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5 domande a Draghi su tamponi e lockdown

draghi lockdown
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di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

Quando il Presidente del Consiglio parla dei “dati” che dettano la sua politica dell’emergenza e gli impediscono qualsiasi prossima apertura, si riferisce alla “curva dei contagi” cioè l’andamento dei tamponi che risultano positivi. Diciamolo subito: ha ragione Draghi a osservare che la curva dei casi positivi non sta ancora diminuendo come si vorrebbe. Dobbiamo però chiederci: è questa la ragione sufficiente per la nuova chiusura? Analizziamo i diversi profili della cosa.

Più tamponi, più positivi

Primo punto. I “casi”cioè i tamponi positivi che indicano qualcuno che potrebbe aver avuto il virus (anche se nell’80% non ha avuto sintomi rilevanti)sono arrivati a 3,5 milioni cumulativamente in Italia, con una media attuale sui 24 mila al giorno dopo un picco di 40 mila. In marzo e aprile, quando la mortalità era ai massimi, i tamponi erano intorno a 3-4 mila al giorno con un picco di 6 mila al giorno.

 

I “contagi” oggi sono cinque volte quelli della primavera scorsa, anche se i morti sono diminuiti, semplicemente perché si fanno circa dieci volte più tamponi e a persone che non hanno sintomi. In totale in Italia si sono fatti 48 milioni di tamponi, circa 800 tamponi per 1,000 abitanti. Più tamponi fai più contagiati trovi. Ma è giusto andare alla caccia di contagiati sani per chiudere tutti in casa? Questa è la prima concreta domanda a Mario Draghi.

In Giappone, ad esempio, si sono fatti fin dall’inizio pochissimi tamponi, in totale circa 60 tamponi per 1,000 abitanti, 115 volte meno tamponi che in Italia. La politica del Giappone è fare il tampone solo a chi sia malato, abbia sintomi seri, non a chi è stato, forse, in contatto con qualcuno che è risultato positivo, anche se magari anche lui non aveva sintomi e così a catena come facciamo noi. È quindi ovvio che ci siano più “contagi” ora, per la semplice ragione che si fanno molti più tamponi, sia rispetto alla primavera scorsa, sia rispetto ad altri paesi.

Il parametro dei “cicli”

Secondo punto. In Usa i casi positivi sono calati dal 20 gennaio dopo che la Cdc ha pubblicato linee guida che indicavano di abbassare il parametro dei “cicli” a cui si calcola il tampone e lo stesso ha fatto l’OMS il 27 gennaio. Se si abbassa la soglia dei cicli da 40 o 45, a 35 o 32 cicli automaticamente i casi “positivi” si riducono. Seconda domanda al Presidente del Consiglio: in Italia seguiamo il parametro consigliato dall’OMS o la soglia dei 40 “cicli”? Insomma, che linee guida abbiamo per l’uso dei tamponi?

In aggiunta, i virus dell’influenza sono spariti nel mondo e il tampone non distingue tra la rilevazione di micro frammenti di Covid o di altri virus influenzali, per cui non si sa esattamente se tanti “positivi” non risultino tali a frammenti di virus influenzali di altro genere. È giusta o falsa questa considerazione? Questa è una ulteriore domanda che rivolgiamo a Draghi.

Dopo prima dose, fenomeno anomalo

Un ulteriore fenomeno statistico anomalo, che però è stato rilevato nei test stessi di Pfizer e Moderna su campioni di vaccinati e non vaccinati, è che dopo la prima iniezione si rilevano più casi positivi e solo dopo il richiamo questi si riducono. Questo è evidente dai dati di Israele e Uk dove nei primi due mesi di vaccinazione i casi aumentavano e solo ora si sono ridotti. Poiché l’Italia ha appena iniziato a vaccinare con la prima iniezione un aumento di “positivi” potrebbe essere dovuto proprio al vaccino. È consapevole Draghi di questi dati?

Insomma, se i “dati” di cui parla il Presidente del Consiglio sono solo i casi positivi al tampone, siamo invischiati in problemi statistici di ogni genere. Se si fanno pochi tamponi come in Giappone e in genere in Asia, ovviamente la “curva” risulta molto più bassa. Se si abbassa il parametro con cui vengono calcolati i tamponi a 35 o 30 cicli il numero di positivi si riduce moltissimo. Quando stai vaccinando ci si può aspettare un aumento dei casi positivi perché sembra che tra la prima iniezione e la seconda si possa contagiare e anche più di prima. E così via. Non c’è niente di più relativo del calcolo del numero dei contagi. Ma è possibile fondare solo su questo parametro la chiusura di mezzo Paese? Anche questa domanda riassuntiva la rivolgiamo a Draghi.

