La Francia è notoriamente un Paese europeo con un’alta concentrazione di immigrati. Tuttavia, a causa di una legge del 1978 chiamata “Loi Informatique et Libertés”, non è possibile raccogliere dati di tipo etnico e religioso. La legge, infatti, vieta la “raccolta o il trattamento di dati personali che rivelino, direttamente o indirettamente, l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, religiose o filosofiche, o l’appartenenza sindacale” delle persone. Il divieto è valido sia per i soggetti pubblici sia per quelli privati. Questa legge rispecchia il principio costituzionale francese di uguaglianza di tutti i cittadini.
Nomi islamici in aumento
Come si fa dunque a quantificare l’entità dell’immigrazione e della relativa islamizzazione del Paese? Un metodo utilizzato è quello di analizzare i dati dell’INSEE (Istituto nazionale della statistica e degli studi economici), corrispondente al nostro Istat, sui nomi dei nati vivi in Francia. Osservando l’origine dei nomi attribuiti ai neonati, emerge un dato chiaro: negli ultimi anni i nomi di origine musulmana assegnati alla nascita sono aumentati in modo significativo, mentre quelli non riconducibili all’islam risultano in costante diminuzione.
Il sito fdesouche.com, sulla base dei dati dell’INSEE, ha elaborato dei grafici che mostrano come negli anni Cinquanta i nomi islamici fossero poco più dello 0, saliti a oltre il 5 per cento negli anni Settanta, al 10 nei primi anni Duemila, fino a superare il 20 per cento nel 2023.
In termini assoluti, i nati vivi con nomi non musulmani sono passati dalle 800.000–900.000 unità annue degli inizi degli anni Settanta a poco più di 500.000 negli anni Venti del Duemila. Parallelamente, i nati vivi con nomi musulmani sono aumentati da circa 50.000 negli anni Settanta a una media di 150.000 negli ultimi dieci anni.
L’incremento della natalità musulmana non è uniformemente distribuito in tutta la Francia, ma risulta progressivamente in aumento in tutti i dipartimenti, con l’eccezione della Corsica, dove i nati vivi con nomi musulmani sono passati dal 12,7 per cento nel 2013 all’8,3 nel 2023. La regione con la più alta percentuale di nati con nomi islamici è l’Île-de-France, che nel 2023 registrava un 35,4 per cento di musulmani sul totale dei nati vivi.
A Parigi, capoluogo dell’Île-de-France, poco più di un quarto dei nati ha un nome musulmano, più che raddoppiato negli ultimi trent’anni.
Se ci spostiamo a nord-est di Parigi, nel dipartimento Senna-Saint-Denis, i nati con nomi musulmani arrivano a superare il 60 per cento.
Nei dipartimenti di Val-d’Oise e Val-de-Marne, i nati con nomi musulmani superano il 40 per cento, con un incremento di oltre cinque volte negli ultimi trent’anni.
Altre regioni con un’alta percentuale di nati con nomi musulmani sono (dati del 2023): Provenza-Alpi-Costa Azzurra (24,4 per cento), Alvernia-Rodano-Alpi (21,5 per cento), Occitania (20,4 per cento), Centro-Valle della Loira (19,4 per cento) e Grand Est (18,4 per cento). A livello nazionale, i neonati con nomi musulmani sono passati dal 7 per cento del 1997 al 22,9 per cento del 2023.
Questo significa che oggi quasi un bambino su quattro nato in Francia ha un nome islamico (e verosimilmente di fede islamica), percentuale che continua inesorabilmente a crescere.
A questi vanno aggiunti anche i nati da genitori extraeuropei non islamici. L’INSEE riporta che nel 2024, 435.196 neonati (65,9 per cento) avevano entrambi i genitori nati in Francia (che non significa “etnicamente francese”), il 15,2 per cento aveva un genitore nato all’estero e il 19 per cento aveva entrambi i genitori nati all’estero. Nello stesso anno, 476.334 neonati (72,1 per cento) avevano entrambi i genitori con cittadinanza francese, il 14,7 per cento aveva un genitore francese e uno straniero, e il 13,2 entrambi i genitori con cittadinanza straniera.
Tasso di fecondità
Dall’INSEE apprendiamo anche che, nel 2024, il tasso di fecondità più alto del Paese si registra proprio in Île-de-France, la regione con il più alto tasso di neonati con nomi musulmani, mentre il tasso di fecondità più basso si registra in Corsica, la regione con il più basso tasso di neonati con nomi musulmani. C’è uno scarto di 0,51 figli in più.
Sebbene non sia possibile fare statistiche su base etnica o religiosa, da questi dati è facile dedurre, fatto confermato anche dalla cronaca, che la Francia sta vivendo un rapido processo di islamizzazione (pochi decenni in termini storici sono davvero pochi) e che la sua popolazione viene sostituita da individui provenienti dall’estero.
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