Questo Papa fa dichiarazioni che piacciono tanto a tutti, progressisti e conservatori, tra cui il fatto che occorra cambiare la comunicazione per favorire il cessate del fuoco. Il Papa disarma i giornalisti con l’elmetto, titola la Verità. Allora, dirò una cosa che non piacerà a tutti i nostri commensali, ma che è uno spunto per ragionare insieme. A me questa idea del Papa che spiega ai giornalisti cosa scrivere, non mi piace.
Vedete, io sono convinto che esistano i giornalisti con l’elmetto e che magari vogliono la guerra. E poi mi piace questo Papa quando chiama al telefono Zelensky, quando – a differenza di Francesco – non parla di “bandiera bianca”, quando fa quei primi gesti. Ma io mi chiedo: dove sono finiti tutti i laici del mondo, compresi gli amici della Verità, che una volta dicevano “scusate, ma il Santo Padre non è che ci deve dire quello che dobbiamo scrivere, il Papa fa il Papa”.
Cioè se Leone XIV viene da me e mi dice “guarda che tu hai commesso un peccato e ti devi pentire”, io lo ascolto. Se mi illumina sulle ragioni delle sacre scritture, io lo ascolto. Ma se Prevost deve spiegare ai giornalisti quello che devono scrivere, io ho qualche timore. In questo caso sono anche d’accordo con lui. Ma il Papa facesse il Papa, i giornalisti facessero i giornalisti. Il Pontefice deve pensare a faccende talmente importanti che non si possono neanche minimamente mischiare con l’attività dei cronisti.
Disarmate le vostre parole. Cosa vuol dire, francamente? Da che mondo in mondo l’opinione pubblica si divide tra interventisti e pacifisti e i giornalisti rappresentano le due scuole. In questo caso, anziché glorificarlo, forse dovremmo mantenere un pochino di autonomia. Ma questa è una riflessione molto personale, e ovviamente prendetela come tale.
dalla Zuppa di Porro
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