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39 Commenti
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Nella
Nella
2 Aprile 2021 20:24

Pure una cattiva conservazione dei vaccini.

C O M P L I M E N T I!!!!!

Elena Mauri
Elena Mauri
1 Aprile 2021 15:19

Dobbiamo anche ricordare che nel conteggio contagiati vengono immessi quotidianamente la rilevazione ripetuta alla stessa persona per più giorni ,di conseguenza i dati sono sempre inesatti (gonfiati) x precisa volontà.
Un altro dato interessante da acquisire giornalmente che non viene più fornito, è il numero delle guarigioni. Volutamente si informa solo dei decessi, tanto per rasserenare il gregge…..
Infine : con tutte le “CANNATE’ di Speranza profuse per un anno e MOLTO GRAVI come è possibile dargli ancora CREDITO…. sarà una volontà perniciosa? Grazie per l’ascolto.

Nella
Nella
1 Aprile 2021 0:40

Beltrame hai appena dato al pf.Becchi dello stupido ed ignorante
Tu sei un altro di quelli che scrivono pipponi da.paura senza rileggerli prima di inviarli…GOT IT?

Nella
Nella
31 Marzo 2021 23:44

Beltrame…ma quando ti farai furbo???? Becchi ha pienamente ragione!!!!

Fanno + tamponi che poi risulteranno positivi(guarda caso…) così potremo chiedere un ulteriore scostamento di bilancio all’UE….
Se poi ti ricoveri in ospedale uscirai in un sacco di plastica…

Nella
Nella
31 Marzo 2021 23:05

I tamponi non sono affidabili Mai…servonox gli scostamenti di bilancio sr il loro esito é positivo (SIC!!!)

Luca Beltrame
Luca Beltrame
31 Marzo 2021 21:36

Va bene, vediamo un po’ che cosa ha combinato Becchi stavolta… > Più tamponi fai più contagiati trovi. Ma è giusto andare alla caccia di contagiati sani per chiudere tutti in casa? La domanda è mal posta, od in malafede. Il problema del tampone è che *in assenza di sintomi* (rileggete questa frase 200 volte) non distingue tra persone malate (o che lo diventeranno) e persone guarite, che non sono infettive (visto che l’RNA virale può permanere per un bel po’ nella gola in assenza di virus attivo, ragion per cui il tampone negativo in uscita è una stupidaggine). Se si vuole usare l’approccio TTI (test-trace-isolate, cioé test, tracciamento, isolamento) bisogna beccare gli infettivi. > La politica del Giappone è fare il tampone solo a chi sia malato, abbia sintomi seri Ma non hanno mai avuto pressione sul sistema sanitario paragonabile a quella europea. Sul perché si possono scrivere milioni di parole, ma è un fatto. Quindi non è un buon confronto. > Se si abbassa la soglia dei cicli da 40 o 45, a 35 o 32 cicli automaticamente i casi “positivi” si riducono Becchi, Becchi, perché confonde le acque? Tanto per cominciare, i suoi lettori manco sanno cos’è un “ciclo”! Ma spiegarlo? Poco male, spiego qua. Il tampone prevede di amplificare il materiale genetico del virus (RNA, che… Leggi il resto »

Luigi Palombi
Luigi Palombi
31 Marzo 2021 20:49

Siamo alla demenza o alla perversione.
Un mio amico sanitario dopo aver fatto il vaccino phaizer è risultato positivo,morale sono due mesi in cui i tamponi risultano positivo,due mesi che non lavora,due mesi che giustamente è in malattia. Sta benissimo. Grazie Draghi speranza

Michele Abatescianni
Michele Abatescianni
31 Marzo 2021 20:28

Invece di scendere in piazza o defenestrare questi imbecilli vestiti dia politici, continuiamo a piangerci addosso. Mascherine, tamponi , vaccini; ma andassero affanculo tutti. Ci stanno girando e voltando come dicono loro, come la cotica sulla brace. Noi, intanto beliamo, tra poco, impareremo anche ad abbaiare. Italia se desta, sto ciufalo. Questa magnifica Nazione, è abitata da mezze seghe. A tutti i livelli.