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L’avvocato degli italiani diventa il giudice dei politici

Zuppa di Porro: rassegna stampa del 27 aprile 2019.

00:00 Sulla vicenda Siri, Conte si è montato la testa. Non solo avvocato degli italiani, anche il giudice ultimo dei politici.

04:40 Ricolfi ha ragione: associare Siri alla mafia è assurdo.

05:32 Il parroco che disegna Gesù che canta Bella ciao infilzato da Langone.

05:53 Il voto in Spagna. Svolta a destra?

06:55 Mentre Standard & Poor’s non è troppo severa con l’Italia, l’economia Usa dell’odiato Trump cresce del 3,2%.

08:05 Secondo il Sole, Napoli non riesce a spendere i 100 milioni per ristrutturare il centro.

08:54 Legittima difesa, l’inutile monito di Mattarella.

09:27 Michele Santoro si confessa e su Berlusconi si pente di quella volta…

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19 Commenti

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  1. Quel suo richiamo a Giuliano Ferrara & Co. di riconsiderare il suo ,di Ferrara, livore (perché di questo si tratta!) perTrump vedrà che avrà una risposta alla Virginia Raggi (Roma sta peggio perché stava già male!) : gli Stati Uniti stanno meglio perché stavano già bene prima di Trump !!!

  2. E mammamia quanto la fa lunga ! Porro ce l’ha spiegato in quattro parole ! Ma il reato di logorrea non esiste ? Almeno potrei chiamarla “il logorroico”, non c’è sito in cui prima o poi lei non arrivi, mannaggia ! Preparatevi.

    • No, Valter, in quanto a logorrea (vana, insulsa, inconcludente, fine a sé stessa, sgrammaticata, slegata, incredibilmente supponente, spocchiosa ed, infine, ridicola col suo “nn”… ), quella di “orlo” è imbattibile. 😀

      • Orlo vs. Raoul Pontalti potrebbe comunque essere un match di cartello, si potrebbe anche scommetterci sopra. Sarebbe un guaio solo se si alleassero.

  3. Caso Penati (uno tra i tanti)
    intercettazioni, indagato, palate di fango, clamore mediatico, processo sommario sui media, dimesso dall’incarico… e poi… ASSOLTO.
    Dopo 10 anni.
    Un modo sbrigativo di far fuori qualche politico, pare.
    In questa repubblica democratica ancora non si è capito che una persona è colpevole solo quando lo stabilisce una sentenza.
    Essere indagati non significa assolutamente niente, chiunque può essere indagato, ma ciò non significa essere colpevole.
    E c’è pure chi ci ha costruito carriere politiche su indagini finite nel nulla più assoluto.
    Il sentimento della giustizia non funziona, purtroppo

  4. Amico Porro é molto difficile non annoiarsi ad ascoltare queste eterne idiozie della vita politica Italiana. Ció mi ricorda un fatto di un inestimabile valore che successe alla fine del mio primo anno nella Facoltá di Chimica a Roma nel lontano 1945.
    Cominciammo l’anno con 275 iscritti, ma gia nel secondo c’era solo la metá e quando mi laureai nel giugno del 1949 eravamo solo in sette. Quanti si laurearono in ottobre di quell’anno e quanti rimasero fuori corso non so perché partí per l¡America. Ma quelli che abbandonarono nei primi due anni si iscrissero, in ordine di preferenza, in Scienze Politiche, Legge e Farmacia. Dalle prime due scelte vengono i nostri piú mal celebrati professionisti,: Politici e Avvocati/Magistrati.
    Si monumentum requiris circumspice.

    • Non per niente, Andrea, la Facoltà di Giurisprudenza è definita:
      “Refugium asinorum”.
      Tutti i falliti, dalle varie Facoltà, approdano lì per dare un senso alla loro “avventura” universitaria.
      Poi, magari, fior da fiore, ne esce uno “buono”…

  5. La rassegna stampa odierna conviene non commentarla se non si vuole cadere nel peggior turpiloquio. Non se ne può più di deficienti ad ogni angolo ed anfratto che remano contro, tanto per remare.
    Poca lucidità mentale, poco intelletto, dove ti giri..il buio.

  6. L’onorevole Borgonzoni ieri sera durante la trasmissione televisiva 8 1/2 ha detto che
    l’onorevole sottosegretario Armando Siri è persona “onesta e specchiata”. Il giornalista Teravaglio, alquianto fazioso, ha invece sostenuto che detto sottosegretario è un “bancarottiere fraudiolento e pure patteggiatore”. Non capisco perché l’onorevole Borgonzoni non quereli subito il Travaglio per aver messo in giro una “fake news” ciolossale.

    • Hai le idee un poì confuse: la fake news consiste nel ritenere persona onesta e specchiata un bancarottiere per giunta fraudolento e sottrattore di denaro ai creditori e al fisco.

      • Caro Raoul Pontalti, non se la prenda, ma lei non ha capito che la mia era pura ironia.
        Uno come il citato sottosegretario non dovrebbe essere ne al governo ne in Parlamento.

      • Caro Raoul, Lei ha perfettamente ragione. Tale sottosegretario, non sarebbe dovuto ne divenire tale, ne sedere in Parlamento. La mia era pura ironia rivolta all’onorevole Borgonzoni che difendeva l’infdfendibile.

  7. Erri non sapendo di errare caro Nicola nonché Porro perché la questione che deve valutare il Presidente del Consiglio Conte non è di carattere penale (la quale spetta ai giudidici) bensì di carattere politico in relazione ai comportamenti del bancarottiere. In altri termini per il capo del Governo non rileva la questione (da accertare) se gli Arata padre e figlio abbiano davvero promesso o addirittura versato migliaia (o anche solo centinaia) di euro al sottosegretario bancarottiere ma come mai il bancarottiere abbia presentato degli emendamenti così come voluti dagli Arata e per quali ragioni abbia ammesso pubblicamente di averli presentati su pressione di Arata padre dopo peraltro aver negato di essersi mai occupato in vita sua di eolico (ma fu smentito dai funzionari ministeriali che materialmente ricevettero dal bancarottiere gli emendamenti incriminati). I comportamenti del sottosegretario bancarottiere (e non le chiacchiere intecettate degli Arata) denotano un asservimento della funzione pubblica ad interessi privati ed è su questi comportamenti che Conte esprimerà un giudizio, non sui presunti fatti penali sui quali non spetta al capo del Governo di pronunciarsi.

    • Ma parlando di opportunità politica, era noto al momento della sua investitura a sottosegretario il fatto che Siri a suo tempo abbia patteggiato una condanna per bancarotta fraudolenta?
      Siccome i vari Conte, Di Maio e soprattutto l’infallibile Travaglio “non potevano non sapere”, e quindi tutto il banchetto che ci viene ammannito oggi è campagna elettorale.
      Accidentalmente noto che il signor Pontalti definisce “bancarottiere” il leghista Siri, adottando, non so quanto deliberatamente, lo stesso lessico adoperato dal giornalista Travaglio.
      A questo proposito, dato che pure il noto giornalista ha subito condanne plurime per diffamazione, ne deriva necessariamente che se Siri è un “bancarottiere” allora Travaglio è un “diffamatore”.
      Orbene, io non m’intendo troppo di morale, ma personalmente trovo che non sia poi così simpatico definire le persone riducendole al reato (o al peccato) che hanno commesso…

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