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Allarme migranti

Sbarchi e Ong, il Pd è smemorato: cosa chiedeva nel 2021

Proseguono le tensioni tra Ong e Palazzo Chigi. Pd e SI: “Provvedimento del governo viola il diritto internazionale”

letta ong

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Caos totale tra governo e Ong. Nella giornata di ieri, come già riportato sul sito nicolaporro.it, il Viminale ha autorizzato lo sbarco della nave Ong Humanity One al porto di Catania. Dei 179 migranti a bordo sono ben 35 quelli che non sono stati accolti, e su cui vige l’obbligo di abbandonare le acque italiane con la Ong tedesca.

Reazioni

Le tensioni si sono verificate sia dentro che fuori le stanze politiche. Ormai da quarantotto ore, infatti, una rappresentanza del Pd ed un’altra di Sinistra Italiana sono arrivate sul luogo per verificare le condizioni sanitarie dei profughi, nonostante ne avesse già provveduto l’esecutivo. Il deputato dem Provenzano parla di “violazione dei diritti umani con la selezione arbitraria dei naufraghi”; mentre il segretario Enrico Letta denuncia: “Linguaggio inaccettabile per scelte a Catania ancor più inaccettabili, contrarie ai principi di umanità e alle regole internazionali”, ha affermato direttamente sui social il leader piddino.

Spostandoci sul lato legale, invece, nella serata di ieri la Humanity One ha presentato ricorso al Tar contro il provvedimento perché “violerebbe il diritto internazionale”. Risultato finale? L’Ong si rifiuta di abbandonare il porto di Catania, fino a quando Palazzo Chigi non autorizzerà lo sbarco degli ultimi 35 migranti a bordo. A ciò, ovviamente, si aggiunge la spinosa questione legata agli Stati di bandiera.

Il caso Geo Barents

Nel frattempo, stessa cosa si è riproposta su un’altra nave di soccorso, la Geo Barents, che da giorni si trovava in prossimità dei confini marittimi italiani. Delle 568 persone a bordo ad oltre 200 è stato vietato lo sbarco, con la procura della città siciliana che ha già aperto un’inchiesta sulla possibile presenza di scafisti su nave. Ed è proprio questo che preoccupa Giorgia Meloni ed il centrodestra: il rischio di alimentare una politica di porti aperti provoca inesorabilmente il contatto tra immigrazione e trafficanti di essere umani. È proprio notizia di poche ore fa, l’arresto delle forze dell’ordine italiane di tre scafisti russi, dopo lo sbarco di 99 immigrati irregolari sulle coste di Siracusa.

Intanto, anche Lampedusa è al collasso. Il principale hotspot di contrada Imbriacola conta oltre 1.300 presenze su un massimo di 400 posti. Numeri che hanno obbligato il trasferimento di un centinaio di profughi a Porto Empedocle per alleggerire la pressione, ma che non ferma i problemi di capienza: nella serata di ieri, infatti, sono sbarcati altri 30 migranti, la cui gran parte sono donne e minori.

Cortocircuito Pd

È sulla base di questi numeri mastodontici che Piantedosi vuole far valere la linea dura. Eppure, nonostante le urla dell’opposizione, la politica dell’esecutivo Meloni non pare essere una novità. L’anno scorso, nel pieno governo Draghi, la maggioranza bipartisan (incluso il centrosinistra) approvava una mozione che, nei fatti, chiedeva a Supermario di realizzare proprio ciò che l’attuale ministro dell’Interno vuole imporre alle Ong. Il testo affermava esplicitamente la responsabilità degli Stati bandiera in relazione alle navi che salvano i migranti in mare. Si legge: “Risulta fondamentale, nelle more di una riforma organica delle politiche di contenimento dell’immigrazione e del superamento di Dublino, assicurarsi che gli Stati di bandiera delle navi europee che effettuano operazioni di salvataggio in mare, collaborino all’individuazione di un porto di sbarco e si assumano la responsabilità dell’accoglienza delle persone soccorse”.

È proprio sul regolamento di Dublino che si sviluppa la diatriba legale tra Italia ed Ong. L’insieme di norme, all’articolo 19, specificano che è competenza del Paese di primo approdo la gestione dell’accoglienza, la verifica della richiesta di asilo e l’eventuale rimpatrio. Regolamento che, come si può capire, danneggia radicalmente Stati come Italia, Spagna o Grecia, essendo tutte Nazioni costiere. Piantedosi e il governo intendono “rompere” l’automatismo che vede navi battenti bandiera straniera recuperare migranti in acque internazionali e dirigersi direttamente in Italia, per scaricare poi sul Belpaese il peso dell’accoglienza.

Una fissazione della destra brutta e cattiva? No, come visto. La mozione approvata un anno fa dall’allora maggioranza draghiana, col supporto anche di Pd e M5S, andava proprio in questa direzione: riconoscere la “responsabilità” degli Stati di bandiera delle navi Ong sulla “accoglienza delle persone soccorse”. Insomma, un cortocircuito senza precedenti, che mostra l’esistenza di un’opposizione con l’elmetto, piuttosto che un’alternativa cooperativa e costruttiva: se la medesima proposta viene elaborata dal “governo dei migliori” allora passa in sordina, mentre se è presentata dall’ex braccio destro di Salvini, Matteo Piantedosi, è violazione dei diritti umani. E menomale che sono sempre gli avversari politici ad essere populisti…

Matteo Milanesi, 7 novembre 2022