Esteri

Ucraina, cosa sta succedendo nel silenzio totale dei media

Komyshuvakha, nove bombe su un luogo di aiuto ai civili. E l'orrore quotidiano che non fa notizia.

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Nell’indifferenza mediatica consolidata quando le vittime sono ucraine, s’è consumato l’ennesimo attacco a strutture civili. Lunedì 2 novembre 2026, ore 10:35. Komyshuvakha, regione di Zaporizhzhia. Bombe guidate russe colpiscono un’ex scuola con rifugio sotterraneo, usata ogni lunedì per distribuire pane e aiuti alla popolazione stremata. Prima le FAB-500, poi le FAB-3000, tre tonnellate l’una. Nove colpi a segno precisamente e non ci si azzardi a sostenere che si è trattato di un errore.

Il solaio di cemento rinforzato per attrezzarlo a rifugio cede. Ad oggi i corpi recuperati sono 40 e i dispersi . Solo 12 vittime hanno un nome ufficiale: una parte dei dispersi, avverte l’amministrazione regionale, potrebbe trovarsi tra i corpi già estratti. Sotto le macerie ne restano almeno 38.

Tra i morti ci sono quattro poliziotti, due soccorritori e Olha Tverdenko, che ogni lunedì veniva a smistare il pane. Luogo e orario della distribuzione erano pubblici. Per Danielle Bell, capo della missione ONU per i diritti umani in Ucraina, i russi o lo sapevano o non hanno compiuto la minima verifica. In entrambi i casi, dice, hanno violato i principi più elementari del diritto umanitario.

I NUMERI DAL FEBBRAIO 2022

Dal 24 febbraio 2022 al 30 settembre 2026 l’ONU ha verificato ufficialmente con nomi, cognomi e referti: 7.605 civili uccisi (tra cui 850 bambini, 55.846 civili feriti (tra cui 3.373 bambini), 73.451 civili totali colpiti direttamente dal conflitto.  È il minimo accertato su un totale che si ritiene almeno doppio. Mancano del tutto i cadaveri smembrati e non più identificabili, di cui non si è potuto accertare nulla. Mancano anche 16.000 dispersi.

Mancano i numeri impressionanti di ottobre e la strage di Komyshuvakha, e la stessa ONU ritiene il conto reale assai più alto, soprattutto per le realtà di Mariupol, Lysychansk, Popasna e Sievierodonetsk, dove l’esplosivo utilizzato ha dissolto le vittime.

Nei primi nove mesi del 2026 i morti sono stati 2.570 e i feriti 15.211: il 59% in più dello stesso periodo del 2025. Prima di Komyshuvakha, le sole bombe plananti avevano già ucciso quest’anno 478 civili. Mosca nega di colpire deliberatamente i civili. Ma i fatti la smentiscono ogni giorno e ogni strage che passa. Komyshuvakha finirà nel bollettino ONU di novembre, atteso a dicembre. Sui media solo qualche traccia in 8ª pagina, taglio basso, che poi il lettore si impressiona…

Giulio Galetti, 6 novembre 2026

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