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Focus: economia del mare - 1ª uscita

Subacquea settore strategico per sicurezza, ambiente ed energia. Fincantieri apripista

Fonte: Fincantieri Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri

La cantieristica navale rappresenta un fattore chiave nella corsa dell’Occidente alla difesa per garantire la sicurezza dei confini in un contesto di tensioni geopolitiche crescenti e dei nuovi equilibri Nato. A partire dal settore della subacquea, ormai diventato un dominio chiave anche per l’energia, l’osservazione ambientale e le comunicazioni.

L’80% dei fondali ancora inesplorato

Secondo le stime più accreditate, il valore del settore underwater è prossimo ai 50 miliardi di euro all’anno. Giova inoltre ricordare che l’80% dei fondali marini e il 98% di quello abissale sono tuttora inesplorati, malgrado la gran parte del benessere umano dipenda dalle risorse e dagli asset subacquei sia per quanto riguarda il cibo e l’energia, con l’eolico offshore, o le terre rare.

Fincantieri fa apripista

Un business, quello dell’underwater, dove Fincantieri ha anticipato i tempi con l’acquisizione di WASS per 415 milioni. Il tutto in una visione strategica di lungo periodo disegnata dall’amministratore delegato Pierroberto Folgiero, che porterà la subacquea a raddoppiare d’importanza in termini di incidenza sui ricavi del gruppo arrivando a 820 milioni nel 2027 (8% del totale contro il 4% del 2024) a fronte di un margine operativo lordo prossimo al 19%. Non solo: come spiegato da Folgiero alla comunità finanziaria, i risultati attesi quest’anno e il prossimo confermano la solidità del trend, sia in termini di ricavi (720 milioni nel 2026) sia di ebitda, che è atteso al 18%, quindi più alto rispetto alle attività tradizionali.

Folgiero: ”Priorità strategica per governi e industrie

“Il consolidarsi di una domanda trasversale nei settori della difesa, del dual-use e delle applicazioni civili rende la subacquea una priorità strategica per governi e industrie. In questo scenario, Fincantieri è pronta a trasformare il proprio vantaggio competitivo in leadership industriale, mettendo a frutto l’esperienza storica del gruppo, una visione chiara e un modello operativo integrato”, ha rimarcato Folgiero ricordando il posizionamento unico di Fincantieri come “full-line player”. Insomma, un ruolo da maestro d’orchestra per contribuire “a costruire, con responsabilità e ambizione, l’ecosistema subacqueo del futuro”.

Il Polo tecnologico della subacquea

Proprio a tale scopo è nato il Polo Tecnologico della Subacquea, che coordina con una regia unica tutte le attività legate ai sistemi civili, militari e dual use. Nel dettaglio, il segmento della subacquea riunisce sotto un’unica regia le capacità del gruppo nella progettazione e costruzione di sottomarini, le tecnologie di WASS Submarine Systems nel campo degli effettori e della sensoristica acustica, il patrimonio di IDS nei sistemi radar e di comunicazione avanzata, e le competenze di Remazel Engineering nel rilascio, il recupero e l’interfacciamento di veicoli autonomi. A rafforzare ulteriormente tale piattaforma tecnologica, la firma del memorandum of understanding tra la controllata IDS e l’italiana Graal Tech per i veicoli autonomi underwater di piccole e medie dimensioni.

Leader nelle navi complesse

Allo stesso tempo Fincantieri, che conta oltre 11mila dipendenti diretti solo in Italia, si è posto come il maggiore costruttore navale al di fuori dell’Asia e leader globale nelle navi complesse. In particolare, il gruppo è in grado di quasi raddoppiare la capacità produttiva di navi militari in Europa. Nel settore delle crociere, ha invece impostato un modello sostenibile per l’autofinanziamento, contando su una pianificazione strategica degli ordini con consegne scaglionate fino al 2036, supportando così un ciclo di flusso di cassa sano.

Fonte: Fincantieri

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