumatore vuole capire se un’azienda ha davvero adottato una politica verde, non può che partire dall’analisi dei suoi processi, guardando all’intera catena del valore, dalla materia prima al ‘fine vita’. Ebbene, il gruppo alimentare nato nel 1812 in una macelleria di Barzanò, in Brianza, e trasformato in un big player dall’incessante impegno e passione della famiglia Beretta, offre al mercato un esempio perfetto di sostenibilità: la nuova linea Puro Beretta. Il Salumificio Fratelli Beretti, infatti è la prima azienda produttrice di salumi ad avere ottenuto dall’ente di certificazione internazionale SGS, la certificazione ISO 22005:2008 associata agli Standard Tecnici di Prodotto STP 005/234; 005/235; 005/236. Si tratta di certificazioni, rilasciate da enti terzi, che fuori dai tecnicismi garantiscono: la tracciabilità delle materie prime e dei prodotti alimentari, il non utilizzo di antibiotici dalla nascita, il rispetto del benessere animale, l’allevamento di tutti i suini in spazi adeguati, l’allevamento a terra del 100% dei polli, l’assenza di glutine, lattosio, glutammato monosodico, polifosfati aggiunti nei prodotti, l’assenza di nitriti e nitrati aggiunti nei prosciutti crudi. La norma risponde all’esigenza di un’efficace gestione e controllo degli alimenti e dei loro ingredienti. In questo caso, si tratta di una gestione particolarmente articolata, in quanto i prodotti Puro Beretta sono realizzati a partire sia da carne di pollo sia da carne suina.

 

Sicurezza della filiera e benessere animale per il benessere dell’uomo

Altro punto di distinzione del gruppo è la Filiera Beretta, tipica filiera corta che rispetta il Benessere Animale, con 100% di carne italiana ed allevamenti dislocati in Lombardia, Emilia e Piemonte controllati direttamente dall’azienda che garantisce la qualità e la sicurezza dei suoi prodotti nell’intero processo produttivo: i capi hanno un’alimentazione OGM Free e ogni prodotto, prima di essere immesso sul mercato, viene sottoposto a uno stringente programma di verifica a cura dei tecnici e dei maestri salumai. In sintesi, il Sistema Assicurazione Qualità del gruppo Beretta costituisce un processo di controllo su sicurezza e igiene dei prodotti alimentari ancora più stringente delle leggi nazionali e delle norme internazionali.

 

Gioco di squadra per l’ambiente, in collaborazione con le università

“Prima saper fare, poi far sapere. Basandosi su fatti e dati certificati”: questo il pensiero del Salumificio Fratelli Beretta, oggi più che mai utile e prezioso anche contro il green washing. Il percorso di sostenibilità non è un viaggio né lineare né agevole e quindi non può certo essere affrontato con serietà in solitaria. La sfida ambientale, per essere vinta, necessita infatti sia di un equipaggio esperto e motivato – Beretta ha già allineato management e dipendenti con specifiche attività di formazione – sia di supporti esterni di primo piano. Il sostegno e la collaborazione con l’Osservatorio Food Sustainability del Politecnico di Milano va proprio in questa direzione: confronto costante, condivisione di buone pratiche, creazione di opportunità di ricerca. Ma, soprattutto, la possibilità di esaminare in profondità le proprie azioni in chiave di sostenibilità. Un percorso di studio, verifica sul campo e trasparenza che ha portato anche allo sviluppo di due tesi di ricerca sviluppate in azienda nel 2019 e nel 2020, rispettivamente sulla misurazione dell’efficacia delle iniziative intraprese in ambito sostenibilità da Beretta e sulla costruzione di un cruscotto dei diversi indici di miglioramento continuo.

 

Via a B Green: meno plastica negli imballaggi

Beretta ha inoltre intrapreso una terza direttrice di sviluppo nel suo approccio alla Sostenibilità: il lancio di “B Green”, un programma pensato per contenere al massimo la quantità di plastica nelle proprie confezioni e per prevedere un approvvigionamento responsabile di materiale plastico riciclato. Lavorare a valle della produzione e aiutare l’ambiente significa oggi, essenzialmente, fare i conti con il packaging. Beretta ha una posizione molto pragmatica: il mercato non può fare a meno della plastica, ma può ridurla e riciclarla il meglio possibile, riutilizzandola in una prospettiva di economia circolare. Un approccio che ha già prodotto risultati tangibili: a partire dall’aprile dello scorso anno le confezioni delle principali linee di prodotti Beretta sono state realizzate con il 25% di plastica in meno rispetto alla quantità precedente. E per le confezioni di circa 300 referenze in assortimento, prodotte in 11 diversi siti produttivi, l’azienda utilizzerà il 65% di plastica riciclata. Il logo “B Green” è ora in corso di certificazione dal partner tecnico SGS attraverso la norma ISO14021:2016 (Environmental labels and declarations — Self-declared environmental claims), che disciplina le asserzioni/claim ambientali auto-dichiarati. Il gruppo stima che il minor quantitativo di plastica utilizzata per i propri imballi consentirà una minore immissione in atmosfera di 1.145 tonnellate all’anno di CO2, corrispondente alla piantumazione di circa 58.000 alberi.

 

Gli italiani vogliono comprare “sostenibile”

L’impegno di Beretta riflette e accompagna la crescente sensibilità ambientale tra i consumatori del nostro Paese. La sostenibilità sta diventando un driver di acquisto sempre più centrale, non solo tra le giovani generazioni. Secondo i dati del Global Web Index, il 58% degli appartenenti alla GenZ (16-21 anni) e il 61% dei Millennial (22-35 anni) si dichiara incline anche a pagare di più per prodotti sostenibili o eco-friendly. Ma anche i numeri che riguardano le altre generazioni sono degni di nota: le percentuali della GenX (36-54 anni) e dei Baby Boomers (55-64 anni) ) si attestano, infatti, al 55 e al 46%. Questo significa due cose: la sostenibilità “sta entrando nelle abitudini di scelta” del consumatore in maniera sempre più importante; si può coniugare sostenibilità ambientale con sostenibilità economica; il consumatore sta capendo ciò ed è disposto a premiare le aziende che intraprendono percorsi virtuosi.

 

 

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