Caffè avvelenato

Se non lo fanno apposta, sono scemi

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Qui al bar crediamo che il caso francese sia emblematico: c’è un Paese che sta raschiando il fondo del barile, la cui economia è in ginocchio; il cui debito pubblico sta diventando insostenibile; la cui società è sull’orlo del collasso, ormai preda del separatismo politico-religioso degli immigrati di seconda generazione e islamici; e c’è un governo, quello di Emmanuel Macron, che è da anni incaponito nella sua funzione di traghettatore infernale.

Si comincia a far largo un sospetto: che tanta meticolosa attenzione nel picconare ciò che rimane della nazione sia in realtà una strategia, congegnata apposta per consegnare a Marine Le Pen macerie fumanti. Sapendo che c’è pure una riserva para-rivoluzionaria, quella dei miliziani in età scolare fomentati da Jean-Luc Mélenchon, pronta a mettere a ferro e fuoco le piazze al primo mezzo passo falso della destra, nel caso dovesse vincere il secondo turno delle presidenziali, la prossima primavera.

Non è da escludere che a questa tattica sia intenzionato ad appigliarsi anche Pedro Sanchez: lui non lascia la Spagna con gli stessi fondamentali sballati che ha la Francia, ma è complice dell’allargamento smisurato della bolla immobiliare e di quella delle rinnovabili. È disposto a varare in quattro e quattr’otto decreti speciali stile sovietico per punire i proprietari di casa. E, soprattutto, sta già aizzando i manifestanti: appena l’eventuale alleanza popolari-Vox dovesse abolirli, si profilerebbero sfracelli.

In Germania, la situazione è più complessa: Afd è ormai al 30% nei sondaggi, ma col sistema proporzionale tedesco ciò non basterebbe per governare da soli. Ma anche lì, la sensazione è che l’Unione (Cdu e Csu) debba ancora capire in quale direzione remare: o provare a recuperare in extremis il disastro di Friedrich Merz; oppure scavare ancora di più la fossa al sistema stesso, sapendo che poi, per i sovranisti, risalire la china, prendendo il timone di una nave alla deriva, diventerà estremamente difficile.

Complottismo? Può darsi. Ma almeno diamo a certi capi di governo il beneficio del senso strategico. Perché ciò che vediamo, in sé, non depone in favore della loro intelligenza: la gente chiede meno guerra e loro gliene danno di più; la gente chiede meno salassi e loro insistono con la transizione verde; la gente chiede meno immigrati e loro ne regolarizzano un milione. Va bene che la democrazia, ormai, è un simulacro. Ma se non lo fanno apposta, significa che sono scemi.

Il Barista, 6 ottobre 2026

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