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Unipol: copertura anti Covid gratis per 10 milioni di clienti

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Dopo la decisione di rimborsare un mese di Rc Auto, il Gruppo Unipol regala ai 10 milioni di clienti UnipolSai anche una copertura sanitaria contro le conseguenze del Covid. L’iniziativa, chiamata #UniSalutePerTe, è stata avviata lo scorso novembre e mira ad aiutare le famiglie italiane ad arginare le difficoltà create dalla pandemia. #UniSalutePerTe garantisce infatti – a titolo completamente gratuito – agli assicurati UnipolSai sia la certezza di essere assistiti da personale sanitario competente, grazie all’accesso a un teleconsulto medico attivo H24 e videoconsulto medico specialistico, sia un supporto economico.

In particolare il pacchetto offre: 100 euro al giorno di indennità da ricovero fino a 14 giorni; 2.000 euro di indennità post ricovero in terapia intensiva. Una copertura, quindi, consistente e concreta, attivabile con pochi clic tramite l’app UnipolSai, 

con cui il gruppo guidato dall’amministratore delegato Carlo Cimbri compie un altro passo a sostegno di tutti gli stakeholder: l’iniziativa #UniSalutePerTe si va infatti ad aggiungere alla campagna #UnMesePerTe, che prevede appunto la restituzione ai clienti di un importo pari al costo di un mese di Rc Auto in essere.

In questo modo il Gruppo Unipol dimostra come il proprio Dna incorpori forti cromosomi “sociali”, non solo perché come assicuratore gestisce i rischi della collettività, ma perché si schiera accanto alla clientela nella vita di tutti i giorni.

La pandemia da Covid 19, di cui stiamo affrontando la terza ondata, ha infatti reso evidenti tutte le fragilità del nostro Paese, sia sotto il profilo del lavoro sia per quello medico-sanitario.  Difficoltà create anche dai ripetuti tagli alla spesa pubblica che si sono susseguiti nell’ultimo decennio; i bilanci non lasciano dubbi: oltre tre miliardi di contributi “sottratti” in soli tre anni. In sostanza, malgrado i maggiori stanziamenti promessi dal governo davanti al Covid, la nostra spesa sanitaria rimane tra le più basse di tutta Europa.

A conti fatti, quindi, anche se il nostro Paese decidesse di accedere ai fondi europei del Mes, il Sistema sanitario nazionale non è in condizione di fare a meno del contributo della sanità integrativa, offerta dall’industria delle assicurazioni.

La conferma arriva da una ricerca curata da Cerms-Università Cattaneo che stima come l’epidemia abbia già comportato la sospensione di oltre 12,5 milioni di esami diagnostici, 20,4 milioni di esami del sangue, quasi 14 milioni di visite specialistiche e oltre 600mila ricoveri. Un arretrato colossale, che ha visto l’avvio di uno smaltimento già dall’estate: “In luglio e agosto abbiamo erogato prestazioni in misura superiore a quella dello scorso anno”, commenta Giovanna Gigliotti, ad di UniSalute, la compagnia del Gruppo Unipol leader nel mercato della sanità integrativa.

Da qui l’accresciuto ruolo strategico dei big delle polizze del nostro Paese, chiamati ad affrontare e a offrire soluzioni in tempi brevissimi per problemi prima non immaginabili. Come ha deciso di fare appunto, il Gruppo Unipol anche con #UniSalutePerTe. Iniziativa che si aggiunge a quelle per le aziende come #AndràTuttoBene (pensata per le imprese che vogliono garantire ai dipendenti e ai loro familiari una tutela: diaria da ricovero, da convalescenza, servizi di assistenza e consulenza, sono le principali garanzie previste) e il portale con servizi dedicati #SicuriRipartiamo.

“Le aziende hanno avuto un ruolo determinante nell’evoluzione del modello di welfare integrativo sul fronte della salute – prosegue Giovanna Gigliotti – hanno reso possibile una copertura sanitaria aggiuntiva a chi non se la sarebbe potuta permettere”. Il ruolo sociale delle compagnie di assicurazione si manifesta anche nel ventaglio di prestazioni che si affiancano a quelle statali, per assicurare visite specialistiche in tempi ragionevoli e soprattutto per offrire opportunità alternative rispetto all’offerta del Ssn. “L’attività assicurativa è sociale per definizione, anche se spesso lo si dimentica. Assicurare – conferma la numero uno di UniSalute – significa trasferire i rischi della comunità in capo a un operatore in grado di gestirli riducendo gli effetti economici degli eventi avversi. In questo senso la protezione delle persone, delle aziende e dei loro beni ha un valore etico importante, soprattutto quando, come accade per il Gruppo Unipol, si aggiunge un’attenzione estrema alla gestione degli asset sulla base di politiche di sostenibilità che riguardano il rispetto dell’ambiente, dei lavoratori e della propria clientela. Grazie anche a questo nuovo contesto le Compagnie di assicurazione possono cogliere una grande opportunità, e possono ancora di più continuare ad esercitare la loro funzione di protezione delle persone: lo stress test dovuto al Covid-19 ha imposto a tutti noi la necessità di raccogliere immediatamente le istanze di sicurezza e protezione espresse dai nostri clienti e di offrire quindi soluzioni tempestive e innovative”.

Viste le difficoltà e i limiti del sistema del welfare pubblico, quella della sanità integrativa appare quindi una carta vincente da giocare per una popolazione come quella italiana che, a dispetto della sua età media elevata, resta storicamente sotto-assicurata anche rispetto agli altri cittadini europei.

“Chiave di volta di questo processo di riavvicinamento dei cittadini con il sistema pubblico-privato della salute è l’innovazione e quindi la digitalizzazione – sottolinea la top manager di UniSalute – che finirà per rendere un beneficio al Ssn. Una tappa fondamentale è lo sviluppo della telemedicina, che viene proposta con le nostre polizze, con l’opportunità del video-consulto garantito entro 72 ore, con la possibilità di uploadare referti e documenti per renderli disponibili al medico in video. Siamo di fronte a una evoluzione del rapporto medico-paziente che è sicuramente senza ritorno nelle scelte di UniSalute”.

Anche questo fa parte del ruolo sociale che le compagnie di assicurazione svolgono sul fronte della salute. Ruolo che si rafforza nella capacità di connettere stabilmente le risorse del Terzo Settore nel circuito della sanità integrativa. “Abbiamo oltre 30 mila soggetti convenzionati che provengono dal mondo della cooperazione sociale, in grado di offrire servizi di assoluta qualità verificata, dal fisioterapista alla badante conclude Giovanna Gigliotti – un ventaglio di servizi alla persona che diventano valore aggiunto nella nostra proposizione”.

UnipolSai ha abbinato al lancio di #UniSalutePerTe una nuova campagna advertising attraverso tv, radio, stampa e web: è stata realizzata dall’agenzia BAM e narrata da Alessandro Gassmann. Lo spot è disponibile al seguente link: www.youtube.com/c/unipolgroupcorporatechannel

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