Ci hanno chiesto fiducia. Ci hanno detto che eravamo in guerra contro un virus sconosciuto e che, per questo, bisognava accettare tutto: lockdown, restrizioni, chiusure, sacrifici economici e decisioni prese in nome dell’urgenza.
Gli italiani lo hanno fatto. Con senso di responsabilità. Hanno pagato il prezzo più alto, spesso in silenzio. Ma oggi l’emergenza è finita. E con essa deve finire anche il tempo delle domande rimaste senza risposta.
I soldi degli italiani
Le audizioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del Covid stanno riportando alla luce una serie di vicende che meritano chiarezza. Lo abbiamo visto a Quarta Repubblica: appalti miliardari, procedure straordinarie, forniture di mascherine e respiratori, affidamenti diretti, aziende italiane che avevano riconvertito la produzione per aiutare il Paese e che hanno denunciato di essere state escluse, mentre una parte consistente delle commesse veniva affidata a produttori esteri, soprattutto cinesi.
Sarà la Commissione, insieme agli organi competenti, a stabilire fatti e responsabilità. Ed è giusto che sia così. Ma una cosa possiamo dirla già oggi. Quei miliardi non erano i soldi dello Stato. Erano i soldi degli italiani. I soldi di chi ogni mese paga le tasse. Di chi ha visto la propria azienda chiudere. Di chi ha perso il lavoro. Di chi ha continuato a contribuire alle casse pubbliche anche nei mesi più difficili.
Ogni mascherina acquistata, ogni respiratore, ogni contratto firmato è stato pagato con il denaro dei cittadini. Ecco perché non possiamo permetterci che restino zone d’ombra. Il denaro pubblico non appartiene ai governi di turno. Non appartiene ai commissari. Non appartiene ai ministeri. Appartiene agli italiani. Ed è per questo che ogni euro deve essere giustificato fino all’ultimo centesimo.
L’ultima occasione
Fa riflettere che, mentre emergono interrogativi sempre più pesanti sulla gestione di quella stagione, Giuseppe Conte continui a guidare una delle principali forze politiche del Paese e venga ancora indicato come possibile futuro presidente del Consiglio.
Non spetta ai giornali emettere sentenze. Non spetta alla politica sostituirsi alla magistratura. Ma spetta ai cittadini pretendere trasparenza. La Commissione Covid rappresenta forse l’ultima occasione per ricostruire una delle pagine più delicate della nostra storia recente. Non per alimentare vendette o processi mediatici, ma per ricostruire la verità attraverso documenti, testimonianze e fatti.
Perché una democrazia non ha paura della verità. Ne ha paura solo chi teme che venga conosciuta. Gli italiani hanno rispettato lo Stato quando lo Stato ha chiesto loro sacrifici. Adesso è lo Stato che deve rispettare gli italiani. Dicendo loro tutta la verità. Fino in fondo.
Perché erano i soldi degli italiani. E i soldi degli italiani non si sprecano. Mai.
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