Esteri

Tutti criticano l’accordo, ma intanto l’Iran ha preso una lezione devastante

Molti sostengono che l'Iran abbia vinto e che si dovesse "andare fino in fondo", "abbattere il regime", ecc. Ma nessuno spiega come

Trump firma (screenshot Foxnews)
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Ecco il centro nodale del Memorandum Usa-Iran firmato mercoledì:

Articolo 8 – Questioni nucleari

La Repubblica Islamica dell’Iran conferma che non acquisirà né svilupperà armi nucleari.
Le Parti concordano di regolare il trattamento del materiale arricchito in possesso dell’Iran tramite un meccanismo concordato, con il metodo base che sarà la diluizione in sito sotto supervisione dell’Aiea, in conformità con il calendario di rimozione delle sanzioni di cui all’articolo 7. Le Parti discuteranno anche delle attività di arricchimento dell’Iran e di altre questioni nucleari nell’ambito di un quadro concordato che sarà definito nell’accordo finale. L’accordo finale confermerà le disposizioni del presente articolo.

Questo è stato il primo obiettivo dichiarato della guerra, assieme alla distruzione di ogni capacità bellico-nucleare già acquisita dall’Iran, ora sepolta sotto montagne di terra. Il seguente ulteriore articolo garantisce che ciò venga rispettato: in caso contrario, conoscendo Trump e Netanyahu, c’è da credere che le ritorsioni americane e israeliane non tarderanno.

Articolo 12 – Meccanismo di supervisione

Le Parti concordano di istituire un meccanismo esecutivo per monitorare l’attuazione del presente memorandum e il futuro rispetto dell’accordo finale.

Tutto ciò è il corollario al primo articolo:

Articolo 1 – Cessazione delle ostilità

Le Parti e i loro alleati nella guerra attuale, con la firma del presente memorandum d’intesa, dichiarano la cessazione immediata e permanente di tutte le azioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano. Le Parti si impegnano a non dichiarare guerra o intraprendere azioni militari l’una contro l’altra, a evitare minacce o uso della forza reciproca e a rispettare l’integrità territoriale e la sovranità del Libano. L’accordo finale confermerà la cessazione permanente della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, e includerà le ulteriori disposizioni del presente articolo.

Allo stato attuale, l’Iran si trova a non avere più aviazione, marina, artiglieria, inflazione al 50 per cento, capacità industriale della difesa quasi azzerata, totale isolamento politico sia da parte dei Paesi arabi sia da Cina e Russia, opposizione interna sempre maggiore, con una feroce lotta intestina tra le varie componenti governative per il controllo del Paese fra Pasdaran, religiosi, politici moderati, esercito.

Tutti quelli che protestavano per la guerra, oggi frignano per la sua fine. Prima si stracciavano le vesti immaginando escalation nucleari (con chi? Boh), crisi commerciali apocalittiche (non ci sono state), petrolio a costi spaziali (salito di 20 dollari solo per le speculazioni sui futures del greggio da parte delle compagnie, e subito sceso), rivolte colossali dei Paesi musulmani (sono tutti contro l’Iran).

Ora abbiamo letto tutte le critiche a Trump per questo accordo preliminare, e fra gli stroncatori del negoziato – europei, italiani, arabi, americani, israeliani – nessuno, ma proprio nessuno, ha dato una sola soluzione concreta alternativa. Molti sostengono che l’Iran abbia vinto e che si dovesse “andare fino in fondo”, “abbattere il regime”, ecc. Ma nessuno spiega come. Nessuno.

Vorrebbero un’invasione terrestre? Era esclusa fin dall’inizio, ma se Trump l’avesse ordinata apriti cielo! Il cowboy guerrafondaio, manda al macello migliaia di uomini, il nuovo Vietnam… Figuriamoci.

Altre idee? Bombardare a tappeto l’Iran? Continuare a colpire i generali nemici a uno a uno per anni e anni? Certo, come no: discorsi da bar e di gente che sproloquia dal divano di casa come fosse pagata come analista del Pentagono.

La verità è che in questo modo l’Iran ha preso una lezione devastante come mai nella sua storia, ha perduto la faccia di fronte a tutto il Medio Oriente, sarà monitorato da vicino da Israele e dagli Usa, Hamas e Hezbollah sono state amputate delle capacità finanziarie e militari. E soprattutto: se l’Iran continuerà a creare problemi, confidiamo che sarà nuovamente punito. Nel frattempo borse ai massimi storici, greggio in calo.

Le dichiarazioni di vittoria degli iraniani stanno a zero: i mediorientali lo fanno sempre e comunque, dicevano di aver vinto anche dopo la Guerra dei Sei Giorni. Se l’Iran oggi ha vinto, allora anche la Germania nel ’45 aveva vinto. Aspettiamo e vediamo, invece di schiamazzare a vuoto.

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