Salute

Schillaci fa risorgere Speranza: l’aberrante frase sulla ‘scienzah’

Il ministro della Salute revoca il "Gruppo Vaccini" dopo le pressioni delle virostar per la presenza di due presunti "No vax". Siamo tornati alla caccia alle streghe sanitaria

speranza vaccini covid © NiseriN tramite Canva.com
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Dopo il celebre “re tentenna”, alias Carlo Alberto di Savoia, oggi abbiamo il ministro “tentenna”, l’irresoluto professor Orazio Schillaci. Travolto da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto, il successore di Roberto Speranza ha, come si suol dire, buttato il bambino con l’acqua sporca.

Come è noto, a seguito di una levata di scudi da parte degli interessati cultori del dogma scientifico scaturito dalla nostra catastrofica gestione del Covid-19, con in testa il “Patto trasversale per la scienza”, promosso nel 2019 dai virologi Roberto Burioni e Guido Silvestri, Schillaci ha firmato il decreto di revoca per i 25 membri, incaricati il 5 agosto scorso, del Nitag, un organo tecnico puramente consultivo in merito alle strategie vaccinali.

Ebbene, dato che nel gruppo erano presenti due medici piuttosto scettici nei riguardi dei molto controversi vaccini anti-Covid, soprattutto riguardo l’obbligo vaccinale, di fronte alle inevitabili proteste provenienti dal vasto mondo ancora molto legato ai “fasti” del terrore virale, il nostro non ha retto la tensione ed preferito piegarsi a coloro i quali, ancora oggi e nonostante le molte evidenze che hanno dimostrato l’infondatezza del loro catastrofismo, si ostinano a utilizzare la scienzah in modo estremamente dogmatico, manipolando a suo vantaggio la pubblica opinione.

Tant’è che in questa riproposizione dell’orrenda caccia che ha caratterizzato gli anni bui della pandemia, sospendendo gran parte delle nostre libertà costituzionali, si è fatto largo uso dell’epiteto considerato più infamante dai depositari del verbo scientifico: no-vax. Infatti, buona parte dell’informazione, che durante la pandemia era schierata a falange nel giornale unico del virus, in questi giorni hanno sottolineato, sia nei titoli che nei commenti, la sciagurata decisione del ministro di nominare nel citato organo consultivo ben “due” medici no-vax, due eretici sanitari da bruciare metaforicamente sul rogo al pari di Giordano Bruno.

Significative a tale proposito le parole di Speranza, il personaggio che, di concerto con l’allora premier Giuseppe Conte, ci chiuse per due mesi agli arresti domiciliari, imponendo una forsennata escalation di demenziali misure, rivelatesi tutti fallimentari, per raggiungere il folle obiettivo di zero morti e zero contagi: “Credo sia stato un errore da matita blu inserire quei nomi in una commissione di tale importanza – dichiara il politico lucano ad Avvenire –. Al tempo stesso va riconosciuto al ministro Schillaci di aver corretto questo errore. Di fronte a temi che investono la salute delle persone – prosegue Speranza – non ci si può dividere, non possono esistere differenti visioni: occorre solo fidarsi della scienza e sottrarre le scelte conseguenti alle strumentalizzazioni politiche.”

E certo, non posso esistere diverse visioni sulla scienzah virale, esattamente come il Sant’Uffizio impose a Galileo, quando quest’ultimo dovette piegarsi al dogma secondo cui il sole e i pianeti ruotavano intorno alla terra. E nel dogma del terzo millennio, che chiunque osi solo criticare viene bollato col marchio infamante di no-vax, occorre giurare sul fatto che il Covid fosse una malattia mortale per tutti, che se ti vaccinavi bloccavi la diffusione del contagio e che, al contrario, se non ti vaccinavi morivi e facevi morire.

Ed è veramente triste che, malgrado coloro i quali prevedevano il collasso del sistema sanitario già nell’autunno del 2020 se avessimo liberato gli italiani dagli arresti domiciliari, con oltre mezzo milione di persone necessitate di terapie intensive, ancora oggi si permettono il lusso di usare la scienzah come una clava, abbiamo un ministro il quale, anziché prenderne le distanze dopo i disastri che costoro hanno contribuito a creare, anche in questo caso non perde l’occasione per avvalorarne il loro dogma sanitario. Un dogma che, per concludere, in una scienza probabilistica e in continuo divenire qual è quella medica non dovrebbe proprio esistere nel 2025.

Claudio Romiti, 18 agosto 2025

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