Esteri

La Francia scopre la minaccia sovversiva dei Fratelli Musulmani

Un rapporto riservato del Ministero dell'interno lancia l'allarme: l'organizzazione mira a trasformare l'intera società e interi territori secondo i precetti della sharia

moschea Francia

Una società minata al suo interno. Un tentativo di creare delle enclave dove vige la legge islamica. Queste le parole di introduzione a un articolo apparso ieri su Le Figaro: la società  minacciata è quella francese e il tentativo – a quanto pare a buon punto – è opera dei “Fratelli Musulmani”.

Il rapporto

Lo spunto nasce dalle dichiarazioni televisive del ministro francese Bruno Retailleau (appena eletto tra l’altro a segretario del partito Les Républicains) fatte a seguito di un dossier riservato da lui ricevuto nel mese di aprile. I Fratelli Musulmani, si legge nel rapporto e sostiene il ministro, sono oggi più pericolosi dei classici terroristi in quanto “non riconoscibili dalla barba” e in quanto agiscono sottotraccia nella società.

Il dossier confidenziale, che solo oggi rimbalza sulla stampa francese, dipinge un quadro inquietante della presenza dei Fratelli Musulmani in Francia, mettendo in guardia il Ministero dell’interno sui rischi legati alla loro strategia di infiltrazione.

Il rapporto delinea una mappa dettagliata dell’avanzata di questa organizzazione rigorista nel Paese, impegnata – si scrive – in un tentativo di imporre la sharia, la legge islamica, in Francia. 

Nel documento si legge che i Fratelli Musulmani operano come “un’organizzazione con un modus operandi mirato a trasformare l’intera società e interi territori secondo i precetti della sharia“, ovvero l’applicazione rigida di norme islamiche che regolano ogni aspetto della vita individuale e collettiva.

Rischio separatismo salafita

Il testo sottolinea come questa “minaccia si espanda in modo insidioso e progressivo”, mettendo a rischio la “coesione nazionale”. Si paventa, infatti, il pericolo di un separatismo di stampo salafita, che potrebbe portare alla creazione di “piccole enclave islamiste” all’interno del Paese. 

Secondo quanto riportato da l’Opinion, il ministro dell’interno intende portare il tema al centro del dibattito pubblico, avvalendosi del rapporto cosiddetto Gouyette-Courtade – dal nome di un ambasciatore e un prefetto – attualmente in fase di declassificazione, per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo rischio. Tra le principali fonti di preoccupazione figurano “associazioni sportive e religiose utilizzate per controllare moschee”.

Si stima che circa 130-140 luoghi di culto siano legati a questa confraternita. Il rapporto evidenzia inoltre l’attività di alcune istituzioni scolastiche, come i licei Averroès di Lille, Al Kindi vicino a Lione, l’istituto di formazione di Château-Chinon e l’ex-CCIF (Comitato contro l’islamofobia in Francia, ormai sciolto), che sarebbero coinvolti in questa dinamica.

L’entourage del ministro Retailleau ritiene che “i Fratelli Musulmani siano la vera matrice dell’islam politico“. Si teme una “minaccia di sovversione” da parte di islamisti che agiscono con discrezione: “non portano barbe lunghe”, ma riescono comunque a “guadagnare terreno tra i musulmani comuni”. Per questo, il ministro invita lo Stato a rafforzarsi contro questa avanzata, auspicando che “il modello repubblicano sviluppi i propri anticorpi”.

“Da quando sono ministro dell’interno, abbiamo sventato sei progetti di attentati islamisti“, ha dichiarato Retailleau. Ma spesso questa notizia finisce in coda ai notiziari, se anche viene data: tanto è la norma. 

Sharia

La sharia, termine arabo che significa “via per rispettare la legge divina” o anche “percorso che conduce alla fonte” è ovviamente incompatibile con i principi classici dei diritti umani (libertà di espressione, la libertà religiosa, la libertà sessuale e i diritti delle donne) e questo dovrebbe essere ancor più vero nella terra dei lumi.  

Ma finora pochi sembravano davvero preoccuparsi di questa minaccia alle nostre libertà e – aggiungiamo – chi lo fa viene immediatamente attaccato come “islamofobo” (cosa non dubitiamo avverrà anche in questo caso).

Lo sapevi che...

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