Una macchina che entra nella piazza principale della città. Poi gli spari, il panico e la gente che cerca disperatamente riparo. È di almeno cinque morti e oltre dodici feriti il bilancio della sparatoria avvenuta nel pomeriggio di sabato 7 novembre a Cracovia, in Polonia. Una strage consumata in pieno giorno, nel cuore di una delle città più visitate del Paese.
L’attacco è avvenuto poco dopo le 15, ora locale, nella zona del Rynek Główny, la grande piazza del Mercato, nei pressi di via Sławkowska. Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia polacca, un uomo ha raggiunto la piazza a bordo di un’automobile e ha cominciato a sparare contro persone scelte apparentemente a caso. Una sequenza di colpi che ha provocato vittime e feriti, facendo scattare una vasta operazione delle forze dell’ordine.
Stando alle informazioni raccolte dall’emittente polacca RMF FM, l’aggressore viaggiava su un’automobile priva di targhe, indossava abiti di tipo militare ed era armato con un’arma lunga. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i suoi movimenti e di chiarire le ragioni di un gesto che, almeno per il momento, resta senza una spiegazione.
Tra i feriti figurano anche due agenti di polizia. I funzionari intervenuti sul posto hanno affrontato l’uomo, riuscendo a neutralizzarlo. Il sospettato è stato colpito dagli spari degli agenti, fermato e successivamente trasferito in ospedale. Secondo quanto riferito dai media locali, la polizia ritiene che abbia agito da solo. Non è stata ancora resa nota ufficialmente la sua identità.
I soccorsi e la reazione del governo
Imponente la mobilitazione dei soccorsi. Sul posto sono arrivati ambulanze, vigili del fuoco e numerose pattuglie della polizia. Nella piazza è atterrato anche un elicottero del servizio di elisoccorso polacco, mentre le autorità hanno invitato residenti e passanti a evitare la zona e a cercare riparo in luoghi sicuri.
Secondo le prime ricostruzioni della stampa locale, durante la sparatoria sarebbero stati danneggiati anche un negozio e un tram. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e analizzando le immagini disponibili per ricostruire con precisione la dinamica dell’attacco.
Il primo ministro polacco Donald Tusk ha fatto sapere di essere costantemente aggiornato dal ministro dell’Interno. La polizia, ha spiegato, sta esaminando il contesto e tutte le circostanze dell’accaduto. Anche il presidente Karol Nawrocki ha espresso solidarietà alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie.
Il mistero del movente
Resta soprattutto un interrogativo: perché l’uomo ha aperto il fuoco sulla folla? Al momento non esistono conferme ufficiali su una possibile matrice terroristica, politica o personale. Gli investigatori non hanno ancora comunicato elementi sufficienti per attribuire un movente alla strage.
Alcuni media locali hanno riferito della presenza, nei pressi della zona dell’attacco, di una manifestazione contro il governo legata alle tensioni sul Tribunale costituzionale polacco. Non è però stato accertato alcun collegamento tra la protesta e la sparatoria.
Il bilancio potrebbe essere aggiornato nelle prossime ore, mentre proseguono gli accertamenti delle autorità. Per Cracovia, città conosciuta per il suo centro storico e frequentata ogni giorno da migliaia di turisti, è un pomeriggio di sangue che lascia ancora troppe domande senza risposta.
Nagranie z miejsca ujęcia zamachowca w Krakowie.
— Jan Molski 🇵🇱 (@JanMolski) November 7, 2026
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