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Salvini, è crisi pure con Di Maio?

Zuppa di Porro: rassegna stampa del 7 novembre 2018.

00:00 Salvini-Di Maio: è crisi? Nel governo si litiga su prescrizione e sicurezza. E pensare che le due cose dovrebbero andare a braccetto.

04:35 Marco Tronchetti Provera, massacrato prima dai giornali e poi dai magistrati, rinuncia alla prescrizione e viene per la terza volta assolto. Sulla prescrizione, Francesco Forte legge Beccaria per far capire la follia di questa idea della giustizia.

07:10 I nuovi condoni nel decreto Genova scovati dal Il Sole 24 ORE e il condono a papà Di Maio rinfacciato da Repubblica.

09:53 Matteo Salvini, la stampa estera lo tratta con rispetto.

10:34 Chiesa, Ici e no profit sull’Avvenire.

11:15 Elezioni midterm: Donald Trump non vince, ma nemmeno i democratici.

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9 Commenti

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  1. é giusto cambiare la prescrizione ma prima occorre riformare la giustizia partendo dalla divisione delle carriere,abolire la discrezionalità e l’interpretazione soggettiva delle leggi, limitare gli incarichi extra ai giudici,sanzionare con provvedimenti e risarcimenti certi gli errori ed i comportamenti dei giudici( come nelle altre categorie dei professionisti),ecc…

  2. Se non si richiamano all’ordine con durezza i magistrati per quel che riguarda i tempi e la certezza del diritto e della pena, senza alcuno scudo privilegiato e quindi perseguibili al pari di tutti i cittadini che sbagliano in questo Paese, e se ai pubblici ministeri non sarà imposto lo stesso valore della prova e quindi giuridico ai legali che hanno assunto la difesa degl’imputati, non ha senso nessuna controversia politica: si va solo e sempre ancora a caccia di farfalle come voti per le elezioni.

  3. il problema non è la prescrizione, ma la lungaggine dei peocessi, dovuta certo alle condizioni pietose dell organizzazione giudiziaria (carenze di organico di amministrativi, km cubici di faldoni cartacei ancora nel XXI secolo, ecc) ma soprattutto per cervellotici e farraginosi codici e procedure: bisognerebbe abrogare tutte le leggi e i codici, dopo aver tradotto e recepito i corrispettivi codici e soprattutto procedure del diritto tedesco o olandese o romeno o di qualsiasi altro paese UE dove la giustizia è piu veloce e efficace (cioè praticamente tutti….) .

  4. lascio stare il problema prescrizione di cui non sono d’accordo è più complesso di quello che descrive e semplifica giornalisticamente Porro . Mi interessa la citazione di Francesco forte ( personaggio un po’ datato) che legge Cesare Beccaria , dei delitti e delle pene: ” il fine della giustizia non è tormentare UN ESSERE SENSIBILE,
    ma minimizzare i danni ai cittadini della società”. Non so chi dei due sia bevuto Forte o Beccaria (al tempo) ma perchè non lo vanno a raccontare all’assassino di Dèsire a Roma oppure a quello di Pamela a Macerata. “ESSERE SENSIBILI” ?

  5. Carissimo Porro, le tue argomentazioni sulla prescrizione sono favolose e sono certo che tutti gli italiani condivideranno eccetto naturalmente i soliti Travaglio, Davigo ecc.ecc……..Viva la zuppa

  6. L’Italia sognata da Davigo, Travaglio e Buonafede è quella dove i processi non servono, basta l’accusa, la difesa è solo una perdita di tempo. Chi volesse dimostrare la propria innocenza, sempre che sopravviva alla tortura, può sottoporsi al Giudizio di Dio camminando sui carboni ardenti. Attenzione: qualora ne uscisse indenne verrebbe comunque condannato per stregoneria avendo evidentemente stretto un patto col diavolo.

    • Ho vissuto 4 anni da indagato=appestato in quanto accusato da un farlocco come Massimo Ciancimino ad opera di geni dell’antimafia come Di Matteo e Ingroia. Ringrazio ancora la mia testa, i miei avvocati e la mia famiglia per esserne uscito indenne (si fa per dire, visto che ci ho rimesso la carriera, tanti soldi e la mia serenità), senza che nessuno si sia nemmeno lontanamente sognato almeno di scusarsi. Auguro al summenzionato trio di manettari di trovarsi per qualche mese nella condizione di indagato/imputato innocente con relativo sputtanamento globale.

  7. Isoardi é passata oltre, “nun ce ne po’ frega’ de meno”. Inutile aspettarla alla fermata dell’autobus.. Il problema del momento, per Salvini, é di incamerare subito gli “svolazzanti” i milioni di voti di destra, senza perdere la favorevole occasione, mentre l’elettorato già di Silvio ora appare fortemente ‘scosso’. Salvini sveglia e prendi al volo i voti ancora incerti e dubbiosi.

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