Un aspetto che non viene mai preso in considerazione da coloro che intendono boicottare Israele è che, nel corso dei decenni, sono stati frequentemente inviati dallo Stato ebraico aiuti umanitari nei Paesi che più ne avevano bisogno. Lo dimostra la storia di IsraAID, una rete di ong fondata nel 2001 per aiutare le vittime di guerre, carestie e disastri naturali, che ad oggi ha operato in più di 60 Paesi con uno staff di oltre 300 persone, inviando medici e rifornimenti destinati ai più bisognosi.
Catastrofi naturali
Nell’autunno 2009, quando le Filippine furono colpite da due tifoni che fecero centinaia di morti e lasciarono centinaia di migliaia di persone senza una casa, IsraAID inviò un team di sei volontari che comprendeva medici, paramedici e infermiere, al fine di prestare soccorso ai feriti e agli sfollati.
Alcuni mesi dopo, un altro team di IsraAID si recò ad Haiti con aiuti alimentari e attrezzature mediche per aiutare le vittime del terremoto del 12 gennaio 2010, che fece centinaia di migliaia di morti. Pochi giorni dopo il terremoto, la ong israeliana era già nell’ospedale della capitale haitiana Port-Au-Prince e aveva allestito delle stanze appositamente per somministrare medicine ai feriti.
Uno scenario simile si è visto anche nel marzo 2019, quando il ciclone Idai ha investito l’Africa meridionale colpendo Mozambico, Malawi e Zimbabwe, provocando più di 1.000 morti e lasciando milioni di persone senza una casa. Di fronte alla distruzione lasciata da quello che è stato classificato come uno dei cicloni più letali ad aver mai colpito l’emisfero sud del globo e dall’alluvione che ne è seguita, i volontari israeliani si sono recati in Mozambico per portare rifornimenti, ripristinare l’accesso all’acqua potabile e fornire sostegno psicologico ai sopravvissuti.
Solo nel 2018, le squadre di soccorso di IsraAID hanno raggiunto complessivamente 26.300 persone in tutto il mondo, fornendo loro acqua potabile sicura, sostegno psicologico e altri tipi di aiuti in seguito a calamità naturali. Tra le altre zone dove hanno portato il loro aiuto a superstiti e sfollati, figurano ad esempio le aree della California dilaniate dagli incendi, Porto Rico e la Repubblica Dominicana, dopo che i due paesi caraibici sono stati colpiti dall’uragano Maria nel settembre 2017.
IsraAID ha svolto il proprio lavoro anche nel nostro Paese. Nell’agosto 2016, in seguito al terremoto che ha devastato il Centro Italia e raso al suolo Amatrice, una squadra di venti volontari israeliani è giunta sui luoghi colpiti dal sisma per prestare soccorso a coloro che ne avevano più bisogno.
Profughi di guerra
Nel corso della propria esistenza, IsraAID non ha prestato soccorso solo alle vittime di catastrofi naturali, ma anche a coloro che fuggivano da Paesi in guerra: nel marzo 2022, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, ha collaborato con ng e autorità locali nella città di Tulcea, in Romania e situata vicino al confine ucraino, al fine di creare un hub logistico umanitario per semplificare le donazioni di aiuti e garantire catene di approvvigionamento di beni umanitari essenziali, comprese forniture mediche, vestiti e cibo, da spedire oltreconfine nell’Ucraina meridionale. L’hub è servito inoltre a garantire agli ospedali ucraini un accesso regolare a forniture mediche essenziali.
Nell’ottobre 2021, l’organizzazione umanitaria israeliana ha anche aiutato 167 profughi afghani a fuggire dal loro Paese verso un rifugio sicuro in Albania dopo che i Talebani hanno ripreso il potere, in seguito al ritiro delle truppe americane. Un mese prima, avevano già contribuito all’evacuazione di 42 profughi, prevalentemente donne, per trasferirli provvisoriamente negli Emirati Arabi Uniti.
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