Politica

Brigitte Bardot e la destra: quello che i media non vi raccontano

Gli aspetti dell'ex attrice su cui i media sorvolano. Un'icona della liberazione sessuale degli anni '60 che guardava a destra e non vedeva con favore l'immigrazione islamica

Brigitte Bardot Islam © Elionas2 e MATAQ Darul Ulum tramite Canva.com
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Si parla molto qui in Francia della figura di Brigitte Bardot. Da domenica quasi ininterrottamente sui principali media, eclissando perfino le ultime affermazioni di Donald Trump. Si sorvola invece, o meglio: i media statali sorvolano su tre aspetti dell’ex attrice che ci pare il caso raccontare.

Innanzitutto, Bardot, pur considerata un’icona della liberazione sessuale degli anni ‘60, non era affatto di sinistra. Un fatto che probabilmente dà un certo fastidio.

In secondo luogo era a nostro parere un’imprenditrice di grande successo. Non per denaro, non per arricchirsi: ma per portare avanti la sua causa a favore del benessere animale.

E infine, il terzo aspetto – che forse ci ha colpito anche più degli altri: la sua crociata contro le pratiche crudeli di due delle “tre grandi religioni monoteiste” (nessuna delle quali ha sede a Roma) contro gli animali, che l’ha portata a scrivere una appassionata lettera all’ex presidente Hollande che riportiamo in chiusura di questo articolo. Ma andiamo per ordine.

Bardot e la destra francese

Scomparsa domenica 28 dicembre 2025 all’età di 91 anni, Bardot ha sempre avuto un rapporto (definito dai media “controverso”) con l’estrema destra francese. Nella sua biografia del 1996 rendeva omaggio a Jean-Marie Le Pen, “uomo affascinante, intelligente e come me insofferente a determinate cose”.

Come mai un’icona della liberazione sessuale poteva essere di destra? Ebbene, già allora, nel 1996, Bardot aveva condiviso la messa in guardia di Le Pen contro “il potere spaventoso dell’immigrazione”. In Francia, come crediamo in Italia, gli ex-progressisti (la sinistra) erano e sono dalla parte delle culture islamiche, quelle che difficilmente possiamo associare ai movimenti favorevoli all’uguaglianza uomo-donna.

Ma per le destre, lo si vede in Francia con Le Pen e a maggior ragione in Italia con Meloni, la parità esiste nei fatti e non nei vuoti proclami. Questa probabilmente tra le motivazioni delle simpatie dell’ex attrice.

Poco dopo l’attentato terroristico di Nizza (il famoso camion guidato dal tunisino Mohamed Lahouaiej-Bouhlel che ha fatto 86 morti e 458 feriti) il sindaco di Cannes Lisnard aveva vietato il “burkini”: una specie di costume da bagno adattato ai desiderata delle religioni che reprimono il corpo femminile.

Ed è allora, nell’estate del 2016, che Marine Le Pen – facendo sua la causa contro il burkini – afferma: “Le spiagge francesi sono quelle di Bardot e Vadim”, riferendosi al film “E Dio… creò la donna”. Insomma, un’ammirazione ricambiata.

Omaggio ai presidenti

Di François Mitterrand, Bardot diceva: “Maledetto il giorno della sua investitura… Tutta la sofferenza che subiamo è conseguenza della sua opera malefica”. Jacques Chirac era “il re dei bugiardi”, in competizione con Nicolas Sarkozy. In una lettera aperta, ha recentemente accusato Emmanuel Macron di “inutilità, codardia e disprezzo per i francesi”.

Ma non era una posizione di destra ideologica, tutt’altro: “Giudico i politici in base a ciò che propongono per la causa animale. È semplice”, dichiarava a Le Monde nel 2017. “Ho avuto una speranza folle quando il Front National ha fatto proposte concrete per ridurre la sofferenza animale. Ma ho anche contattato Mélenchon (leader dell’estrema sinistra, ndr). Se domani un comunista riprendesse le proposte della mia fondazione, applaudirò e voterò”.

L’imprenditrice

Veniamo alla sua fondazione, motivo per il quale l’abbiamo definita imprenditrice. La Fondation Brigitte Bardot (FBB), fondata nel 1986 da Brigitte Bardot e riconosciuta di pubblica utilità dal 1992, impiega oggi un team dedicato che include dipendenti con contratto a tempo indeterminato e un’ampia rete di volontari. I dati più recenti dal sito ufficiale indicano quasi 300 dipendenti, supportati da oltre 70.000 donatori e più di 500 volontari.

