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Tassati e gabbati da lorsignori - Seconda parte

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Chi, bontà sua, legge queste mie note sul blog di Nicola Porro che gentilmente mi ospita sa bene che non ho granché simpatia per Matteo Salvini e non gli ho risparmiato critiche quando era al governo, né gli ho dedicato apprezzamenti ora che è all’opposizione. Tuttavia, pur considerando l’avversione che Salvini nutre per l’Europa, non è proprio possibile sostenere che il problema attuale dell’Italia sia la Lega. Il problema politico dell’Italia è quello che un tempo si sarebbe detto il rapporto tra il “Paese legale” e il “Paese reale”: oggi al “Paese legale”, ossia il governo, non corrisponde il “Paese reale”, ossia il consenso e la base produttiva dell’Italia.

La sinistra, mettendoci dentro anche ciò che resta del M5S, non è un riferimento per gli operai, vale a dire per quella parte della società che per interessi e per storia si è sempre ritrovata da quella parte. A sinistra evitano accuratamente di farsi questa domanda: perché operai e disoccupati non votano noi e votano la Lega? Cambiata di segno, è la stessa domanda che si deve porre proprio la Lega e quando sarà al governo dovrà rispondere alla domanda e ai problemi reali evitando da una parte di tassare e dall’altra di statalizzare. Odio e amore lasciateli agli amanti e ai poeti che sanno cosa fare per liberarsene.

Giancristiano Desiderio, 17 dicembre 2019