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Tutto quello che non vi dicono sui vaccini

stop vax libro

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di Damiano Mazzotti  

La casa editrice Byoblu ha pubblicato un saggio ricco di materiale, con molti dati e ottimi grafici: Stop Vax. I fatti che vi tengono nascosti (Paolo Becchi, Nicola Trevisan, Giovanni Zibordi, novembre 2021, 350 pagine, euro 20). Vorrei qui segnalare i punti che più mi hanno colpito. Per facilità indicherò tra parentesi rotonde la pagina a cui ho fatto riferimento.

Vaccini “imperfetti”

Negli ultimi mesi, in molte nazioni, vari studi scientifici internazionali istituzionali, non collegati alle multinazionali farmaceutiche, sembrano dimostrare che i vaccini contro la malattia Covid-19 sono “imperfetti”. Risultano cioè poco efficaci: non evitano i contagi e la diffusione della malattia (p. 8). Alcune ambiguità scientifiche erano emerse anche all’inizio dell’epidemia parainfluenzale. Per quanto riguarda le modalità dell’identificazione e della contabilizzazione dei contagiati, che in gran parte sono persone sane asintomatiche e non malate, l’autorità sanitaria Usa, cioè il CDC, “ha rivisto le linee guida per effettuare i tamponi indicando sul suo sito che tamponi sopra 28 o 30 cicli non sono affidabili per indicare da soli un contagio e riportano “falsi positivi”. Com’è noto, in Italia non è indicato il numero di cicli che si utilizzano, ma si suppone che si vada oltre i 40 (p. 13). Inoltre, i marcatori genetici per identificare il Sars-Cov-2 sono passati da tre a uno in vari paesi europei.

Esistono così decine di tipologie di coronavirus e centinaia di ceppi influenzali e parainfluenzali che possono far scattare la positività. Gli autori sottolineano altresì “che i vaccini Moderna e Pfizer sono stati autorizzati [all’uso] in via emergenziale [provvisoria e condizionata], ma non ancora approvati perché l’approvazione [definitiva] richiede almeno due anni e test su animali. In questo caso, è stato fatto tutto in sei mesi e senza alcun test sugli animali… i partecipanti ai test sono stati seguiti soltanto per due mesi”. Quindi gli effetti collaterali che si sono sviluppati successivamente ai due mesi non sono stati conteggiati. Ora molti studi riscontrano alcuni problemi cardiologici (miocardite, aritmie, eccetera) e almeno un 4 per cento di problemi neurologici (p. 23). In genere un vaccino ci mette 4 anni per essere valutato e approvato definitivamente, mentre nel caso dei “vaccini” che utilizzano delle nuove sostanze biochimiche l’autorizzazione è stata data in poco più di nove mesi (p. 266).

I morti da vaccino

Ci sarebbero molte problematiche da esaminare, ma sono costretto a riportare solo alcune delle più interessanti, rinviando alla lettura integrale del libro. Ad esempio, nel Regno Unito, nella fase con il 52 per cento della popolazione pienamente vaccinata e il 68 per cento parzialmente vaccinata, “le ospedalizzazioni Covid-19 sono triplicate e quelle totali” per tutte le cause sono raddoppiate (p. 34). In Italia “i morti Covid-19 sotto i 50 anni sono circa lo 0,1 per cento e il 99 per cento dei morti Covid-19 sono sopra i 64 anni” e con almeno due patologie pregresse (p.31). Molte persone in Italia sono state curate in ritardo e male. Si è manifestato un fenomeno molto inquietante: la “vigilanza passiva europea e Usa finora ha riportato 20 mila decessi e la norma per gli altri vaccini sono alcune centinaia (in Usa si segnalano 200 morti per tutti i vaccini all’anno). Non esistono farmaci e trattamenti in commercio per cui si segnalino migliaia di morti” (p. 104). Di solito in questo caso partono class action multimilionarie.

Tasso di mortalità più alto dopo vaccinazione

Inoltre, in Israele si è verificato un fenomeno prima facie controintuitivo: dopo la vaccinazione il Paese è passato da un tasso di mortalità Covid-19 basso a un tasso alto. Come affermato da virologi come Luc Montagnier e Robert Malone, “è fondamentalmente sbagliato vaccinare la maggioranza della popolazione mentre si sta diffondendo un nuovo virus. Se, cioè si vaccina un 10-15 per cento della popolazione più a rischio (gli ultrasettantenni) funziona; se invece si vaccina il 70 per cento e oltre della popolazione è un boomerang, perché scoppiano le varianti più contagiose” (p. 228). Comunque, vorrei riprendere una questione esistenziale e morale fondamentale: “l’età media dei morti Covid-19 è 81 anni e l’aspettativa di vita media è 81 anni in Italia… non è la stessa cosa morire a 45 o 85 anni, e i casi che si leggono susseguenti alla vaccinazione rientrano in una casistica di persone molto più giovani di quelle decedute con la Covid-19” (p. 19). Perché questa insistenza nel vaccinare i giovani e persino i bambini?

Big Pharma

Non esiste nessun valore etico nel sacrificare la salute presente e futura di un bambino, di un adolescente o di un giovane adulto, o addirittura sacrificare la vita, per allungare di sei mesi la vita a una persona oltre gli 80 anni affetta da due o più patologie invalidanti. E chiaro che l’unico interesse in ballo non è quello generale, ma è quello particolare degli azionisti delle multinazionali farmaceutiche e dei politicanti prezzolati che hanno svenduto i diritti civili e la salute dei cittadini. Di solito nessuno si sofferma a valutare bene le cose più basilari. Anche i medici guardano troppa tv e sono essere umani che si spaventano. Anche i medici sono persone che quando acquisiscono troppo potere non ammettono errori e pensano prima alla loro vanità e al loro conto in banca (i medici che hanno paura di curare una malattia sono come i vigili del fuoco che hanno paura degli incendi). Oggi la manipolazione mentale della popolazione è arrivata fino al punto che la vecchia caccia alle streghe sembra diventata un gioco di società.