Le entrate derivano principalmente dalla generosità pubblica, con lasciti e donazioni che fanno la parte del leone. Per il 2023, le risorse operative raggiungono 38,6 milioni di euro, utilizzati per coprire spese come cure veterinarie, manutenzione di rifugi e campagne internazionali. Il patrimonio netto è oggi stimato in oltre 153 milioni di euro.

Come non definire imprenditore qualcuno che riesce partendo da zero a mettere in piedi una tale organizzazione?

Halal e Kasher

Chiudiamo con la questione dei maltrattamenti animali causati dalle religioni. Anziché scriverne vogliamo qui riportare testualmente la traduzione della lettera che in merito Bardot inviò al presidente della Repubblica Hollande e ai massimi esponenti politici francesi nel 2016: perché nulla ci pare più giusto che ricordare una persona tramite le sue stesse parole. Eccola:

Signor Presidente, Signor Primo Ministro, Signor Presidente dell’Assemblea, Signor Presidente del Senato, Signore e Signori Ministri, Deputati, Senatori,
Ho una richiesta ufficiale da farvi, quindi per permettervi di rispondere secondo le vostre anime e coscienze, vi farò una piccola esposizione esplicativa della situazione. Dal 1973, 41 anni fa, ho abbandonato il cinema per dedicarmi completamente al servizio della protezione degli animali, sia in Francia che in tutto il mondo. Questa seria decisione è stata presa dopo aver assistito numerose volte alle abominazioni crudeli e lasciate impunite della barbarie che l’uomo infligge agli animali.
Nel 1986, ho creato da sola la mia Fondazione. Per ottenere i fondi necessari e indispensabili, ho venduto all’asta tutti i miei beni più preziosi, conservando solo l’essenziale. Poi ho donato la mia celebre “Madrague” per ottenere il riconoscimento di utilità pubblica che il Consiglio di Stato ha accordato alla mia Fondazione con decreto del 21 febbraio 1992.
(…)
Ecco quindi le due richieste evidenti e indissociabili che il governo deve accordarmi dopo 30 anni di attesa, per i miei 80 anni e in omaggio ai 40 anni di lotta condotti coraggiosamente, vincendo solo piccole battaglie e non grandi vittorie. 
L’abolizione immediata dell’ippofagia in Francia. Il cavallo è stato per lunghi anni, prima dell’arrivo del motore, il compagno indispensabile per la sopravvivenza umana e anche per far guadagnare miliardi nelle corse ippiche. Una proposta di legge volta a far passare il cavallo da animale da reddito ad animale da compagnia, evitandogli così il macello, è stata depositata alla fine di giugno 2013 all’assemblea su richiesta della mia Fondazione, da Nicolas Dupont-Aignan. Chiedo che questa proposta, rimasta lettera morta, sia presa in considerazione e dibattuta nei più brevi tempi possibili e che mi porti finalmente la soddisfazione richiesta.  
La reintroduzione immediata della legge francese ed europea che richiede lo stordimento degli animali da macello prima del dissanguamento per tutti gli animali senza alcuna deroga per i sacrifici rituali halal e kasher che costringono e sottomettono gli animali sgozzati in piena coscienza ad agonie lente e estremamente dolorose, inammissibili in un Paese “laico” ed evoluto che permette con mezzi moderni di renderli incoscienti ma sempre vivi al momento del coltello.   
Questo evita loro non solo una atroce e lunga sofferenza ma anche uno stress dovuto al terrore che può essere pregiudizievole per il consumo. Già la Norvegia, la Svezia, l’Islanda, la Svizzera, la Grecia, il Lussemburgo, l’Austria, la Polonia e, quest’anno, la Danimarca hanno totalmente abolito le deroghe halal e kasher. È urgente che la Francia segua questi numerosi esempi.  
Ecco le due evoluzioni indispensabili alla nostra epoca che chiedo ai governi successivi da 30 anni. Sarebbe giusto accordarmele dopo tanti anni di suppliche e di attesa. Se non le ottengo, concluderò che ho fallito la mia vita.  
Con la mia immensa riconoscenza… anticipata!

La riconoscenza anticipata era mal posta: nessun governo francese ha preso in considerazione la richiesta di Bardot, probabilmente nel timore di offendere le comunità musulmane ed ebraiche. Non conosciamo con esattezza la situazione italiana, ma riteniamo non sia particolarmente differente. Bardot ha dunque fallito nella sua vita? Noi pensiamo di no e – come tutti – possiamo dare corpo a questo pensiero: qui. 

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