Esteri

Vi racconto la vera Russia che sta con Putin - Seconda parte

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Ecco perché un conflitto prolungato nel tempo scalfirebbe ben poco il popolo russo assicurando la sopravvivenza dei suoi vertici: la vera resistenza sono loro, noi siamo già all’isteria da crisi energetica e bollette dopo 10 giorni di conflitto. “Putin è un genio”? Del male ma sì, conosce e sfrutta le debolezze degli europei, vede dimenarci e spaccarci tra pacifisti e interventisti, in beghe partitiche, in accuse reciproche sulle cause del conflitto senza conoscerle a fondo, tutti presi dalla transizione energetica, strozzati dalle accise Ue sull’energia fossile in un momento dove il carbone sarebbe la temporanea alternativa al gas russo.

Con gli embarghi noi pensiamo di inchiodare Putin, ma abbiamo il coltello dalla parte della lama. La sua, di lama, è il popolo, mentre noi ci trastulliamo col bonus psicologo per il covid e l’incertezza sulla prossima vacanza. Il Putin per noi impenetrabile sta vincendo su tutti i fronti e se la trattativa a questo punto è la resa con più o meno concessioni (con la pistola alla tempia direi molte), l’alternativa è il massacro dei civili in primis e le conseguenze economiche per tutti.

Con la differenza che noi, dopo lo sdegno iniziale e l’“armiamoci e partite”, torneremo ad azzuffarci e cadremo in depressione al primo pieno di benzina, mentre loro continueranno a bere vodka e mungere la capretta, resilienti ora come allora.

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