Esteri

Quelle parole che alimentano falsi storici su Israele

Ma quali territori occupati? Quali coloni? Troppe locuzioni sbagliate usate dai media danno corpo alla miriade di pregiudizi contro Israele

Palestine Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI

Ma quali territori occupati? Quali coloni? Troppe locuzioni sbagliate usate dai media danno corpo alla miriade di pregiudizi contro Israele.

Territori occupati: prima dell’attacco di Hamas sul territorio israeliano con la conseguente carneficina e il rapimento di civili del 7 Ottobre, nessun territorio era occupato da Israele; sia la Striscia di Gaza sia le parti di Samaria e Giudea governate dall’Autorità Palestinese erano libere da qualsiasi occupazione israeliana, come da Accordi di Oslo. Chi occupa territori non suoi sono proprio gli arabi, che dal 1948 hanno invaso Striscia di Gaza, Samaria e Giudea – tutti appartenenti per legge internazionale a Israele – e lì ancora vivono.

Cisgiordania: non si chiama Cisgiordania né West Bank, bensì Samaria, Giudea, Valle del Giordano. Cisgiordania è il nome dato a questi territori israeliani dagli arabi giordani che la invasero nel 1948, per distinguerla dalla Transgiordania.

Questi territori appartengono di diritto a Israele secondo la dichiarazione Balfour del 2 novembre 1917, la Conferenza di Sanremo dell’aprile 1920, la League of Nations Mandate for Palestine del 16/9/1922, e dalla costituzione dello Stato di Israele del 14 maggio 1948. Gli arabi di Transgiordania li invasero, e gli israeliani li liberarono nel 1967 a seguito di un’altra guerra scatenata sempre dagli Stati arabi.

Con gli Accordi di Oslo del 1992/93 Israele accettò di lasciarne una parte agli arabi secondo l’assunto “terra in cambio di pace”, ma né l’Olp né l’AP hanno mai mantenuto gli impegni di stroncarvi il terrorismo arabo. Sono stati divisi in tre zone – A, B, C – dove le prime due sono governate dall’AP, e da qui, da decenni, partono attentati e attacchi contro i civili israeliani.

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Coloni: perché se dei cittadini israeliani vivono in aree di campagna o periferiche, accanto ai medesimi quartieri e lungo le medesime strade dove vivono famiglie arabe, gli israeliani sono definiti coloni e gli arabi no? Non sono coloni, non stanno colonizzando niente, non stanno occupando altro che terra israeliana, e sono solo famiglie che non possono permettersi i prezzi di Gerusalemme e Tel Aviv. Chiamarli coloni vuole stigmatizzarne azioni e ruoli che non esistono: come se chi vivesse in Pianura Padana, nelle campagne di Pavia, fosse un colono.

Palestinesi: dall’antichità fino agli anni ’60 i “palestinesi” sono gli israeliani e prima furono gli israeliti. Molto noto il video di Golda Meir che si proclama, naturalmente, palestinese, così come definito in tutti i trattati internazionali e testi di storia sulla Terra Santa e sul popolo ebraico.

Fu Arafat il 28 maggio 1964 a inventarsi – colpo di genio – il nome palestinese attribuendolo arbitrariamente agli arabi. In realtà, gli arabi presenti all’interno dei confini israeliani sono originari da Egitto, Siria, Iraq, Libano, fatti immigrare nei territori israeliani per occuparli a discapito dei legittimi abitanti israeliani. Palestina è l’antico nome dato dagli israeliti alla regione litorale della terra di Canaan dopo che vi vennero a vivere i filistei, i quali vollero integrarsi con gli israeliti già lì presenti da secoli.

E si potrebbe andare avanti per pagine elencando le falsità terminologiche che determinano menzogne su Israele…

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