Esteri

Meriti e limiti, ecco dove sbaglia Trump

Si è accorto che doveva rimettere l'America al centro, ma i suoi modi rischiano di far perdere agli Usa almeno parte di quel soft power che ne ha favorito l'ascesa

trump macron

Spiace notare che ogni critica all’operato di Donald Trump viene percepita da coloro che sono entusiasti di lui come un delitto di lesa maestà. A mio avviso non è questo l’approccio giusto. Al tycoon va indubbiamente attribuito il merito di aver rimesso gli Stati Uniti al centro dell’attenzione dopo gli ultimi disastri di Joe Biden, anche se il suo stile lascia a desiderare.

Esternazioni umorali

Trump rischia, con le sue esternazioni spesso contraddittorie, di far perdere agli Usa almeno parte di quel soft power che ha favorito l’ascesa della nazione a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale.

Si ha spesso l’impressione che le sue esternazioni siano dettate da scatti umorali, e parecchi aggiungono che ciò si deve anche all’età, certo non più verde. Gli esempi si sprecano. Ieri ci siamo svegliati con l’annuncio di nuovi dazi sulle automobili europee. In precedenza il presidente aveva detto che le navi mercantili bloccate a Hormuz dovevano “tirar fuori gli attributi” e forzare il blocco dei Pasdaran, ma non si capisce con cosa visto che sono ovviamente disarmate.

Che dire poi delle continue lamentele per il mancato intervento della Nato? Dimentica, il presidente, che il solo da lui coinvolto nell’attacco alla Repubblica islamica è stato Benjamin Netanyahu, tanto da far dire all’ambasciatore britannico a Washington che l’unico “amico vero” degli Stati Uniti è Israele, e non il Regno Unito.

Gli attacchi all’Europa

Stupiscono inoltre gli attacchi martellanti ai leader europei. Meloni è entrata nel mirino per aver, tra l’altro, negato l’atterraggio dei bombardieri Usa a Sigonella, e poi per non “aver aiutato” nel Golfo. La nostra premier, tuttavia, è in buona compagnia poiché la stessa sorte è toccata a Merz, Macron, Sanchez e Starmer, quest’ultimo solo parzialmente salvato dagli ottimi rapporti del tycoon con re Carlo III.

Certo l’Europa ha un sacco di colpe per essersi dedicata solo al commercio delegando agli Usa ogni aspetto della difesa. I toni insultanti usati da Trump paiono però eccessivi, soprattutto se paragonati a quelli, sin troppo rispettosi, usati con Vladimir Putin. Questa sorta di innamoramento per lo zar moscovita appare ai più francamente eccessivo.

Aggiungiamo pure che, come era già accaduto durante il suo primo mandato, la scelta dei collaboratori non sembra per lo più azzeccata. Caso emblematico è quello di Pete Hegseth, criticatissimo per la sua scarsa competenza diplomatica.

Ora il tycoon dovrà stare molto attento ai sondaggi. La su base Maga non è più compatta come un tempo, mentre l’inflazione torna a mordere. Non si può escludere un clamoroso insuccesso nelle elezioni di medio termine, né un ritorno sulla scena di Repubblicani più “tradizionali” come il segretario di Stato Marco Rubio.

Più realismo

Una considerazione finale. Donald Trump ha indubbiamente grande fiuto politico, anche se lo esprime in modo disordinato (per usare un eufemismo). Si è accorto che doveva rimettere l’America al centro dell’attenzione dopo un periodo di offuscamento abbastanza lungo. Ma, per far questo, deve usare una buona dose di realismo, facendo capire ai suoi concittadini che il loro benessere dipende in modo essenziale dalla posizione di dominio economico (e a volte di sfruttamento delle risorse altrui) di cui gli States hanno goduto negli ultimi decenni.

Nella storia, tuttavia, nulla è garantito, come dimostra il rapido declino dell’Impero britannico nel Dopoguerra. Trump è abbastanza realista per far capire tutto questo. Si vorrebbe solo che usasse toni più sobri e non minacciasse in continuazione gli alleati (che forse per lui sono solo ex tali) per i motivi più svariati.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni