Politica

L’Italia “ripudia la guerra”, non l’autodifesa. Cosa dice la Costituzione

Infondate le polemiche sulla parata del 2 giugno. Il pacifismo integrale non è in linea con la nostra Costituzione, la quale andrebbe letta con lo stesso spirito che animò i padri costituenti

Mattarella 2 giugno (screenshot Min Difesa)
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Ogni volta che qualcuno tenta, magari con intenti diversi, di introdurre modifiche nella nostra Costituzione, il clima diventa subito incandescente. Se n’è avuta riprova nel recente referendum dove sembrava che lo scontro tra il sì e il no fosse uno scontro di civiltà, destinato a segnare il futuro della nazione in modo indelebile.

Occorre chiedersi, tuttavia, se era davvero questo lo spirito che animò i padri costituenti nel redigere la Carta. A chi scrive non pare sia questo il caso e, del resto, le differenze tra le diverse impostazioni dei suddetti padri costituenti sono facilmente percepibili se appena si legge la Carta in modo sereno.

Anche la Costituzione è un documento, certamente importantissimo, elaborato da menti e mani mortali. Per fortuna non abbiamo in Italia (o almeno non ancora) un “partito di Dio” che si arroga il diritto di parlare a nome di una divinità, prevalendo così in ogni dibattito. E questa è per noi una grande fortuna, della quale molti non si rendono conto.

L’articolo 11

Il nodo è venuto al pettine quando i movimenti pacifisti hanno contestato con toni aspri la presenza dei militari alla parata per celebrare l’anniversario della Repubblica. Molti citavano l’articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra”. Secondo molti esponenti pacifisti questo significherebbe che dovremmo adottare una posizione di pacifismo gandhiano, tale da escludere qualsiasi coinvolgimento nel turbolento scenario internazionale che ci circonda.

Si dà il caso, tuttavia, che subito dopo la Carta chiarisca che il ripudio della guerra dev’essere inteso come rifiuto di strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo per risolvere le controversie internazionali.

Restano intatti, invece, il diritto di difendersi qualora attaccati, e la fiducia nelle organizzazioni internazionali quali Onu, Nato e Ue. Ne consegue che il pacifismo integrale non è in linea con la nostra Costituzione, la quale andrebbe letta con lo stesso spirito che animò i padri costituenti nel redigerla.

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