Cronaca

“Sparategli a vista”. L’esasperazione di un’anziana mentre devastano Milano

Le telecamere hanno ripreso una signora chiedere alle forze dell'ordine di fermare con le cattive i maranza che hanno messo a ferro e fuoco la città

«Sparategli a vista, a tutta questa gentaglia». La frase è di una signora che domenica, a Milano, assisteva all’inizio dell’ennesima giornata di devastazioni. Una frase durissima. Ma che racconta qualcosa del clima di esasperazione di chi si ritrova a vedere la propria città trasformata in un campo di battaglia.

Perché domenica 18 ottobre, a Milano, è successo di tutto. E non era neppure la prima volta: già sabato il centro era stato teatro di scontri, incendi, vetrine distrutte e attacchi alle forze dell’ordine. Neanche ventiquattr’ore dopo, il bis dei saccheggi. E oggi molti negozi sono chiusi perché temono il terzo tempo di questa ordinaria follia.

Gruppi di giovanissimi, molti incappucciati e vestiti di nero, hanno attraversato il centro prendendo di mira negozi e attività commerciali. In via Torino sono stati assaltati un Carrefour e altri esercizi. In zona Cordusio sono finite nel mirino le vetrine di Levi’s e Under Armour. Vicino al Castello Sforzesco è stato devastato e saccheggiato un Decathlon. In Galleria e nelle strade circostanti, commercianti e clienti hanno dovuto cercare riparo mentre volavano pietre e oggetti contro la polizia.  Le immagini sono quelle di una città che, per ore, ha visto gruppi violenti impossessarsi delle strade. Saracinesche abbassate, tavolini rimossi, vetrine sfondate. Turisti costretti a rifugiarsi al chiuso. E agenti impegnati a contenere gli assalti con idranti e lacrimogeni.

Ed eccoci alla signora. «Sparategli a vista, a tutta questa gentaglia». Richiesta di un’illusa, nel senso buono della parola, visto quello che accade ai poliziotti che hanno l’ardire di utilizzare l’arma in dotazione. Impossibile nell’Italia che da mesi, sempre a Milano, processa il carabiniere che ha rincorso per le strade della città due fuggitivi a bordo di uno scooter. Ma sarebbe un errore fermarsi all’eccesso di quella frase e ignorare ciò che la provoca. Perché dietro quelle parole c’è una richiesta che dovrebbe essere del tutto normale: poter vivere la propria città senza paura.

Un cittadino non dovrebbe essere costretto a nascondersi in un negozio per evitare una sassaiola. Un commerciante non dovrebbe abbassare la saracinesca nel pieno della giornata per paura che qualcuno gli porti via la merce. Una famiglia non dovrebbe rinunciare a passeggiare in centro perché gruppi di incappucciati hanno deciso di devastarlo.

E invece siamo arrivati al paradosso per cui ogni intervento della polizia rischia di diventare oggetto di polemica. Perfino il manganello, che è uno strumento in dotazione alle forze dell’ordine, viene talvolta raccontato come se il suo impiego fosse illegittimo in sé. Non è così. Il suo uso deve essere necessario, proporzionato e conforme alla legge. Ma non può diventare il simbolo della “repressione” quando viene utilizzato per mantenere il banalissimo ordine pubblico.

La sicurezza non è un capriccio autoritario. È un diritto dei cittadini. E chi chiede che la polizia possa intervenire efficacemente contro saccheggi e devastazioni non sta chiedendo il Far West. Sta chiedendo che lo Stato faccia il proprio mestiere. La signora ha usato parole che non vanno prese alla lettera né magari condivise nel senso letterale. Ma l’esasperazione che esprimono merita di essere ascoltata.

Perché non è normale che a doversi barricare siano i cittadini perbene, mentre chi devasta le strade continua a correre da un negozio all’altro.

Enrico Foscarini, 19 ottobre 2026

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